Tumori – Dall’eccellenze italiane all’estero, scoperto il ‘generatore di energia’ dei tumori

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medicina tumore accumulo proteina fusione Ansa: Accumulo della proteina di fusione FGFR3-TACC3 nelle cellule staminali del più aggressivo tumore del cervello, il glioblastoma (fonte: A. Iavarone, A. Lasorella, R. Rabadan, Columbia University Medical Center)
Roma, 4 gennaio 2018 – Sulla rivista “Nature”, è stato pubblicato l’eccezionale risultato della  scoperta del “generatore di energia” dei tumori, vero e proprio motore molecolare che li alimenta e dal quale i tumori dipendono per avere una continua ‘ricarica’.
La sua esistenza era già stata accertata nel 2012, una proteina non esistente in condizioni normali e quindi il frutto di una miscela di elementi, capaci di scatenare il tumore, di alimentarlo e di legarlo a sé, rendendolo completamente dipendente.
La così chiamata ”droga” dei tumori, è la conseguenza della fusione delle due proteine chiamate FGFR3-TACC3, scoperta grazie all’algoritmo messo a punto dall’esperto di Bioinformatica Raul Rabadan, che ha permesso di analizzare la mappa del Dna del tumore.  Era stata osservata in azione nel più aggressivo tumore del cervello, il glioblastoma, e si sospettava che potesse essere alla base di molte altre forme di tumore.
A lavorare per scoprire l’identità di tale proteina, il gruppo della Columbia University di New York guidato da Antonio Iavarone, e di cui fanno parte molti italiani, come Anna Lasorella della Columbia, Stefano Pagnotta e Luciano Garofano e Luigi Cerulo, che lavorano fra la Columbia e l’Università del Sannio a Benevento, i nostri famosi celebri “cervelli” costretti a fuggire all’estero per conseguire i risultati per i quali in Italia non vengono impiegati sufficienti fondi per le ricerche.
Ora, a distanza di 5 anni di ricerche,  è arrivata la conferma: “Adesso sappiamo che questa fusione genica è una delle più frequenti in tutte le forme di tumore”, ha detto Iavarone All’ANSA. “È un fenomeno generale”, ha aggiunto, “e sono già partite in Francia le prime sperimentazioni di farmaci in grado di bloccare la fusione genica” concludendo “È possibile affermarlo perché adesso è noto il meccanismo che alimenta il motore e che è legato al funzionamento delle centraline energetiche delle cellule, i mitocondri.”

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