Tennis

US Open, Berrettini avanza

In attesa di Sinner e Musetti

Roma, 3 settembre 2022 – Matteo Berrettini approda al quarto turno degli US Open di Flushing Meadows, battendo il britannico Andy Murray in 4 set di tennis tutti da decifrare.

Necessaria una premessa.
Sir Andrew Barron Murray, è una delle racchette più interessanti e celebrate degli ultimi quindici anni .
Nominato nel 2017 baronetto dalla Regina Elisabetta per meriti sportivi con due ori olimpici consecutivi a Londra nel 2012 e a Rio nel 2016.
Nel 2016 per 41 settimane consecutive è stato indiscusso Numero Uno al mondo fintanto che nel gennaio 2018 non ha subito il primo di 3 interventi all’anca (con protesi) che l’hanno obbligato ad una vita agonistica di alti e bassi, precipitando alla posizione 839 del ranking.

MURRAY, TANTO DI CAPPELLO
Gli “alti” dell’orgoglioso scozzese corrispondono ad una efficienza dell’80-90 per cento. Percentuale che oggi consente al 35 enne di Glasgow di presentarsi a New York e superare i primi due turni battendo nettamente i quotati Francisco Cerundolo (Argentina) ed Emilio Nava (USA).
In qualche maniera, Murray riesce a convivere con i suoi problemi di schiena e contribuire al menage economico di casa con i cospicui premi offerti da New York a personaggi sicuramente competitivi e di richiamo in grado sicuramente di fare spettacolo.
Un personaggio da prendersi con le molle, provvisto di grande sapienza tennistica, conquistatore di Flushing Meadows dieci anni orsono.
I due si sono incontrati in altre circostanze e Matteo conduce 2-1.
Berrettini, contro il francese Grenier nel turno precedente, ha poco convinto nella prestazione del rovescio tagliato e fonte perenne di errori gratuiti.
L’augurio era che Vincenzo Santopadre – coach di Matteo dal 11 anni – risistemasse il rovescio nel frattempo. Ma alla resa dei conti non è stato così.
Sul Court dell’Arthur Ashe Stadium si sono affrontati due soggetti decisi a servirsi di due distinti piani di gioco.
Matteo quello di una prima palla in grado aprire brecce irreparabili, da alternarsi a palle corte. Un su è giù calamitoso per uno che ha problemi alla schiena come lo scozzese.
Quando il servizio spetta a Murray, essenziale è rispondere subito a dovere accelerando per aprirsi il campo agli “schiaffi” di dritto angolati e fuori portata.
Uno schema semplice che, senza molti problemi, ha condotto nei primi due set Matteo al break decisivo sul 4-4 e chiusura per 6-4.
Opposto il disegno di Murray: rallentare tutto il più possibile costringendo Berrettini a ricorrere all’uso prevalente del rovescio, sua arma decisamente difettosa.

MATTEO 18 ACE 54 VINCENTI
Ma quando un giocatore come Berrettini può fare affidamento su 18 ace in 4 set ( contro i quattro soltanto di Murray) ed il computo dei colpi vincenti è di 54 – 24 a favore di Berrettini, c’è poco da inventarsi!
Il tennista romano , comunque, è sembrato quasi avvertire una sorta di soggezione nei confronti di un campione vero, obbligato a sottoporre la propria anca zoppicante ad un impegno così improbo.
Matteo , persona educata e civile, ad un certo punto è sembrato quasi fare il tifo per l’avversario… applaudendo un recupero estremo di Murray .
Sul piano psicologico il match è corso sul filo ; forse avrebbe pure potuto cambiare di verso quando nel terzo set, Berrettini ha sofferto una serie di passaggi a vuoto contrassegnati dallo spreco di ben 8 palle-break.
A seguire, a Murray era stata regalata l’occasione del 6-6. Quindi, poi, l’assurdità inedita di un tiebreak iniziato con un mini-break pro Matteo sul servizio di Andy seguito da ben 7 punti consecutivi favorevoli al britannico.
Vittoria del terzo set, 7-1. Si va al quarto.
Cose mai viste! Anche perchè c’è una interruzione di 10 minuti per via di un malore sugli spalti con annessa pausa-pranzo improvvisata dal pubblico. Murray ne approfittava per strappare la battuta a Berrettini e proseguire nella rimonta.
È un momento decisivo per il match, ma anche per le prospettive generali.
Matteo riesce, infatti, a ritrovare la serenità per essere lucido. Fa i suoi conti e quelli complessivi del match. Riprende tutto da capo.
Sembra pure aver recuperato un buon timido rovescio a due mani , essenziale per ora e per il futuro.
Immediato, e perentorio, il controbreak per l’1-1 e via verso il 6-3 conclusivo e la fine di ogni equivoco..

Berrettini è approdato agli ottavi, nella cerchia dei primi sedici giocatori rimasti in gara dai 128 iniziali.

Domani, agli ottavi lo aspetta un spagnolo con la taglia e le fattezze da vichingo, Alejandro Davidovich Fokina, Numero 30 dell’ATP mondiale.

Nel frattempo il week end propone il terzo turno dei due enfant-prodige azzurri a notte fonda: per Lorenzo Musetti il bielorusso Ilya Ivashka; per Jannik Sinner l’idolo di casa di chiare origini giapponesi Brandon Nakashima.

Giacomo Mazzocchi

Giacomo Mazzocchi, giornalista professionista, è stato capo redattore di TuttoSport, capo della redazione sportiva di Telemontecarlo, direttore della comunicazione della Federazione Mondiale di Atletica Leggera e direttore della comunicazione della Federazione Italiana Rugby. Vanta una vasta esperienza suddivisa fra giornalismo scritto e video con direzione e gestione di giornali, pubblicazioni, redazioni televisive, telecronache, conduzioni e partecipazione televisive. Cura l'organizzazione e produzione tv di eventi e uffici stampa
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