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Medio Oriente, raid israeliani in Iran: morti Larijani e il comandante Soleimani 

Raid israeliani su Teheran e Beirut: uccisi Ali Larijani e un comandante delle Guardie rivoluzionarie. Iran promette vendetta; escalation totale

Un’ondata senza precedenti di attacchi aerei israeliani ha colpito simultaneamente Teheran e Beirut, segnando un punto di non ritorno nel conflitto mediorientale. L’operazione ha portato all’eliminazione di Ali Larijani, figura chiave del Consiglio di Sicurezza iraniano, e di un alto comandante delle Guardie della Rivoluzione.

Mentre il Libano conta i danni nelle roccaforti di Hezbollah, l’Iran denuncia la violazione della propria sovranità e promette una rappresaglia immediata e devastante. La tensione è ai massimi storici: il rischio di una guerra regionale totale appare ormai imminente, con le diplomazie internazionali impotenti di fronte all’escalation tra lo Stato ebraico e l’asse sciita.

L’escalation militare nel Medio Oriente ha raggiunto un nuovo e drammatico apice nelle prime ore del 17 marzo 2026. In un’operazione coordinata e senza precedenti per portata geografica, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno lanciato una massiccia ondata di attacchi aerei colpendo simultaneamente obiettivi strategici a Teheran, capitale dell’Iran, e a Beirut, roccaforte di Hezbollah in Libano. Questa doppia offensiva segna un punto di non ritorno nel confronto diretto tra lo Stato ebraico e l’asse guidato dalla Repubblica Islamica, portando la regione sull’orlo di un conflitto totale.

L’attacco a Teheran: colpo al cuore del regime

L’annuncio ufficiale dell’IDF è giunto mentre le esplosioni scuotevano ancora i quartieri settentrionali e industriali di Teheran. Secondo fonti della sicurezza israeliana, l’operazione ha preso di mira specificamente le infrastrutture militari legate al programma missilistico e ai droni delle Guardie della Rivoluzione (Pasdaran). Testimoni oculari nella capitale iraniana hanno riferito di almeno cinque forti deflagrazioni che hanno illuminato il cielo notturno, seguite dall’attivazione intensiva delle batterie di difesa aerea S-300 posizionate a protezione dei siti sensibili.

Un obiettivo primario dell’incursione su Teheran sarebbe stato Ali Larijani, attuale figura chiave del Consiglio di Sicurezza iraniano. L’IDF ha confermato di aver effettuato un raid mirato contro la sua posizione; tuttavia, al momento, le informazioni sulla sua sorte rimangono frammentarie. Mentre alcune fonti parlano di un attacco andato a segno, Teheran non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sullo stato di salute del dirigente, limitandosi a denunciare una “violazione barbara della sovranità nazionale” e promettendo una risposta “terribile e immediata”.

In parallelo ai bombardamenti, le autorità iraniane hanno annunciato l’arresto di dieci presunte spie straniere, accusate di aver fornito coordinate GPS e informazioni logistiche per facilitare i raid. Secondo il Ministero dell’Intelligence di Teheran, il gruppo era diviso in due cellule: una dedicata alla raccolta di dati su infrastrutture economiche e l’altra legata a movimenti monarchici in esilio.

Il fronte libanese: Beirut sotto assedio

Contemporaneamente all’attacco in Iran, la capitale libanese è stata teatro di una violenta campagna aerea. Almeno tre quartieri della periferia sud di Beirut, nota come Dahiyeh e storicamente controllata da Hezbollah, sono stati colpiti da ordigni di precisione. L’Agenzia Nazionale di Stampa libanese (NNA) ha riportato che i raid hanno preso di mira centri di comando, depositi di armi e tunnel logistici del “Partito di Dio”.

Le immagini che giungono dal Libano mostrano colonne di fumo nero che si levano tra gli edifici residenziali, con le squadre di soccorso impegnate a scavare tra le macerie. Oltre alla capitale, l’artiglieria e l’aviazione israeliana hanno martellato diverse città del sud del Libano all’alba, nel tentativo di neutralizzare le rampe di lancio dei razzi che Hezbollah utilizza per colpire il nord di Israele.

La rappresaglia iraniana e la difesa israeliana

La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Quasi in tempo reale con i raid dell’IDF, l’Iran ha lanciato una salva di missili balistici e droni kamikaze verso il territorio israeliano. Le sirene d’allarme hanno risuonato ininterrottamente a Tel Aviv e nelle regioni centrali dello Stato ebraico. Il sistema di difesa “Iron Dome”, supportato dai sistemi “Arrow” e “David’s Sling”, è entrato in azione intercettando la maggior parte dei vettori in arrivo, ma frammenti di missili sono caduti in zone abitate, causando danni strutturali e alcuni feriti tra la popolazione civile che aveva trovato rifugio nei bunker.

L’escalation ha colpito anche altri quadranti regionali. A Baghdad, l’ambasciata degli Stati Uniti è stata bersaglio di razzi e droni, un’azione attribuita alle milizie sciite filo-iraniane che operano in Iraq. Questo attacco evidenzia come il conflitto si stia rapidamente trasformando in una guerra multi-fronte che coinvolge non solo gli attori statali, ma l’intera rete di alleati dell’Iran nella regione.

Reazioni internazionali e scenari futuri

La comunità internazionale osserva con estrema preoccupazione l’evolversi della situazione. Gli Stati Uniti hanno ribadito il loro “sostegno incrollabile” alla sicurezza di Israele, pur invitando alla de-escalation per evitare una conflagrazione regionale che potrebbe avere conseguenze catastrofiche sui mercati energetici globali. Dall’altro lato, Russia e Cina hanno condannato gli attacchi israeliani su Teheran, definendoli un atto di aggressione che destabilizza ulteriormente il Medio Oriente.

L’attacco del 17 marzo 2026 rappresenta un cambio di paradigma: Israele ha dimostrato di poter colpire simultaneamente i centri nevralgici dei suoi due principali nemici, superando la dottrina della “guerra tra le guerre” per entrare in una fase di scontro aperto e ad alta intensità. Resta da vedere se questa dimostrazione di forza porterà a un temporaneo arretramento delle ambizioni iraniane o se, al contrario, innescherà una reazione a catena che porterà le potenze regionali a uno scontro totale senza precedenti nella storia moderna.

Redazione

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