Roma, 30 aprile 2017 – Quattro giornate alla fine del torneo di serie A e mini-allungo della Juventus che, sfruttando la caduta della Roma nel derby con la Lazio,1-3 goals di Keita (2), Basta e De Rossi su rigore, porta a nove i punti di vantaggio sui giallorossi sugli ultimi dodici a disposizione.
Il posticipo ha visto la conferma in trasferta del Napoli che sbanca l’Inter, 0-1 goal di Callejon, ed insidia ad un solo punto la Roma per la qualificazione diretta alla prossima Champions. Prova di sostanza degli azzurri che hanno ribadito la loro organizzazione, la loro forza, senza quasi mai rischiare contro una squadra, l’Inter, bisognosa dello psichiatra.
Dopo i due anticipi di venerdì e sabato scorsi e l’insolita stracittadina alle 12,30, la giornata ha visto la larga vittoria del Bologna sull’Udinese per 4-0, reti Destro (2), Taider e autorete di Danilo, del Cagliari sul Pescara per 1-0, Joao Pedro su rigore, del Palermo per 2-0 sulla Fiorentina, goals di Diamanti ed Alesami, il pareggio del Crotone sul Milan per 1-1, Trotta e Paletta, e le due vittorie esterne del Sassuolo ad Empoli per 1-3, reti di Peluso, Matri, Duncan e Pucciarelli su rigore, e del Chievo sul Genoa per 1-2, Pandev, Bastien e Birsa.
Veniamo al derby, che ha sancito ancora una volta la supremazia tattica di mister Inzaghi sul più celebrato Spalletti ed anche dal punto di vista tecnico alcune giocate dei biancocelesti sono state di primordine, sia in azione manovrata che in ripartenza.
Al quarto derby stagionale il tecnico laziale ha ribadito la difesa a tre, Bastos, De Vrji e Wallace, con Basta e Lukaku sulle corsie, Biglia e Parolo a presidiare il centrocampo e gli incursori Lulic e Milinkovic a supportare il puntero Keita, preferito a Felipe Anderson. La scelta vincente è stata decisa a seguito del forfait a pochi minuti dall’inizio di Immobile, colpito da un virus intestinale, non effettuando la sostituzione con un pari ruolo, come potevano essere Djordjevic ed Anderson, ma disponendo, come detto, la squadra con giocatori di gamba e resistenza.
La Roma ha avuto ad inizio dei due tempi le occasioni migliori, sempre con Dzeko, stoppate da un reattivo Strakosha ma al di là di ciò non ha mai trovato un cambio di passo, una giocata, per far saltare l’organizzazione della Lazio; tardivo il cambio modulo ad inizio ripresa a prescindere poi dalle singole prestazioni, come quelle di Peres e Perotti, assolutamente non significative.
In chiusura, oltre a segnalare l’espulsione dell’irresponsabile Rudiger nel tempo di recupero, due asterischi: una severa censura su Strootman per una volgare simulazione nel rigore concesso alla Roma, una figura barbina davanti a tutto il mondo ed una vergogna per i giovani che guardano con emulazione i protagonisti del gioco ed una citazione sull’arbitro Orsato che ha avuto una giornata non facile, complice due decisioni errate con rigori valutati e concessi a parti invertite. Il discorso ormai non più rinviabile è sull’ausilio di tecnologie che nei casi concitati aiutino quello che i direttori di gara non riescono a vedere; e sorvoliamo sull’aiuto (!) che (non) ricevono dagli addizionali…..
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