Roma, 10 febbraio 2018 – Alla fine il risultato fra Irlanda e Italia è stato di 8 mete a tre in favore dei celti. Una situazione non umiliante per gli azzurri in virtù di un finale tutto in rimonta. All’Italia è anzi venuta a mancare negli ultimi minuti una meta di Bellini ormai fatta che avrebbe significato l’ottenimento del punto di bonus nonostante l’Irlanda, per buona parte dell’incontro, avesse dimostrato di essere su un altro pianeta.
Questa sera il XV dei celti comanda a punteggio pieno il Sei Nazioni. Nel ranking mondiale è terzo dopo i siderali All Blacks e l’Inghilterra. Entrambe però battute di recente. Quale è il segreto di questa squadra? Tutti gli sport di squadra si evolvono e progrediscono. Ad un sistema tecnico-tattico vincente, inevitabilmente se ne sostituisce un altro più vincente che ha trovato le contromosse giuste.
Succede nel calcio, dove ultimo arrivato è il tiki-taki esportato dalla Spagna del Barcellona. Il suo esponente più qualificato è il Napoli. Si basa sul palleggio stretto e veloce destinato a liberarsi dall’avversario. Questa peculiarità richiede, da parte dei giocatori, un decisivo addestramento tecnico-tattico per essere preciso e funzionale.
L’Irlanda ha fatto lo stesso nel rugby. Lo scambiarsi il pallone e trovare il sostegno, avviene in spazi ristrettissimi e risulta micidiale, così come è asfissiante la sua manovra di preparazione con un avanzamento fatto con una serie infinite di fasi di gioco continuative, come le 41 fasi prodotte per consentire a Saxton di realizzare il drop con cui, a tempo abbondantemente scaduto, l’Irlanda ha battuto la Francia, a Parigi, sabato scorso.
L’Italia, dopo 10 minuti, è rimasta in balia degli avversari per un’ora di gioco, quasi stordita. Incapace anche di avere coraggio. Irretita in touche dai quasi 2 metri e dieci di Devin. La rabbia, per chi aveva sperato che contro l’Irlanda gli azzurri avessero finalmente trovato la propria cifra internazionale, era tanta. Peggiore dell’Italia e a fare adirare di più gli atleti azzurri, era l’arbitro francese Romain Poite che maramaldeggiava contro Parisse e compagni in ogni occasione possibile. Inventandosi di tutto, anche quando non c’era assolutamente bisogno per dimostrare che l’Irlanda era stellare e che la Francia, sabato scorso, aveva dimostrato di valere questa Irlanda. Addirittura Poite chiesto l’intervento del TMO, la moviola, per annullare la seconda meta di Allan che invece è stata convalidata. Alla fine, gli è andata ancora peggio perché gli azzurri sono stati vicinissimi ad ottenere il punto di bonus ed andare a pareggiare il conto in classifica con la Francia. Una situazione affatto mortificante che non umilia una squadra che è uscita alla distanza nonostante, rispetto all’Irlanda, abbia avuto un giorno in meno per recuperare le energie dall’ultimo Match.
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