Roma, 2 aprile 2017 – In questi ultimi giorni, in larghi strati dell’opinione pubblica e tra i commentatori più attenti ed accreditati, serpeggia un generico senso di stupore per il sostanziale declassamento della legge elettorale nell’ordine delle priorità programmatiche del Governo Gentiloni.
Per onestà intellettuale va riconosciuto che anche i parlamentari di Camera e Senato, tranne qualche rara eccezione, non si sono “strappate le vesti” per questa tattica dilatoria che, ovviamente, non potrà essere rimandata alle “calende greche” dal momento che tra circa un anno siamo chiamati alle urne.
L’aspetto che più stupisce è l’incapacità dei nostri rappresentanti in Parlamento, di elaborare ed approvare un provvedimento legislativo che riesca a sfuggire alle “forche caudine” della Consulta, ossia nel pieno rispetto delle norme della Costituzione della Repubblica Italiana, ritenuta da molti la migliore nel mondo.
A questo punto, però, nasce il legittimo sospetto che la classe politica non sia all’altezza di governare un Paese libero e democratico, come il nostro, ed allora dilaga la sfiducia ed il malcontento generale che accresce l’astensionismo ed il netto disimpegno totale del corpo elettorale.
Nessuno (e tanto meno noi), osa mettere in discussione le prerogative della Corte, ma conversando con la gente comune, capita di recepire qualche voce fuori dal coro, criticare il ruolo e le funzioni dei poteri istituzionali dello Stato.
Infatti, nel primo articolo della Costituzione viene precisato che “il potere appartiene al popolo che lo esercita attraverso i propri rappresentanti liberamente eletti”.
Ma nei fatti, risulta che su 15 giudici della Corte, solo 1/3, esattamente 5, viene scelto dai cittadini attraverso i propri rappresentanti, sebbene si tratta di sentenze importantissime, definitive ed inoppugnabili.
Evidentemente, dopo venti anni di dittature fascista, i disastri di uno conflitto mondiale con milioni di vittime ed una feroce guerra civile, i benemeriti Padri Costituenti non potevano fare di meglio e di più.
Del Direttore
Forse sarebbe il caso di guardarci attorno… In Romania e Paraguay, il popolo ha rivendicato il Suo ruolo…
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