Tematiche etico-sociali

Ne uccide più la zanzara che lo squalo

Secondo una statistica è l’insetto più fastidioso di tutti il vero animale-killer per l’uomo.

Roma, 8 novembre – Pensi allo squalo e sei convinto che sia uno dei predatori per eccellenza dell’uomo, senza riflettere sul fatto che, entrando in acque da questo frequentate abitualmente, sei tu che ti esponi al rischio di essere azzannato e non è lui che ti viene a cercare.

Oppure immagini il leone e, automaticamente indotto da film e racconti della savana, ti convinci che nessun altro animale uccide gli uomini quanto lui.

Ma non è così. Quante idee sbagliate abbiamo nella mente per colpa della letteratura e della filmografia!

In realtà dalle rilevazioni statistiche scopriamo che l’animale-killer per eccellenza dell’uomo è la zanzara.

Si, proprio lei, quella che ti impedisce di dormire d’estate e che ti rovina le giornate con le sue punture. Che dalle nostre parti sono in gran parte innocue, ma che in altre zone del mondo diventano fatali. Pensate, negli ultimi dieci anni, stando ai dati raccolti ufficialmente, la zanzara ha provocato la morte di 6 milioni e mezzo di persone.

Dopo di lei ci sono i serpenti, che nell’ultimo decennio, di esseri umani, ne hanno uccisi 700.000; quindi quello che non ti aspetti, il cane, l’amico dell’uomo per eccellenza, che nello stesso lasso di tempo ha provocato la morte di 250.000 nostri simili.

Quindi ci sono i 100.000 morti dovuti alla mosca tze tze e gli altri 100.000 vittime della cimice vinchuca; i 55.000 della tenia e di altri vermi; i 50.000 dello scorpione; i 30.000 dell’ippopotamo e i 10.000 del coccodrillo (l’avreste mai immaginato che il primo è più letale del secondo?); i 2.000 del bufalo nero e i 1.500 del leone (altro dato impensabile); i 1.000 dell’elefante e 100 del lupo.

E lo squalo? “Appena” 60 in dieci anni. Ma per trovarlo, come scrivevamo prima, bisogna buttarsi nelle sue acque abituali, mentre di zanzare, mosche e vermi è pieno il mondo in cui ci muoviamo abitualmente.

E poi nessuno pensa che un bufalo, un ippopotamo, un elefante o un cane, che tutti amiamo, siano davvero così pericolosi.

I numeri, però, dicono questo e di fronte ad essi non ci resta che alzare le mani.

 

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