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Tragedia all’aeroporto LaGuardia di New York: cosa è successo nello scontro tra aereo e mezzo dei pompieri

Un volo Air Canada Express si è scontrato con un camion dei pompieri a LaGuardia: morti i due piloti, decine i feriti.

L’aviazione civile nordamericana è stata scossa, nella tarda serata di domenica 22 marzo 2026, da uno degli incidenti più drammatici e assurdi degli ultimi anni. Sulla pista 4 dell’aeroporto LaGuardia di New York, uno scalo noto per la sua complessità logistica e la densità del traffico, un aereo della compagnia Air Canada Express si è scontrato frontalmente con un camion dei Vigili del Fuoco della Port Authority. Il bilancio è tragico: il pilota e il copilota del velivolo hanno perso la vita sul colpo, mentre oltre quaranta persone, tra passeggeri e soccorritori a terra, sono rimaste ferite, alcune in modo critico. L’incidente ha immediatamente provocato la chiusura totale dello scalo della Grande Mela, innescando un caos nei trasporti aerei che ha interessato l’intera costa orientale degli Stati Uniti.

La dinamica dell’impatto: una catena di errori fatali

Il volo coinvolto, operato da Jazz Aviation per conto di Air Canada Express, era un CRJ-900 partito da Montreal con 72 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio a bordo. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla Federal Aviation Administration (FAA) e dal National Transportation Safety Board (NTSB), l’aereo era appena atterrato e stava completando la sua corsa sulla pista quando, intorno alle 23:37 locali, si è trovato davanti un mezzo pesante dei soccorsi antincendio.

Il camion dei Vigili del Fuoco, identificato nelle registrazioni radio come “Truck 1”, stava attraversando la pista per rispondere a un’altra emergenza minore riguardante un altro velivolo che aveva segnalato un sospetto odore di fumo a bordo. Le registrazioni della torre di controllo, trapelate poco dopo il disastro, offrono una sequenza agghiacciante degli ultimi secondi prima dell’impatto. Si sente chiaramente un controllore di volo autorizzare inizialmente il mezzo di terra ad attraversare la pista, per poi rendersi conto con estremo ritardo dell’imminente collisione. “Stop Truck 1! Stop! Stop!”, urla freneticamente l’operatore via radio, ma è troppo tardi. L’aereo, che procedeva ancora a una velocità stimata di circa 40-50 km/h, ha colpito in pieno il veicolo.

Le vittime e il miracolo dell’assistente di volo

L’impatto è stato devastante per la parte anteriore della fusoliera. Le immagini scattate dai primi soccorritori mostrano il muso del CRJ-900 completamente sventrato, con la cabina di pilotaggio ridotta a un ammasso di lamiere contorte. Per i due piloti, identificati successivamente come Antoine Forest (30 anni) e Mackenzie Gunther, entrambi esperti professionisti con base in Canada, non c’è stato nulla da fare. La violenza dello scontro ha tranciato i sistemi di controllo e ha sollevato la parte anteriore del velivolo, che è rimasto inclinato verso l’alto in una posizione spettrale.

In questo scenario di distruzione, si è verificato quello che molti hanno definito un vero e proprio miracolo. Solange Tremblay, un’assistente di volo veterana della Jazz Aviation, è stata letteralmente espulsa dall’aereo al momento dell’impatto. Secondo il racconto della figlia ai media canadesi, la donna è stata ritrovata sulla pista ancora legata al suo sedile di servizio, sbalzata fuori dalla fusoliera squarciata. Nonostante le fratture multiple alle gambe e lo shock estremo, la donna è sopravvissuta ed è attualmente ricoverata in condizioni stabili.

