Terrore in quota: l’incidente del volo Rayanair Bergamo-Bari e la sicurezza nei cieli
Volo Ryanair Bergamo-Bari colpito da grave turbolenza: feriti a bordo, panico tra i passeggeri e inchiesta ANSV per incidente aeronautico

Il 26 marzo 2026, quello che doveva essere un routinario collegamento domestico tra l’aeroporto di Milano-Bergamo (Orio al Serio) e lo scalo di Bari-Palese si è trasformato in un’esperienza drammatica per i passeggeri e l’equipaggio a bordo del volo Ryanair FR-4132 (operato da Malta Air). Un’improvvisa e violenta turbolenza ha colpito il Boeing 737-800 durante la fase di crociera, provocando feriti a bordo e portando l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV) ad aprire un’inchiesta ufficiale, classificando l’evento non come un semplice “inconveniente”, ma come un vero e proprio “incidente”.
La cronaca dell’evento: minuti di panico a 10.000 metri
Il decollo da Orio al Serio era avvenuto regolarmente. La tratta Bergamo-Bari, della durata media di circa 75 minuti, è una delle più frequentate del network italiano, solitamente caratterizzata da condizioni meteo stabili lungo la dorsale appenninica o la costa adriatica. Tuttavia, mentre il velivolo procedeva alla quota di crociera prestabilita, è stato investito da una turbolenza di eccezionale intensità.
Secondo le testimonianze raccolte dai passeggeri subito dopo l’atterraggio, l’aereo avrebbe subìto una serie di “scossoni” talmente violenti da proiettare verso l’alto chi non aveva la cintura allacciata e da far cadere oggetti e bagagli a mano. Il panico è divampato in cabina: il personale di bordo della società ha dovuto gestire una situazione di emergenza sanitaria mentre l’aeromobile continuava a ballare nel vuoto.
Nonostante la gravità della sollecitazione, i piloti sono riusciti a mantenere il controllo del Boeing, completando la rotta e atterrando a Bari-Palese nei tempi previsti. Ad attendere il volo in pista non c’erano però solo le normali procedure di scalo, ma diverse ambulanze e mezzi di soccorso del 118, preallertati dalla torre di controllo.
Il bilancio dei feriti e l’intervento dei soccorsi
All’apertura dei portelloni, la scena è apparsa subito critica. Diversi passeggeri presentavano contusioni e traumi da impatto. Sebbene la maggior parte sia stata medicata sul posto per lievi escoriazioni o stati di shock, un passeggero ha riportato lesioni giudicate più serie, rendendo necessario il trasporto immediato in ospedale.
Le autorità sanitarie e i rappresentanti della compagnia hanno prestato assistenza ai viaggiatori scossi, mentre i tecnici dell’aeroporto iniziavano le prime verifiche esterne sulla fusoliera del velivolo. L’aereo coinvolto è rimasto a terra per oltre 24 ore per consentire i controlli strutturali necessari dopo sollecitazioni di tale entità, portando alla cancellazione dei voli successivi programmati per quella macchina.
L’inchiesta dell’ANSV: perché si parla di “Incidente”
L’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo ha reagito con tempestività, disponendo l’apertura di un’inchiesta tecnica. La distinzione terminologica è fondamentale nel mondo dell’aviazione: un “evento” diventa “incidente” quando si verificano lesioni gravi alle persone o danni strutturali significativi all’aeromobile.
Gli ispettori dell’ANSV hanno già acquisito i dati della “scatola nera” (il Flight Data Recorder e il Cockpit Voice Recorder). Questi strumenti permetteranno di ricostruire:
- I parametri fisici: La variazione improvvisa di altitudine e la velocità delle raffiche verticali.
- Le comunicazioni: I dialoghi tra i piloti e i centri di controllo radar per capire se la zona di turbolenza fosse stata segnalata o se fosse del tutto invisibile ai radar meteorologici.
- Il timing del segnale cinture: Sarà verificato se l’allarme per l’obbligo di allacciare le cinture era stato attivato con sufficiente anticipo rispetto all’impatto con la turbolenza.
Il fenomeno scientifico: la Turbolenza in Aria Chiara (CAT)
Molti si chiedono come sia possibile che un aereo moderno venga “sballottato” in questo modo. Gli esperti ipotizzano che il volo FR-4132 possa essere incappato in una Clear Air Turbulence (CAT), ovvero una turbolenza in aria chiara.
A differenza dei temporali, che sono visibili sui radar di bordo grazie alla presenza di umidità e pioggia, la CAT è invisibile. Si genera spesso ai bordi delle “correnti a getto” (jet streams), fiumi d’aria ad altissima velocità che scorrono nell’alta atmosfera. Quando masse d’aria che muovono a velocità molto diverse si incontrano, creano vortici imprevedibili. Senza nuvole a segnalare il pericolo, i piloti non hanno indizi visivi per evitare l’area, rendendo l’evento improvviso e particolarmente pericoloso per chi si trova in piedi in cabina o con la cintura slacciata.
Sicurezza a bordo: la regola d’oro della cintura
Questo episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza dei passeggeri. La statistica aeronautica conferma che la quasi totalità degli infortuni gravi causati da turbolenze coinvolge persone che non indossavano la cintura di sicurezza al momento dell’impatto.
Le compagnie aeree raccomandano di tenere le cinture allacciate durante l’intera durata del volo, anche quando il segnale luminoso è spento. La turbolenza del volo Bergamo-Bari dimostra che il “cielo calmo” può mutare in pochi millisecondi, trasformando l’interno dell’aereo in una camera dove oggetti e persone non vincolate diventano proiettili.
