Tematiche etico-sociali

Papa Francesco alla GMG. Nel mondo la guerra è di interessi, non di religione. La guerra di altri

papa polonia presidente consorte 2016(foto Ansa/Epa)

Cracovia 27 luglio –  Trentunesima GMG (Giornata Mondiale della Gioventù). Papa Francesco alla partenza da Roma, prima di sistemarsi  nel suo posto in aereo, dopo i primi saluti e le prime riflessioni espresse alla stampa (che portava lo sgomento degli ultimi fatti di sangue in Normandia), è tornato brevemente indietro ed ha voluto espressamente precisare che è guerra, sul serio, ma una guerra organica, non organizzata e non di religione.  La guerra di altri e di interessi. “La guerra perché il mondo ha perso la pace”. La pace è molto di più della non guerra, è attenzione ai valori umani e ambientali. “Speriamo che i giovani ci dicano qualcosa, ci diano speranza”, le parole del pontefice riguardo all’appuntamento in corso con tanti ragazzi da tutti i continenti. Nei discorsi di oggi pomeriggio tornano i temi cari al papa: due tipi di memoria sono possibili, quello attento e fiducioso del Magnificat di Maria e lo sguardo ossessivo sul male commesso dagli altri e che non aiuta ad andare avanti.
La dichiarazione congiunta di perdono, finalmente raggiunta nel 2012, fra la Chiesa polacca e quella ortodossa russa per tanti secoli di dolori come il reciproco perdono fra le Chiese di Germania e quella di Polonia nel 1965, in superamento della memoria degli eventi della Seconda guerra mondiale, sono dei segnali molto forti in favore della fiducia. Tra i fondamentali diritti dei singoli vi è professare la propria fede.  Fra i diritti dei popoli vi è poter mantenere la propria identità e operare per alleviare le sofferenze morali e fisiche di ciascuno e delle comunità, testimoniandolo coi fatti, è un messaggio di pace.
La crescita costruttiva, godendo e condividendo la bellezza del Creato, è dimostrazione di pace.
Ricevuto all’arrivo nell’aeroporto Giovanni Paolo II Kracow-Balice con grande partecipazione dal presidente della repubblica Andrzej Duda accompagnato dalla  consorte, e dal cardinale arcivescovo di Cracovia Stanislaw Dziwisz, il pontefice ha avuto l’incontro nel Castello del Wawel con le autorità istituzionali e i diplomatici. È seguito  il colloquio privato con i vescovi polacchi dopo la visita alla cattedrale, anch’essa nella collina del Wewel, sul lato sinistro della Vistola.  Francesco ha concluso la giornata con un momento di saluto ai giovani, molto significativo e toccante, nel ricordo di un grafico volontario della GMG, purtroppo mancato per un male incurabile nei primi giorni di luglio, che ha disegnato molte delle icone riferite all’evento, diffuse nella città.

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