Roma, 14 dicembre 2016 – A giugno 2015, i legali rappresentanti di ENI S.p.A., titolare del servizio di car-sharing denominato “Enjoy”, denunciavano ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma, che in circa sei mesi, erano state rubate circa cento Fiat 500 per un danno di oltre un milione e mezzo di euro.
Gli investigatori dell’Arma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma e con la fattiva collaborazione dell’ENI spa, analizzavano il fenomeno, raccoglievano tutti i dati provenienti dalle oltre cento denunce presentate in varie caserme dell’Arma della Provincia di Roma per poi convogliarli in un’unica informativa di reato e, confrontando i dati, riuscivano a ricostruire tutta la filiera dell’attività illecita.
Sconosciuti, dopo aver carpito fraudolentemente i dati anagrafici di ignare persone (numero dei documenti di guida, utenze telefoniche e numero di carte di credito) creavano un account sul portale www.enjoy.eni.com. Con tale sistema, riuscivano ad entrare in possesso delle Fiat 500 nel loro mirino, alle quali manomettevano il computer di bordo con il relativo dispositivo di geo-localizzazione, rendendole invisibili alla sala operativa dell’azienda.
D’accordo con gli investigatori, durante le indagini, la società titolare del servizio, installava un ulteriore sistema di geo-localizzazione all’interno delle Fiat 500, grazie al quale sono stati raccolti importanti elementi di prova e fermati alcuni ladri mentre si dirigevano a Napoli.
Tuttavia, gli indagati, dotandosi di apparecchiature all’avanguardia, riuscivano ad individuare e manomettere anche il secondo sistema di geolocalizzazione, gettandolo per strada nei pressi del luogo del prelievo dell’auto.
Si accertava così che, i ladri, raggiunto Roma con il treno, in giornata rientravano a Napoli riuscendo a portare con loro addirittura tre macchine a volta, percorrendo a tutta velocità la tratta autostradale Roma-Napoli. Giunta nel napoletano, l’auto veniva smontata rapidamente in tutte le sue componenti e avviata al mercato parallelo dei pezzi di ricambio.
Intanto i Carabinieri focalizzavano le indagini su tre soggetti, considerate le menti dell’organizzazione. La perquisizione domiciliare eseguita nei loro confronti, permetteva di rinvenire, a casa di due di loro, diverse carte di credito, schede telefoniche SIM, carte d’identità, patenti di guida, codici fiscali, tutte intestate a terze persone. Molti di questi documenti erano stati utilizzati dagli indiziati per creare fittizi “utenti Enjoy”.
Oltre agli autori dei furti, gli investigatori individuavano diversi soggetti che prestavano i propri dati personali per richiedere le carte di credito utilizzate per la registrazione al portale www.enjoy.eni.com, mentre altri due soggetti si occupavano del riciclaggio delle autovetture Enjoy oggetto di furto.
In un’occasione, addirittura, dopo aver rubato un’autovettura a Roma, ne avevano dichiarato lo smarrimento della targa a Napoli provvedendo a nuova reimmatricolazione del veicolo, che veniva venduto ad un acquirente, in buona fede, residente nella Provincia di Matera.
Sulla base degli elementi probatori raccolti, la Procura di Roma richiedeva ed otteneva dal Gip del Tribunale di Roma, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 3 persone accusate, a vario titolo di concorso in furto aggravato e continuato (artt. 81-110-624-625 n.2 e 5 CP), indebito utilizzo di carta di credito (art. 55 co. 9 D.L.gs. 231/2007) e simulazione di reato aggravata e continuata (art. 81-367-61 n.2 CP). Il provvedimento è stato eseguito in provincia di Napoli dai militari operanti.
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