Tematiche etico-sociali

Tex, un eroe in mostra

Dal 4 ottobre, Milano dedica una mostra al mitico cow-boy della Bonelli

Roma, 3 ottobre – È un gran momento per gli italiani appassionati di fumetto. A Roma è iniziato Romics e c’è una mostra-vendita su Crepax, mentre a Milano, da domani, aprirà i battenti “La leggenda di Tex”, un’altra mostra di quelle da non perdere per tutti gli amanti del genere. Anche se Tex Willer lo conoscono tutti, anche quelli che non hanno mai letto i suoi albi. È il mitico eroe inventato da Gianluigi Bonelli (che amava ripetere “Tex sono io. In lui c’è tutto il mio senso di reazione a ogni ingiustizia”) e disegnato da Galep. Pubblicato per la prima volta nel 1948 in un piccolo albo a striscia venduto a 15 lire arrivò presto a vendere 45 mila copie a settimana ed ancora oggi è il fumetto più amato in Italia.

Tex ha avuto subito successo perché nel dopo-guerra il Far West americano era un mito per tutti gli italiani, che avevano imparato a conoscerlo e a sognarlo con i film di Gary Cooper (al quale inizialmente Galep si ispirò per disegnare il suo personaggio) e John Wayne. Una storia breve, quella dell’epopea americana, che però, grazie al cinema e ai fumetti come Tex, divento presto nota alla maggior parte degli italiani, anche più di quella dell’antica Roma che dovrebbe essere maggiormente vicina.

In mostra, tra le oltre 200 tavole originali, la mitica copertina de “La Mano Rossa” (storico n. 1 del Tex gigante), le storie più amate del ranger, come “Sangue navajo” e “Tex contro Mefisto”, e vari numeri-anniversario, come il n.100 “SuperTex” e il commoventenumero n.400, la copertina d’addio di Galep, con Tex che saluta i suoi lettori allontanandosi a cavallo.

E poi, una vera chicca: l’originale della prima tavola interna disegnata per il primo numero, dove Tex si presenta esclamando “Per tutti i diavoli, che mi siano ancora alle costole?”:

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