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Il 9 febbraio, al via le Olimpiadi della Neve. Gratis solo sulla Rai

sport olimpiadi neve 2018Roma, 8 febbraio 2018 – Con una cerimonia di apertura originale e tutta da vedere, si inaugurano domani  a Pyeongchang,   i Giochi delle XXIII Olimpiadi Invernali.
Una edizione  storica  che si svolge  sulle montagne della Corea del Sud sotto i riflettori di tutto il mondo per ragioni che non sono solo sportive.
Corea del Nord, ultimo baluardo del comunismo stalinista,  Corea del Sud, solido esponente del  capitalismo occidentale, gareggeranno, infatti,  sottobraccio all’insegna della  stessa bandiera olimpica.
Lo sport è riuscito   dove né l’ONU, né  le pressioni, né le minacce  di tutto il mondo, segnatamente da parte degli USA di Donald Trump, hanno fallito: riavvicinare  le due Coree che furono separate nel 1945 alla fine della Guerra.
Stati Uniti  e Urss  – che l’avevano liberata dal gioco giapponese –  stabilirono una linea di divisione lungo il 38mo parallelo. A Nord una Repubblica Socialista e sotto l’influenza sovietica . A Sud una repubblica democratica capitalista filo occidentale. Nel progetto era prevista una riunificazione che non è mai arrivata.  
Fra i due paesi, invece, uno stato di belligeranza  armata che non si è mai arrestato fino al giorno d’oggi e tale da far temere la possibilità di guerra nucleare..
Lo sport, come era accaduto  per la Cina uscita dal movimento mondiale ed olimpico sportivo in seguito al riconoscimento da parte del CIO della Cina di Taipei. La Cina di Mao, con il suo miliardo di abitanti, non poteva accettare questa onta ed uscì dal mondo sportivo ufficiale a partire dal dopo Giochi di Helsinki 1956.
A cercare di recuperarla, si buttò  Primo Nebiolo,  il grande dirigente sportivo torinese, prima inserendola  nel novero dei membri della FISU – la potente  organizzazione mondiale dello sport universitario  che gestisce le Universiadi,  l’evento sportivo secondo solo ai Giochi Olimpici – e, quindi, organizzando a Roma  nel Giugno del 1975 un quadrangolare ufficiale di Atletica Leggera con Italia, Cina, Spagna, Romania. Insomma, allora si disse al mondo: la Cina è vicina.
Il passo successivo, dopo il boicottaggio degli USA ed alleati dei Giochi Olimpici di Mosca, fu la partecipazione ai Giochi di Los Angeles 1984. Trent’anni dopo la Cina è la prima-seconda-terza forza sportiva mondiale.  Ha sposato il capitalismo ed i suoi imprenditori si sono comprati il Milan e l’Inter!
In  Corea si sta finalmente sulla buona strada verso la riunificazione. Il primo passo è stato fatto. In questi  15 giorni olimpici vissuti fra Nord e Sud da fratelli, si farà ancora molta altra strada.
Non altrettanto buone le notizie che riguardano la copertura televisiva dell’evento in Italia.
È saltato all’ultimo momento l’accordo fra la piattaforma digitale di Sky  ed Eurosport, che aveva i diritti per la trasmissione in diretta di 900 ore sui canali 210 e 211dell’evento a partire da domani 9 febbraio  a domenica 25. Gli abbonati di Sky e gli altri interessati possono seguire tutta la programmazione  satellitare abbonandosi a Eurosport Player , oppure sul digitale terrestre  abbonandosi a Mediaset  Premium.
Fortunatamente per chi non vuole ulteriori spese,  c’è Mamma Rai che trasmette gratuitamente  110 ore dei Giochi sul digitale di Rai2 e Raisport+DH .
La Rai è concentrata soprattutto sulle gare degli italiani e sugli highlights. Considerando che le gare in gran parte di disputano di notte (per via  del fuso: 8 ore di differenza;  l’una di notte italiane corrispondono alle 9 del mattino coreane).
Il palinsesto che ne risulta consentirà di seguire tutte le gare con gli azzurri, più highlights e telegiornali sportivi. Il clou  per lo sci alpino e le gare all’aperto alla luce del sole,  è dalle 1-2 di notte alle 7-9  del mattino. Per gli eventi al coperto si va avanti fino al primo pomeriggio (le 21-22 locali. La Rai ha calibrato la propria  presenza sulla base delle gare  più interessanti e quelle con gli italiani. I Canali  sono i digitali di Rai 2  o Rai Sport + DH.
Si parte domani venerdì  con la Cerimonia di apertura dalle 11,55 alle 14,30.
Sabato niente  programmazione  notturna perché  non ci sono gare mattutine.  Si parte alle 8,15.
Tutti gli altri giorni fino al 25 febbraio, la programmazione segue  questi orari di massima. Tre le fasce italiane.
La prima da circa 1,45 fino  6,30 – 7,00 ( Rai 2);
Seconda fascia  da circa 7-8 alle 8-10 (Rai 2)
Terza fascia, da circa 10-12 a 14-15) (Raisport +DH)
Si prevedono ottime prestazioni da parte degli azzurri. Dopo le due precedenti  fallimentari  edizioni, Sochi 2014 ( 22esimi con 8 medaglie (2 oro e 6 bronzi), Vancouver 2010  (16esimi con 5 medaglie (1 oro, 1 argento 3 bronzo),   il momento sembra indicare un Italia  in grado di riportarsi al livello di Torino 2006 (Noni con 5 ori e 6 bronzi) .
Ogni giorno di gara ci sarà qualche azzurro in grado di battersi per il podio.
In particolare c’è grande attesa per la valanga rosa  di sci alpino composta da Sofia Goggia, Federica Brignone Marta Bassino,  Johanna  Schnarf, Anna Franchini, Irene Curtone. L’Italia  ha perfino realizzato una tripletta tutta rosa in Coppa del Mondo  a Bad Kleinkirchhem.  
Ma anche i ragazzi non scherzano  con Paris, Fill e Hinnferhofer. 
Nel Biathlon  occhio a Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi  (anche nella staffetta mista)  così come alla staffetta  uomini.   
Nello slittino oggi Dominik Windisch , oro a Lillehammer  2010, bloccato a Sochi per il mal di schiena , nella sezione  di prove è stato di gran lunga il migliore di tutti anche, degli austriaci.
Anche Carolina Kostner  sembra proiettata verso il podio, come testimoniano le sue ultime prestazioni. 
Gli specialisti dello Short Track  500 metri Martina Volcepina e Arianna Fontana (portabandiera) sono in gran forma sia sul piano individuale sia in staffetta anche quella mista .  
Ma tutta la pattuglia della specialità promette  faville da podio.
Michela Moioli è la leader  del gruppo medagliandi  dello snowboard e  cercherà  di far dimenticare, soprattutto a se stessa,  la delusione per l’infortunio che la bloccò in finale a Sochi .
Insomma un bottino complessivo uguale o superiore a quello di Torino 2006 non appare un miraggio irraggiungibile.

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