Feriti e operazioni di soccorso

Oltre ai due piloti deceduti, il bilancio dei feriti è pesante. Circa 41 persone sono state trasportate negli ospedali della zona, tra cui il Mount Sinai Queens e l’Elmhurst Hospital. Tra i feriti più gravi figurano due agenti della polizia portuale che si trovavano a bordo del camion dei pompieri; il veicolo, a causa dell’urto laterale, si è ribaltato su un fianco. La maggior parte dei passeggeri è riuscita a evacuare l’aereo utilizzando le ali o gli scivoli d’emergenza, assistiti da altri viaggiatori in un clima di panico ma con grande spirito di solidarietà. Molti hanno riportato traumi cranici, contusioni e ferite da taglio dovute alla brusca decelerazione e ai detriti che sono volati all’interno della cabina.

Le indagini dell’NTSB e il fattore umano

Le indagini si sono concentrate immediatamente sulla torre di controllo e sui protocolli di sicurezza dello scalo. Jennifer Homendy, presidente dell’NTSB, ha confermato in una conferenza stampa che la “scatola nera” (Flight Data Recorder) e il registratore di suoni della cabina (Cockpit Voice Recorder) sono stati recuperati e inviati a Washington per l’analisi.

Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda il sistema ASDE-X (Airport Surface Detection Equipment, Model X), una tecnologia progettata proprio per prevenire le collisioni in pista avvisando i controllori di potenziali conflitti tra velivoli e mezzi di terra. Sembra che, al momento dell’incidente, il camion dei Vigili del Fuoco non fosse dotato di un transponder attivo o che il sistema non abbia generato l’allarme tempestivo necessario. Inoltre, resta da chiarire perché solo due controllori fossero in servizio in quel momento, un carico di lavoro che potrebbe aver influito sulla capacità di gestire simultaneamente un’emergenza minore e un atterraggio di routine.

In un passaggio drammatico delle registrazioni audio post-impatto, si sente uno dei controllori mormorare ai colleghi: “Ho fatto un casino. Stavamo gestendo un’altra emergenza poco prima… ho sbagliato”. Queste parole saranno fondamentali per stabilire le responsabilità legali e professionali nel procedimento giudiziario che seguirà.

Impatto sul traffico aereo e reazioni internazionali

La chiusura improvvisa del LaGuardia ha causato la cancellazione di oltre 400 voli solo nelle prime 24 ore. Le compagnie aeree, in particolare Delta Air Lines che ha nel LaGuardia uno dei suoi hub principali, hanno dovuto dirottare centinaia di aerei verso il JFK di New York e l’aeroporto di Newark, nel New Jersey. I passeggeri sono rimasti bloccati per ore nei terminal, tra incertezza e commozione per la notizia delle vittime.

Il Primo Ministro canadese, Mark Carney, ha espresso il suo profondo cordoglio alle famiglie dei piloti, definendo l’incidente “una tragedia straziante che colpisce l’intera comunità dell’aviazione canadese”. Anche il segretario ai trasporti degli Stati Uniti, Sean Duffy, ha rilasciato una nota garantendo che “sarà fatta piena luce su ogni falla sistemica per garantire che un evento simile non si ripeta mai più”.

Conclusioni: la sicurezza aeroportuale sotto esame

Questo disastro riapre il dibattito sulla sicurezza delle operazioni di terra (ground operations) negli aeroporti ad alta densità. Mentre negli ultimi decenni la sicurezza dei voli in quota ha raggiunto livelli di eccellenza quasi assoluti, le statistiche mostrano un preoccupante persistere di incidenti o “quasi incidenti” sulle piste di rullaggio. La collisione di New York evidenzia come la comunicazione tra torre di controllo e veicoli di servizio sia ancora un anello debole della catena, dove un ritardo di pochi secondi o un’istruzione confusa possono trasformare una normale operazione di soccorso in una tragedia mortale.

Nei prossimi giorni, l’NTSB pubblicherà un rapporto preliminare, ma la ferita nel cuore di New York e dell’aviazione civile rimarrà aperta a lungo. LaGuardia, spesso criticato in passato per le sue infrastrutture obsolete e recentemente rinnovato con investimenti miliardari, si trova ora al centro di un’indagine che metterà sotto la lente d’ingrandimento ogni singolo protocollo operativo.

Redazione

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