Roma, 11 maggio 2017 – Dopo 30 anni di indirizzo costante sull’assegno di divorzio, collegato al parametro del “tenore di vita matrimoniale”, grazie al divorzio di un ex ministro – volutamente anonimo ed espressamente richiesto da ambedue le parti, pena querele – la Cassazione ha cambiato registro. Lo si legge nella sentenza n.11504, depositata ieri dalla Cassazione.
Gli Ermellini erano stati interessati dal ricorso presentato dalla ex moglie contro il verdetto emesso nel 2014 dalla Corte di Appello di Milano con il quale le veniva negato l’assegno di divorzio in quanto i Giudici avevano ritenuto incompleta la sua documentazione dei redditi e valutato che l’ex marito dopo la fine del matrimonio aveva subito una “contrazione” dei redditi.
La Suprema Corte, lo ha respinto in quanto la decisione milanese deve essere corretta in motivazione perchè a far perdere il diritto all’assegno alla ex moglie non è il fatto che si suppone abbia redditi adeguati, ma la circostanza che i tempi ormai sono cambiati e occorre “superare la concezione patrimonialistica del matrimonio inteso come ‘sistemazione definitiva’” perchè è “ormai generalmente condiviso nel costume sociale il significato del matrimonio come atto di libertà e di autoresponsabilità, nonchè come luogo degli affetti e di effettiva comunione di vita, ed in quanto tale è dissolubile” concludendo che “Si deve quindi ritenere che non sia configurabile un interesse giuridicamente rilevante o protetto dell’ex coniuge a conservare il tenore di vita matrimoniale”.
Nel verdetto dei supremi giudici “chissà perchè non è ricordato”, rileva l’avvocato Mariotti che insieme a Ida Favero ha difeso l’ex ministro nella causa in Cassazione, che l’ex ministro durante la separazione consensuale ha versato due milioni di euro alla ex moglie che aveva debiti. L’avvocato Mariotti sottolinea poi che “La sentenza è un importante punto di arrivo che sovverte quasi trenta anni di giurisprudenza costante e farà da ‘base’ per tutte le sentenze in tema di divorzio: per questo io e l’avvocato Favero riteniamo di aver ottenuto un risultato al servizio dell’intero Paese, e tanti cittadini potranno trarne utilità mettendo fine a situazioni di indebito arricchimento alle spalle dell’ex coniuge” aggiungendo poi che la causa “è stata trattata dalla Cassazione in due diverse udienze precedute da una ricerca dell’Ufficio del Massimario che ha fatto anche una panoramica della giurisprudenza comunitaria: evidentemente i supremi giudici erano pronti a prendere atto che i tempi sono cambiati e che quando due persone divorziano tornano ad essere ‘singole'”.
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