Rugby

Rugby – Un’Italia semipositiva battuta dagli All Blacks

Risultato finale 47 a 9

Roma, 6 novembre 2021 – Nel Rugby, Nuova Zelanda batte Nuova Italia 47 a 9. La cronaca: al 9′, al 12′ ed al 17′ l’Italia preferisce non realizzare calci sicuri da 3 punti, per giocarsi una rimessa laterale in prossimità della linea di meta neozelandese.

In tutte e tre le circostanze la successiva rimessa laterale viene “rubata ” dagli All Blaks. L’occasione per portarsi 3-0 svanisce e i neozelandesi risalgono il terreno di gioco.

Al 25′ 0-0 si infortuna il pilone sinistro azzurro Riccioni. Lo sostituisce “a freddo”il pilone Ceccarelli.

Alla prima mischia – con introduzione italiana – sulla spinta ancora poco coesa azzurra, il pack si sfalda. Christie può raccogliere e toccare in meta. L’arbitro convalida dopo consulto con il Var. Mo’unga trasforma. È 7-0 alla prima occasione che gli All Blakcs si avvicinano all’area italiana.

Al 30′, da un calcio di punizione, arriva una rimessa laterale per gli All Blacks nell’area dei 22 italiana.

Il lancio è raccolto senza opposizione da Lord. Maule in avanzamento; meta di Coles; 14-0.

Ancora al 37′ touche guadagnata dagli ospiti, maule in avanzamento, seconda meta del tallonatore Coles – al termine nominato Man of the Match.

Fine del primo tempo: 21-0

Una punizione che va al di là dei demeriti azzurri e meriti All Blacks.

Occorre ragionare su una partita che – al di la dalla cronaca dei punteggi – ha mostrato un’Italia decisamente sulla buona strada rispetto ad un recente passato.

Ricordiamo sempre che, con il Galles, gli all Blacks hanno vinto per 54-16!

Il CT Kieran Crowley, voleva una prova difensiva di livello e questa sicuramente c’è stata. Gli azzurri, tutti dal primo all’ultimo, hanno pressato e placcato obbligando gli All Blacks a perdere molti palloni ed ad incorrere in moltissime penalità.

Poi, se l’Italia ha deciso (con il suo neo capitano Michele Lamaro) di rinunciare a fare punti sicuri per tentare di farne qualcuno di più, è un fatto non tecnico che va considerato a parte.

Anche il funzionamento della mediana e degli uomini chiave ha funzionato. Bravissimo (anche in difesa ) Paolo Garbisi, uscito nella ripresa per un infortunio, che si spera non grave in vista dell’Argentina.

Esemplare il comportamento sia difensivo della linea trequarti che non si è lasciata mai sorprendere dalle iniziative anche individuali, ed avventurose, sempre sostenute degli All Blacks (McKenzie).

Come si spiega un passivo di 7 mete?

Soprattutto, anzi interamente, per l’inadeguatezza azzurra nelle rimesse laterali. Sia come conquista e gestione della propria palla che di quella avversaria. Tutte situazioni che da favorevoli si sono trasformate in sfavorevoli.

Solo quando nella ripresa sono entrati Ruzza e Cannone, si è riusciti a guadagnare qualche palla.

Inoltre ogni rimessa laterale tirata dalla Nuova Zelanda si è trasformata in meta per il quasi nullo contrasto alle loro maule avanzante.

Senza entrare nella cronaca anche le segnature della ripresa sono arrivate dalle rimesse laterali avanzanti. Si è anche registrato un calo psicofisico per le troppe energie spese per turare le falle.

Una lacuna questa, una grossa lacuna. C’è qualcosa in questo settore azzurro che non funziona. Eppure dovrebbe essere responsabilità dell’allenatore delle touche, Marco Bortolami che sull’argomento non è secondo a nessuno.

Per dire che non si tratta di un problema insormontabile come quello della pressione sugli avversari e del placcaggio attivo e passivo .

Si avverte anche che la terza linea dovrebbe includere un terzo necessario saltatore, anche sempre sentita l’assenza di un saltatore tipo Sergio Parisse.

Soluzioni ci sono ma bisogna cercarle e promuoverle. Per esempio Ruzza.

Insomma, la partita degli All Blacks rompeva il ghiaccio di un lungo periodo di stasi. Crowley ha già sistemato alcune cose di primaria importanza.

Gli rimane di sistemare la touche e poi si può guardare al futuro con serenità.

Quanto all’esordio del giovin capitano Lamaro, non si può condividere la sua scelta di non andare fra i pali sui calci di punizione. È una decisione che spetta al Capitano – a meno non ci siano istruzioni precise e concordate – con l’allenatore.

Questa strategia giovine e temeraria, però ha permesso di mettere a fuoco un grosso problema..

Non tutti i mali a volte vengono per nuocere !

 

Giacomo Mazzocchi

Giacomo Mazzocchi, giornalista professionista, è stato capo redattore di TuttoSport, capo della redazione sportiva di Telemontecarlo, direttore della comunicazione della Federazione Mondiale di Atletica Leggera e direttore della comunicazione della Federazione Italiana Rugby. Vanta una vasta esperienza suddivisa fra giornalismo scritto e video con direzione e gestione di giornali, pubblicazioni, redazioni televisive, telecronache, conduzioni e partecipazione televisive. Cura l'organizzazione e produzione tv di eventi e uffici stampa
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