Medicina

IL NOBEL A UN DEFUNTO

Lo scorso 30 settembre è morto per un tumore al pancreas Ralph Steinman, biologo canadese scopritore nel 1973 della cellula detritica nella milza di una cavia di laboratorio.
Steinman

(Il premio Nobel Ralph Steinman)

 

Questa cellula rappresenta il collegamento fra le due risposte immunitarie: da una parte capta segnali della risposta immunitaria innata e dall’altra attiva la risposta immunitaria adattiva tramite i linfociti T, le cellule del sistema immunitario che sviluppano la memoria immunologica.

Grazie a questo collegamento il sistema immunitario si attiva solo nei confronti delle sostanze estranee e non attacca le molecole prodotte dall’organismo sano.

Sulla base dei suoi studi, è stata inaugurata una strada a nuove terapie contro le malattie autoimmuni e ad una nuova generazione di vaccini, compresi quelli contro i tumori.

Una settimana dopo la morte di Steinman egli viene insignito, assieme ad altri due ricercatori, del Nobel per la medicina 2011; circostanza assai singolare, il fatto che gli stessi assegnatari del premio non fossero a conoscenza del suo decesso.

Per questo motivo, dato che il Nobel non può essere conferito postumo, si sta molto discutendo attorno alla possibilità di non confermare l’assegnazione.

E mentre una discussione di questo tipo, giustificata dall’articolo 4 del regolamento del premio, rende edotti i più della morte di una persona della quale altrimenti avrebbero ignorato l’esistenza, il mondo si raccoglie in lutto attorno alla figura di Steve Jobs, CEO di Apple che muore per la stessa malattia di Steinman.

Nella distanza che separa la vita e la morte di queste due persone, ciascuna così importante a modo suo, è possibile sviluppare una piccola riflessione.

Ognuno la può portare avanti a modo suo ed è giusto che lo faccia, perchè il meccanismo che porta un premio Nobel per la medicina a restare un perfetto sconosciuto se non agli addetti ai lavori, e il CEO di una azienda produttrice di alta tecnologia ad essere pianto come un eroe, merita di essere approfondito secondo ogni prospettiva possibile.

Eh si, “approfondito”: perchè quello che colpisce di più in questa storia, è come la forza del mercato stia perdendo il suo valore di “veicolo”, per trasformarsi nel messaggio vero e proprio; e come una vita intera venga riassunta in un marchio, o in una statuetta, senza che la curiosità ci spinga a guardare oltre.

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