Cronaca

La confusione con Francesco. Parroco invita fedeli a messa boss. Prefetto, Questore e Vescovo, vietano.

grumo appula chiesa madre santa maria assuntaGrumo Appula (Bari) 27 dicembre 2016 – L’esortazione-intimazione-minaccia del Vescovo ha sortito il giusto effetto.
Don Michele Delle Foglie, parroco della Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta di Grumo Appula, un comune di 13mila persone a 16 chilometri da Bari, aveva fatto affiggere dei manifesti  con sopra scritto “Il parroco, don Michele Delle Foglie  spiritualmente unito ai famigliari residenti in Canada e con il figlio Franco venuto in visita nella nostra cittadina, invita la comunità dei fedeli alla celebrazione di una santa messa in memoria del loro congiunto” La funzione religiosa, avrebbe dovuto tenersi oggi 27 dicembre, alle ore 18,30.
Il “caro defunto”, si identifica nel boss Rocco Sollecito, ucciso in Canada il 27 maggio scorso con colpi di arma da fuoco mentre guidava la sua Bmw bianca. La sua uccisione rappresentò un nuovo duro colpo per una delle famiglie mafiose del clan Rizzuto, ritenuto dagli investigatori tra i più potenti del Canada. “E’ un omicidio legato alla mafia”, spiegò il portavoce della polizia di Laval, Franco di Genova, area in cui fu stato ucciso Sollecito. Suo figlio, Stefano, è ritenuto il capo della mafia di Montreal insieme al figlio di Vito Rizzuto, Leonardo. La vittima faceva parte della ‘cupola’ di sei membri che dalla fine degli anni Novanta aveva gestito gli affari illeciti a Montreal. Dei sei presunti mafiosi, solo due sono vivi perché in carcere, gli altri sono caduti in agguati organizzati da chi vuole controllare tutti i traffici illeciti in Canada, a cominciare dal narcotraffico.
Il Questore di Bari, Carmine Esposito, saputa la notizia, per motivi di ordine e di sicurezza pubblica, ha vietato la funzione pubblica disponendo  una cerimonia strettamente privata che sarà celebrata alle 6, per ricordare Rocco Sollecito.
L’Arcivescovo di Bari, mons.Francesco Cacucci, informato dal Prefetto e non dal suo sacerdote don Michele, ha emanato un ulteriore divieto della pubblica celebrazione pomeridiana minacciando, in caso di inottemperanza, di assumere “i provvedimenti disciplinari previsti dalle norme giuridiche vigenti”.
La vicenda riporta alla mente la vicenda romana del 20 Agosto dello scorso anno, che ha riguardato i funerali faraonici di Vittorio Casamonica.
Così, la Messa delle 6, è stata annullata dai famigliari di Sollecito.
Don Michele, si giustifica e, attraverso un messaggio a Radionorba, dice “”La famiglia Sollecito ha revocato la prenotazione della messa a suffragio di Rocco Sollecito che, quindi, non si terrà alle 18:30 né si è tenuta stamattina alle sei, come stabilito dal Questore e come da divieto dell’arcivescovo. Penso di far giungere un appello a Papa Francesco affinché mi riceva come il padre accoglie un figlio nel dolore”. E ancora “Le sante messe non si celebrano in onore dei defunti, le sante messe si celebrano a suffragio dei defunti e quanto più si è peccatori tanto si chiede la misericordia di Dio”.
Se il parroco della Chiesa Madre di Grumo Appula avesse voluto, giustamente, celebrare solo in suffragio, sarebbe bastato il manifesto annunciante la messa, senza il suo reverendissimo nome che invita a partecipare e lo qualifica quale “legato” ai Sollecito.
Ancora una volta, la guida del Vaticano sbanda, generando confusione  in molti  sacerdoti.
Forse sarebbe ora che  il papa si ricordi della sua funzione….
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