Roma, 25 maggio 2017 – La Biblioteca centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche compie 90 anni. L’evento è stato festeggiato alla presenza di Maria Elettra, figlia di Guglielmo Marconi, l’allora Presidente, al quale la Biblioteca è dedicata.
Si sono così idealmente aperte le celebrazioni di un anno che può definirsi marconiano a tutti gli effetti, considerando i due prossimi anniversari che cadranno il 20 luglio, per l’80nnale della morte, e il 2 settembre, con il 90nnale della presidenza del Cnr.
La Biblioteca centrale fu istituita il 24 maggio 1927, a seguito dell’attribuzione al Cnr del deposito legale delle pubblicazioni tecnico-scientifiche prodotte in Italia, tanto da ottenere il titolo di ‘Biblioteca nazionale della scienza e della tecnica’.
Per celebrarla è stato organizzato un convegno cui – con il presidente del Cnr, Massimo Inguscio – hanno partecipato il direttore della Biblioteca, Alberto De Rosa, gli onorevoli Marco Di Lello e Luigi Dallai, studiosi ed esperti.
“È per me un’emozione e una gioia essere qui, insieme al presidente Inguscio, al Cnr al quale mio padre era tanto legato”, ha detto Elettra Marconi. “Sono fiera di essere la figlia dell’uomo che a 21 anni aveva già inventato la radio, un uomo di intelligenza ed entusiasmo straordinari. Era impossibile fermarlo. Raccontava che gli uomini sono più difficili da comprendere rispetto alle forze della natura e ai misteri della scienza. Me lo ricordo chiuso nella cabina della nave che porta il mio nome, intento nei suoi esperimenti con la radio e ogni tanto chiamava me e mia madre Cristina per farci sentire le voci dal mondo. Per noi tutto quello che ci mostrava e spiegava era magico. Potevo chiedergli qualsiasi cosa, mi rispondeva come fossi un’adulta, così come incoraggiava sempre i giovani, per i quali aveva un’autentica passione. Per questo vorrei che il palazzo che lui mi ha lasciato, a Bologna, diventasse un centro internazionale di studi scientifici per i giovani di tutto il mondo. La radio è soprattutto questo, un mezzo che consente a chi è lontano di entrare in comunicazione, creando amicizia tra persone, culture e popoli diversi”.
La figura del premio Nobel come modello per i giovani è stata rievocata anche dal presidente del Cnr. “Uomo dotato di grande curiosità e idee, intuito scientifico ma al tempo stesso senso pratico e spirito imprenditoriale. Marconi ha dimostrato al mondo del suo tempo e alle generazioni successive come non ci sia differenza tra la ricerca di base e quella applicativa e come ai ricercatori sia richiesta soprattutto immaginazione, fantasia, capacità di rischiare e mettersi in gioco, di avere dubbi positivi da cui poi possono scaturire scoperte affascinanti. Per questo dobbiamo investire liberamente nell’ignoto, sempre imparando dai progressi e lezioni del passato quali quelli, straordinari, di Marconi. Il Cnr è il degno erede del presidente che stiamo celebrando perché contribuisce a far avanzare una conoscenza senza barriere disciplinari o nazionali, per la salute delle persone e il bene della terra. Le difficoltà ci sono, oggi come ieri, lo stesso Marconi lamentava la scarsità di finanziamenti al governo dell’epoca – ha concluso Inguscio – ma dobbiamo batterci per far comprendere che i soldi dedicati alla ricerca sono investimenti e non spese. Per ogni euro che il Cnr riceve per la ricerca, ne attrae 60 centesimi in più su base competitiva. Le nostre ricercatrici e ricercatori sono tra i più bravi al mondo e siamo, come Ente, al primo posto in Italia per numero di famiglie di brevetti e bandi vinti e finanziati dall’ERC (European Research Council), solo per citare alcuni risultati recenti”.
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