Stellantis, addio sogni elettrici: 22 miliardi di oneri e ritorno al V8
Il fallimento della transizione forzata costa a Stellantis 22,2 miliardi di euro: il nuovo piano di Antonio Filosa smantella l'eredità di Tavares per puntare sul pragmatismo dei motori termici, il ritorno dell'iconico V8 e la salvaguardia dei volumi produttivi contro lo tsunami elettrico che minaccia l'Europa.

La decisione era nell’aria, ma nessuno si attendeva numeri del genere per Stellantis: la società ha annunciato, nell’ambito della reimpostazione del proprio business, che rivede la propria strategia elettrica, con oneri per 22,2 miliardi di euro. La società si appresta a comunicare il nuovo piano strategico a maggio di quest’anno.
In dettaglio, questa reimpostazione del business di Stellantis ha comportato la rilevazione nella seconda metà del 2025, di oneri per circa 22,2 miliardi, con uscite di cassa attese in circa 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni a valere su tale importo. L’azienda ha già adottato la gran parte delle decisioni necessarie per correggere la rotta, in particolare quelle volte ad allineare i piani e il portafoglio prodotti alla richiesta di mercato, come riflesso negli importi contabilizzati.
Per questo il nuovo CEO Filosa con una visione diversa sta attuando una rivoluzione rispetto alle scelte dell’ex AD Tavares che aveva puntato sull’elettrico: visto che la macchina a batteria è poco richiesta dal mercato, con vendite insoddisfacenti per Stellantis, ecco il cambio di rotta.
C’è stata una valutazione dei costi necessari per riposizionare l’azienda in funzione delle effettive preferenze dei suoi clienti. Nel corso degli ultimi cinque anni Stellantis è diventata un leader nei veicoli elettrici e continuerà a essere all’avanguardia nel loro sviluppo. Questo percorso proseguirà a un ritmo dettato dalla domanda e non per imposizione: l’azienda si impegna a essere un punto di riferimento per la libertà di scelta, includendo quei clienti che, per stile di vita e necessità di lavoro, possono trovare nella crescente gamma di veicoli ibridi e con motori termici avanzati, la soluzione giusta per loro.
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La rivoluzione di Filosa: il cliente torna al centro (e il termico pure)
Il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, ha commentato: “La reimpostazione che abbiamo annunciato oggi si inquadra nel decisivo percorso avviato nel 2025, per tornare, ancora una volta, a porre i clienti e le loro preferenze come punto di riferimento di ogni nostra decisione. Gli oneri annunciati oggi riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture. Riflettono inoltre l’impatto delle criticità pregresse, che il nostro nuovo team sta progressivamente gestendo”.
Il ritorno degli iconici motori HEMI e la nuova gamma ibrida 2026
Primo: l’annuncio del più grande investimento nella storia americana di Stellantis: 13 miliardi di dollari nei prossimi 4 anni per supportare la crescita negli Stati Uniti. Lancio di 5 nuovi veicoli e avviate altre 19 iniziative di prodotto. Creazione di oltre 5.000 posti di lavoro e un maggiore utilizzo della capacità produttiva negli Stati Uniti.
Secondo: lancio di 10 nuovi modelli nel 2025 e ampliamento delle scelte sulle motorizzazioni.
Tra cui:
- ritorno dell’iconico HEMI® V-8 per il RAM 1500
- ritorno della Jeep Cherokee e lancio della nuova generazione di Jeep® Compass
- lancio della Dodge Charger SIXPACK a due porte
- lancio della Fiat Grande Panda e Fiat 500 Hybrid
- lancio di Citroën C3 Aircross e C5 Aircross
La cancellazione di quei modelli che non potranno conseguire volumi sufficienti a garantire la redditività, incluso il Ram 1500 BEV precedentemente pianificato, riconoscendo sia la necessità di allinearsi con la domanda dei clienti che le modifiche al quadro normativo statunitense.
Una profonda riorganizzazione dei processi globali di produzione e gestione della qualità dell’Azienda. In questo contesto, l’Azienda ha assunto oltre 2.000 ingegneri nel corso del 2025, principalmente in Nord America.
Considerazioni post-annuncio: Stellantis ha salvato il bilancio futuro?
L’efficacia di queste misure iniziali è testimoniata dal ritorno di Stellantis a una crescita di volumi positiva. Nel secondo semestre del 2025 il volume delle consegne consolidate di 2,8 milioni di unità è aumentato di 277 mila unità, ovvero del +11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il Nord America ha dato il maggior contributo alla crescita (+39%), beneficiando sia di una migliore gestione delle scorte che di un aumento delle vendite, mentre anche l’Europa allargata, il Sud America, il Medio Oriente e l’Africa, la Cina, l’India e l’Asia Pacifico hanno contribuito con incrementi di volume su base annua.
Tsunami elettrico in Europa: Germania e Italia contro il Green Deal
L’auto elettrica ha colpito duramente il settore, con almeno 100 mila disoccupati nel totale dell’indotto automotive, specie in Germania. C’è stata la retromarcia anche di Porsche, GM e Ford (qui l’ammissione del CEO). Tutto da decifrare il futuro di VW, che ha tagliato migliaia di addetti. Siamo all’inizio dello tsunami elettrico: il governo tedesco, che nel 2019 ha imposto il Green Deal auto elettrica con ban termico 2035 e multe alle Case inquinanti, ora cerca di fare inversione a U. Per adesso, c’è la proposta della Commissione UE di scendere dal 100% al 90% di taglio CO2, arrivata dopo un anno e mezzo di riflessione. Ne parleranno i Paesi membri, divisi più che mai: Spagna e Francia sono per il tutto elettrico, Germania e Italia (che ha un peso specifico ridotto) sono contro. Sarà una battaglia senza precedenti, con Berlino spaventatissima dall’ascesa delle destre, che mirano ad abbattere Green Deal e auto elettrica.
L’Analisi: una “pulizia di bilancio” per ripartire
A pochi giorni dall’annuncio shock, gli analisti leggono la mossa di Antonio Filosa come una necessaria operazione di “Kitchen Sinking”. Accorpando tutti gli oneri derivanti dalla gestione precedente in un unico colpo da 22 miliardi, Stellantis sta ripulendo i libri contabili per presentare a maggio 2026 un piano strategico realistico e redditizio.
La “libertà di scelta” non è solo uno slogan: è la presa d’atto che forzare la mano sull’elettrico avrebbe portato al collasso produttivo. Il ritorno del motore HEMI V-8 e il focus sulla 500 Hybrid a Mirafiori indicano che il gruppo intende saturare nuovamente gli impianti che l’elettrico aveva lasciato deserti.
