Roma

Scambio di embrioni al centro fecondazione assistita dell’ospedale S.Pertini

Roma, 13 aprile – “È già stato avviato l’iter del Ministero della Salute che tramite il Centro Nazionale Trapianti svolgerà un’ispezione all’ospedale Sandro Pertini a Roma” dopo il “gravissimo caso segnalato da fonti giornalistiche sul presunto scambio di embrioni nel centro di fecondazione assistita dell’ospedale”: lo comunica il ministero che “intende verificare il percorso seguito dal centro, il rispetto delle procedure previste dalle leggi e le ragioni per le quali non ne sia stata data tempestiva informazione all’autorità centrale”. La notizia è stata confermata anche dal ministro Beatrice Lorenzin: «Ci sarà una ispezione del ministero per verificare tutte le procedure», ha affermato a margine dell’assemblea del Nuovo Centrodestra.

Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano “La Stampa”, una donna si ritrova a portare in grembo due gemelli di un’altra coppia. Il grave errore sarebbe accaduto il 4 dicembre scorso all’ospedale Pertini di Roma, quando dopo tanti controlli medici, e una serie sterminata di test, alcune coppie (quattro) si sono sottoposte al trattamento di fecondazione assistita. Ma proprio quella mattina, spiega il quotidiano, qualcosa sarebbe andato storto. E si è verificato l’irreparabile: uno scambio di embrioni tra coppie. “Con il risultato – scrive il quotidiano – che, dal dicembre scorso, c’è una delle quattro mamme che porta in grembo da quattro mesi due gemelli che non sono suoi, o che per meglio dire, secondo i riscontri, non sono compatibili con i profili genetici dei genitori”. Restano i dubbi per le altre coppie che quella mattina si sono sottoposte al trattamento. La Regione Lazio intanto ha chiuso l’unità di fisiopatologia per la riproduzione e la sterilita’ del nosocomio romano.

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha istituito una commissione d’indagine presieduta dal rettore di Tor Vergata, il genetista Giuseppe Novelli, che dovrebbe riunirsi domani alle 17 per esaminare il caso. Spetterà alla commissione presieduta dal professor Novelli fare pienamente luce su quanto accaduto quella mattina di dicembre dello scorso anno.

“Le normative nazionali che attuano le direttive europee nel settore cellule e tessuti specifiche per la fecondazione assistita sono molto rigorose: le procedure indicate nelle norme, se applicate correttamente, garantiscono la tracciabilità di tutto il materiale biologico nel percorso di fecondazione assistita”, specifica il Ministero nella nota in cui comunica l’avvio dell’iter di ispezione.

Ma le polemiche si sono già accese, alla luce anche della bocciatura giunta proprio la scorsa settimana da parte della Corte Costituzionale per il divieto delle fecondazione eterologa previsto dalla Legge 40: “Il Lazio risulta essere l’unica regione d’Italia dove i centri di fecondazione assistita, così come prevede la Legge 40, nonostante le richieste degli stessi responsabili, non sono stati autorizzati e dove non vengono quindi effettuati controlli”, ha dichiarato Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni. “La coppia ha avuto accesso alle tecniche di fecondazione assistita consentite in pieno vigore della legge 40/04. Quello che è accaduto presso l’Ospedale Sandro Pertini – prosegue Gallo – non c’entra nulla con i divieti cancellati ma fa emergere la mancanza di applicazione delle garanzie della legge” nella parte che riguarda appunto i controlli.

fonte il sole 24 ore

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