Tematiche etico-sociali

Si dia il giusto riconoscimento agli Eroi di Nassiriya!

Funerali eroi NassiriyaNell’ambito delle commemorazioni per il decennale della immane strage di Nassiriya…

…nella quale persero la vita 12 Carabinieri, 5 militari dell’Esercito e 2 giornalisti sarà consegnata, ai familiari dei Caduti la “Medaglia della Riconoscenza”. Lo comunica il Ministero della Difesa. “Un gesto – si legge nel documento – a quanti hanno donato la propria vita in difesa del bene comune per la pace, la sicurezza e la stabilità internazionale nello svolgimento di attività di alto valore umanitario all’estero, che vuole essere momento fondamentale per rafforzare la coesione di un popolo, attraverso la condivisione del patrimonio di valori comuni, di cui i nostri valorosi Caduti sono testimonianza luminosa”. La Medaglia, da quel che con enfasi si vuol far sapere – realizzata dalla Scuola dell’Arte della Medaglia dell’istituto poligrafico e Zecca dello Stato e raffigurante il gruppo scultoreo ‘Il Sacrificio’, realizzato da Leonardo Bistolfi per il Vittoriano- sarà consegnata dal Ministro della Difesa Mauro ai familiari dei Caduti alle 15.30 del 12 novembre, a Palazzo Barberini (Sala del Trono). C’è da dire, in verità, che si era in tanti, i Familiari in primis, a sperare che nel decimo anniversario della strage lo Stato, messasi finalmente la mano sulla coscienza, avesse finalmente insignito della più che meritata Medaglia d’Oro al Valore Militare “alla Memoria” quegli splendidi Soldati della Pace. Sull’argomento, su questa testata, ci siamo già intrattenuti ricordando quel maledetto 12 novembre 2003, quando un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti alla base MSU (Multinational Specialized Unit) italiana, provocando l’esplosione del deposito munizioni e la morte di diciannove persone tra Carabinieri, militari e civili. Il tentativo degli attenti e reattivi Carabinieri di guardia all’ingresso della base “Maestrale” di fermare con le armi in dotazione i due attentatori suicidi riuscì appieno, tant’è che il camion non esplose all’interno della caserma ma sul cancello di entrata, altrimenti la strage sarebbe stata di ben più ampie dimensioni. I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri stessi, dalla nuova Polizia irachena e dai civili del luogo. Esprimemmo anche motivate perplessità su quanto accordato dallo Stato quale formale riconoscimento ai Caduti, cioè la concessione di quella “Croce d’Onore” che fu istituita “ad hoc” con legge n.207 del 14 ottobre 2005 (per chi sia “deceduto ovvero abbia subito una invalidità permanente pari o superiore all’80% della capacità lavorativa, per effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza di atti di terrorismo o di atti comunque ostili commessi in suo danno all’estero durante lo svolgimento di operazioni militari e civili autorizzate dal Parlamento”). Vale a dire solo una attestazione commemorativa, assimilabile al Cuore Purpureo (Purple Heart) degli USA, maestri in tante cose, che si attribuisce ai Caduti in guerra senza atti di particolare valore. Fu così che nella ricorrenza dell’attentato, il 12 novembre 2005, il Presidente della Repubblica Ciampi consegnò ai parenti delle Vittime la Croce d’onore. Tutto ciò ha lasciò, ovviamente, l’amaro in bocca sia ai Congiunti dei Caduti, sia ai loro Compagni d’armi, in quanto si riteneva più che giusta e adeguata ai tragici eventi una Decorazione al Valor Militare. E questo anche perché, come prima evidenziato, ci fu reazione armata nei confronti degli attentatori, presupposto necessario per tali ricompense. Ben diversamente, lo stesso Stato si comportò nei confronti di Nicola Calipari, il valoroso funzionario della Polizia di Stato effettivo al Servizio Informazioni e Sicurezza Militare, cui fu concessa, a Lui civile, la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria per la sua “altissima testimonianza di nobili qualità civili, profondo senso dello Stato ed eroiche virtù militari, spinte fino al supremo sacrificio della vita”. Calipari, come si ricorderà, assunse la direzione dell’ operazione volta a liberare la giornalista Giuliana Sgrena, sequestrata da terroristi in Iraq e, nel momento in cui l’ autovettura sulla quale viaggiava veniva fatta segno di colpi d’ arma da fuoco, con estremo slancio di altruismo, fece scudo alla connazionale con il suo corpo, rimanendo mortalmente colpito. Concludiamo, alla luce della prossima concessione della “Medaglia della Riconoscenza”, che si continua sulla strada della dimenticanza già intrapresa, rafforzando in tutti il triste convincimento che a volte, nella nostra Italia, non si sappia o non si voglia, probabilmente per difetto di valutazione, riconoscere adeguatamente i meriti di quanti, con valore, hanno rappresentato in armi la Patria e che nulla hanno chiesto in vita se non il riconoscimento del proprio ONORE, soprattutto da morti! Il risultato che ne consegue è sotto gli occhi di tutti, cioè malcontento e amarezza, tanta amarezza!

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