Cronaca

Arrestati dalla Polizia gli autori dell’omicidio di Serafino Maurizio Cordaro

Roma, 19 marzo – La Squadra Mobile di Roma ha arrestato due pregiudicati, Stefano Crescenzi, del 79,  e Giuseppe Pandolfo, del 61, ritenuti responsabili dell’omicidio di Serafino Maurizio Cordaro, freddato a colpi di pistola all’interno del Bubby Bar a Tor Bella Monaca alla vigilia di Pasqua del 2013.

Dalle indagini, coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, è emerso che il gruppo criminale riconducibile, tra gli altri, a Stefano Crescenzi, già noto alle cronache giudiziarie e personaggio di elevato spessore criminale, era entrato in contrasto con la famiglia Cordaro per la gestione e il controllo dello spaccio di sostanze stupefacenti nel redditizio quartiere di Tor Bella Monaca e per una partita di cocaina il prezzo della quale non sarebbe stato saldato: tale situazione avrebbe innescato una vera e propria guerra nel quartiere di Tor Bella Monaca, che aveva avuto un grave precedente circa un mese prima del delitto di Serafino Cordaro.

Infatti, il 1° marzo 2013, nel quartiere di Tor Bella Monaca venne fatta oggetto di colpi d’arma da fuoco, da alcuni malviventi a bordo di scooter, una Smart nera, erroneamente ritenuta, in quel momento, in uso a Stefano Crescenzi: i due occupanti del mezzo vennero ricoverati in ospedale per le lesioni riportate. Tale episodio avrebbe indotto Stefano Crescenzi e Luca Fiorà, che temevano per la loro incolumità, a commissionare a Giuseppe Pandolfo il delitto di Serafino Cordaro.

Infatti, il fratello Salvatore era stato arrestato, per altra causa, immediatamente dopo l’episodio di cui sopra. Anche altre persone vicine ai Cordaro erano state arrestate: in particolare si tratta di Valentino Iuliano, compagno della figlia di Salvatore, Natasha, e Nico Sparapano. Valentino Iuliano in quanto ritenuto responsabile di una sparatoria verificatasi alla discoteca Alibi di Roma, mentre  Nico Sparapano in quanto, rintracciato con Iuliano, era stato trovato in possesso di una pistola illegalmente detenuta.

In questa situazione di debolezza della famiglia Cordaro, un ulteriore fratello, Michele, si era defilato dalla zona di Tor Bella Monaca, viene attentata la vita dell’unico esponente presente, Serafino, peraltro ritenuto solo marginalmente interessato agli illeciti affari di famiglia; Serafino Cordaro è vittima di un primo attentato, che non ebbe esito in quanto, all’atto dell’esecuzione, l’arma in uso a Pandolfo si inceppò.

Le indagini si sono orientate subito verso il gruppo criminale capeggiato da Stefano Crescenzi e Fiora’ Luca, entrambi da poco scarcerati a seguito della decadenza dei profili associativi contestati, tra gli altri, anche a Giuseppe Molisso, nell’ambito dell’operazione Orfeo. Le ulteriori emergenze investigative, corroborate dalle dichiarazioni di due collaboranti, e perfettamente riscontrate sotto il profilo delle modalità esecutive e del movente, hanno consentito l’emissione del provvedimento cautelare eseguito ieri, e che è intervenuto in quella che, dagli atti, emerge come una vera e propria guerra in atto tra gruppi criminali distinti e dediti al narcotraffico e allo spaccio.

Stefano Crescenzi è stato rintracciato nel pomeriggio di ieri nel quartiere Tuscolano in Roma, dopo alcuni mesi nei quali si era reso irreperibile; a Giuseppe Pandolfo, già ristretto per altra causa, il provvedimento è stato notificato in carcere.

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