Cronaca

RADICALI: “NESSUNO TOCCHI CAINO” . . . PER ABELE, CHI SE NE FREGA!

Ci eravamo congratulati con i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma,  agli ordini del Generale Vittorio Tomasone, per la brillante operazione che ha portato all’arresto degli autori della violenza carnale della giovane di Guidonia, con il brutale pestaggio e sequestro del suo fidanzato.

Operazione che i militari del Gruppo di Frascati, di Tivoli e Guidonia hanno portato a compimento con grande spirito di sacrificio ed attaccamento al dovere tanto da dimenticare le famiglie per riuscire ad ottenere “il” risultato dovuto alle vittime della violenza.

Davanti agli occhi di tutti, le telecamere ci hanno mostrato il tentativo di linciaggio della folla inferocita davanti alla caserma di Tivoli, intento non riuscito per la decisa difesa dei delinquenti da parte dei Carabinieri che, per trarli in arresto, avevano riportato lesioni.  

Già, le nostre Forze dell’Ordine, prima prendono le botte dai delinquenti e poi li difendono dai cittadini  che vogliono giustizia sapendo che tanto le leggi italiane non faranno nulla per loro. Infatti, i primi due, hanno subito ottenuto gli arresti domiciliari  alla faccia dei Carabinieri e delle vittime!

Ma la cosa più bella, è sapere che una parlamentare radicale, Rita Bernardini, ed un ex parlamentare , Sergio D’Elia segretario dell’associazione “nessuno tocchi Caino”, che dopo aver visitato  i romeni in carcera, avrebbero  denunciato i Carabinieri dicendo “Abbiamo potuto constatare di persona che risultano confermate le segnalazioni di maltrattamenti, segnalazioni che ci hanno spinto a effettuare la visita ispettiva. Su uno di loro, che zoppicava vistosamente, erano visibili i segni di percosse su un occhio, sulle gambe e sull’anca destra. Altri due avevano gli occhi pesti, ma affermavano uno di essere caduto e un altro di essersi picchiato da solo per la disperazione”. E poi “Da quanto abbiamo potuto ascoltare, il pestaggio sarebbe avvenuto, a più riprese, nelle celle di sicurezza della caserma dei carabinieri di Guidonia. Sono terrorizzati. I romeni, che parlano italiano, ci hanno spiegato che stavano in sei celle diverse e ogni tanto qualcuno entrava e li picchiava”.

Chi sono Rita Bernardini, già segretaria dei Radicali e Sergio D’Elia ora segretario dell’associazione “nessuno tocchi caino”, non vale nemmeno la pena di ricordarlo, essendosi le cronache dei giornali occupati abbondantemente di loro, se non altro perché un personaggio, condannato per omicidio dell’agente di polizia Fausto Dionisi e proveniente dalle file dell’estremismo di sinistra, tutte notizie facilmente riscontrabili su internet.

Forse per distrazione o per militanza politica, i due, nell’accusare i militari dell’Arma, hanno dimenticato di parlare dei Carabinieri feriti nelle fasi della cattura!

Stranamente, poi, i radicali, sempre in difesa dei più deboli e delle donne, hanno fatto visita agli aguzzini ma non sono andati a trovare la ragazza violentata ed il suo fidanzato pestato a sangue e chiuso nel bagagliaio della macchina facendo bene attenzione a non menzionarli!

Dicono che gli arrestati tremano. Certo, perché pensano di essere ancora in Romania dove i veri politici con poliziotti che hanno a cuore l’interesse degli inermi cittadini, si preoccupano a che i delinquenti siano veramente puniti e non certamente confortati da politici che hanno a cuore “caino” ma se ne fregano altamente della morte di Abele.

Consentire questo, veramente ci fa vergognare di dire di essere italiani!

Da Radio Radicale, Emma Bonino pronuncia alcune frasi che, se non fossero drammatiche, farebbero morire dal ridere.

E si, signori italiani, perché – lei dice – dalle statistiche, il 52% dei reati di violenza, vengono commessi dagli italiani. La colpa, secondo noi, è di Berlusconi perché avendola a suo tempo nominata commissario europeo, la Bonino non si ricorda che siamo in Italia. Per carità, non che questo giustifichi questi abominevoli reati se commessi da italiani, ma ci saremmo aspettati che venissero commessi dl 98% dagli italiani e non che gli autori di stupri e violenze varie alle donne fossero per il 48%   opera di stranieri!

Anche da lei, nemmeno una parola per le vittime.

Ma fortunatamente non è tutto così.

Solidarietà alle vittime ed apprezzamento  per il brillante risultato è pervenuto ai Carabinieri da tutti gli schieramenti politici, come lo è stato per le altre due violenze sessuali di gruppo in danno di altre due donne straniere ad opera di altri rumeni e tunisini i cui autori sono stati arrestati dai nostri Carabinieri.

Certamente, questo non può assolutamente giustificare azioni di ritorsione e razzismo contro  la maggior parte di stranieri venuti nel nostro Paese per lavorare e che lo fanno con la più alta dignità ma forse queste riprovevoli azioni non sono altro che la conseguenza dell’inapplicazione della legge che spinge poi a ritenere indispensabile il farsi giustizia da soli, innescando così dei meccanismi che, se non fermati in tempo, possono portare ad una escalation non più governabile con grave danno all’immagine dell’Italia (ma forse è proprio questo il disegno di qualche occulta regia).

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