Medicina

Melanoma: il sole, in eccesso, è un rischio per i bambini

bambini soleCirca l’80% delle radiazioni totali, vengono  assunte nei primi 20 anni vita

Roma, 16 luglio – Si è aperto ieri all’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (Idi) di Roma il Master Course “Management del paziente con melanoma dalla ricerca alla terapia”, organizzato dall’Intergruppo Melanoma Italiano (Imi), associazione che riunisce 350 esperti impegnati nello studio per la prevenzione e la cura di un tumore sempre più diffuso, anche tra i giovani.

I bambini e i ragazzi, trascorrendo  ore ed ore a giocare sotto il sole, nei primi vent’anni di vita, possono assumere fino all’80% del totale delle radiazioni solari della propria esistenza e quelle scottature prese da piccoli,  rappresentano il principale fattore di rischio per il melanoma da adulti.

Paola Queirolo, presidente dell’Imi, spiega che “I bambini costituiscono l’anello debole della catena – perché la pelle è in grado di memorizzare il danno ricevuto dalle scottature solari accumulate durante l’infanzia” Può così “innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza. I piccoli di età inferiore a 12 mesi non vanno esposti al sole”.

E proprio per sensibilizzare i bambini sulla prevenzione, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, l’Associazione Oncologia Medica (Aiom) e con il patrocinio del Ministero della Salute, l’Imi prosegue la campagna ‘Il sole per amico’, avviata lo scorso anno nelle scuole primarie di 7 regioni italiane.

Attraverso videoclip, cartoni animati, fumetti e giochi gli scolari apprendono le regole da non dimenticare: non esporsi nelle ore centrali del giorno; mettere sempre la crema ma ricordare che nessuna scherma al 100%;  indossare indumenti adatti perché il cotone non è un filtro contro i raggi ultravioletti; ricordare che l’acqua del mare non protegge e, non ultimo,  anche in montagna ci si scotta.

La raccomandazione finale ma più importante, è non dimenticare il controllo annuale della pelle da uno  specialista. 

ROMA – Abituati a trascorrere ore e ore a giocare sotto il sole, i bambini e i ragazzi, nei primi vent’anni di vita, possono assumere fino all’80% del totale delle radiazioni solari della propria esistenza. Ma le scottature causate dal troppo sole prese da piccoli rappresentano il principale fattore di rischio per il melanoma da adulti. A puntare l’attenzione sulla mancanza di prevenzione ancora molto diffusa tra le famiglie italiane è Master Course “Management del paziente con melanoma dalla ricerca alla terapia”, che si apre oggi all’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (Idi) di Roma e organizzato dall’Intergruppo Melanoma Italiano (Imi), associazione che riunisce 350 esperti impegnati nello studio, la prevenzione e la cura di un tumore sempre più diffuso, anche tra i giovani.

“I bambini costituiscono l’anello debole della catena – spiega Paola Queirolo, presidente Imi – perché la pelle è in grado di memorizzare il danno ricevuto dalle scottature solari accumulate durante l’infanzia” Può così “innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza. I piccoli di età inferiore a 12 mesi non vanno esposti al sole”. Per sensibilizzare i bambini sulla prevenzione l’Imi prosegue la campagna ‘Il sole per amico’, avviata lo scorso anno nelle scuole primarie di 7 regioni italiane, condotta in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, l’Associazione Oncologia Medica (Aiom) e con il patrocinio del Ministero della Salute. Attraverso videoclip, cartoni animati, fumetti e giochi gli scolari apprendono le regole da non dimenticare: non esporsi nelle ore centrali del giorno, mettere sempre la crema ma ricordare che nessuna scherma al 100%, indossare indumenti adatti perché il cotone non è un filtro contro i raggi ultravioletti, ricordare che l’acqua del mare non protegge e che anche in montagna ci si scotta. Infine non dimenticare il controllo della pelle ogni anno dallo specialista. 

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