Pacchi colorati



dell’estrema giovinezza,
tra le corde che non reggevano
le nuvole lassù
e un vento che spalancava alla luce
le finestre del cielo.
nel ripensare a stagioni ridenti,
trascende un sole,
un dolore, un sorriso,
un ricordo fragile e stanco.
ho desiderato,
mentre passavo ai margini
dei muri grezzi della vita.
gli abbracci, l’amore,
nei giardini dell’anima,
nelle mani strette al mio petto,
per superare le ferite di solitudine
di quest’aria di finta festa
che sazia in apparenza,
ma che dietro l’angolo
ti riserva il rimpianto, malinconica.
sotto l’abete pieno di neve e di luci,
ho trovato e scartato emozionata
pacchi colorati ma dentro vuoti,
come occhi bianchi.
