Roma

In Italia, la certezza di impunità non conosce confini. Si presenta al Commissariato per il permesso di soggiorno con documento falsificato

Roma, 11 marzo 2019 – Con le scarcerazioni facili che vanificano gli sforzi delle Forze dell’Ordine, stiamo dando la certezza ai malviventi clandestini di poter  entrare, senza timore,  in un ufficio di polizia esibendo  un documento falso.

Così,  un guineano di 22 anni, si è presentato tranquillamente presso il Commissariato di Fidene Serpentara diretto dal Dott. Giusepp Rubino, per richiedere un permesso di soggiorno ed esibendo, quale proprio documento di identità, il passaporto.

L’attento Agente della Polizia di Stato addetto alla ricezione delle domande, nell’effettuare l’accurato controllo del documento, si accorgeva che il documento  presentava delle anomalie nella pagina dove sono riportati i dati identificativi. Approfonditi ulteriori accertamenti effettuati presso il Servizio di Polizia Scientifica, confermavano il sospetto dell’Agente operante confermando che  il passaporto era stato falsificato.

Il giovane straniero è stato così dichiarato in arresto per rispondere di “possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi”.

Ma tanto, sa che  le maglie della “giustizia” italiana sono talmente larghe che l’assurdo gesto, che fatto in qualunque altro Paese sarebbe severamente punito, gli consentiranno di essere rilasciato con un permesso, questa volta legittimo, di uscire dalla clandestinità e trattenersi in Italia per motivi di giustizia, in attesa di un processo che, con le pendenze esistenti, non verrà mai celebrato se non quando prescritto per decorrenza termini.

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