Tematiche etico-sociali

Onore al capitano Giuseppe Pulicari, figlio eroico della nobile terra di Tuscia!

Giuseppe PulicariGiuseppe Pulicari era di Capodimonte, nella bella provincia viterbese, e nel 1952 era Carabiniere nella Legione Territoriale di Bari…

…due anni dopo fu trasferito a quella di Napoli e nello stesso anno fu ammesso a frequentare il Corso per Allievi Sottufficiali presso la Scuola di Firenze. Conseguito il grado di Vice Brigadiere, fu assegnato alla Legione di Udine e, con la promozione a Maresciallo Ordinario, a quella di Cagliari. Nel 1969, quale vincitore di concorso, fu ammesso a frequentare il 5° Corso Applicativo; promosso Sottotenente in spe venne destinato al Comando della Tenenza di Lugo (Ravenna). Sei anni dopo fu trasferito a quella di Alfonsine, nella stessa provincia e, nel 1976, promosso Capitano, assunse il Comando della Compagnia di Imola (Bologna). Il 17 febbraio 1979, i tragici fatti che lo videro protagonista di atto di valore che ha dell’incredibile per audacia, determinazione e altissimo sprezzo del pericolo. Più che attingere a fonti giornalistiche dell’epoca, è meglio avvalersi della motivazione della Medaglia d’Oro al Valore Militare “alla Memoria”concessagli meritoriamente dal Capo dello Stato: “”Comandante di Compagnia distaccata, già distintosi in precedenti operazioni di servizio, per grande capacità professionale, spirito di sacrificio e fervido entusiasmo, in occasione di estorsioni che avevano fortemente impressionato l’opinione pubblica, organizzava e capeggiava servizi di appostamento notturno nella località individuata per il versamento dell’ingente somma richiesta, non esitando – pienamente consapevole del gravissimo rischio cui si esponeva – ad attendere da solo i malviventi per conseguire la sorpresa. Fatto proditoriamente segno a numerosi colpi d’arma da fuoco esplosi da brevissima distanza e ferito mortalmente, reagiva con eroica risolutezza, riuscendo a colpire – prima di cadere esanime – uno dei malfattori, consentendo così la cattura di agguerrita banda di criminali. Magnifico esempio di elevate virtù militari e di profonda dedizione al dovere, spinta con serena consapevolezza fino al supremo sacrificio. Castel San Pietro Terme (BO) 17 febbraio 1979″”. Il fratello di GIUSEPPE PULICARI, il carissimo don Angelo, già Parroco di Marta sul Lago di Bolsena, ed in seguito ritiratosi a Montefiascone, ebbe la grande gioia, unitamente all’intera Famiglia dell’Eroe, giunta per la circostanza da Imola, dove risiede, ad assistere all’intitolazione all’ illustre Congiunto della Caserma sede della Stazione Carabinieri di Capodimonte. Appare doveroso, ora, soffermarsi un momento per ricordare, su queste pagine, i valorosi Caduti sul Fronte del Dovere della nobile Terra di Tuscia, sui quali peraltro ci siamo recentemente intrattenuti con articolo del 04 Maggio dal titolo: “”Nel 1980, “Annus Horribilis” della Repubblica, il sacrificio di tanti Eroici Servitori dello Stato””, nel quale abbiamo ricordato il valore di Pietro Cuzzoli e Ippolito Cortellessa, ma è ancor meglio andare a ritroso nel tempo per ravvivare la memoria di Carabinieri, di stampo risorgimentale, ancora presenti nei racconti degli anziani delle popolazioni locali che hanno davvero il sapore della leggenda. E così rileggiamo la storia di Sebastiano Preta, giovanissimo Brigadiere dei RR.CC., al quale è intitolata dal 1927 la storica Caserma nel centro di Viterbo, in via della Pace, che arrivato nel viterbese da Celenza sul Trigno, in Abruzzo, morì nel 1891 nello scontro a fuoco con i famigerati briganti, che in quel tempo lontano infestavano quelle contrade, Damiano Menichetti e Fortunato Ansuini, nella macchia di San Magno di Gradoli. A lui si deve aggiungere anche la memoria del Carabiniere di Tuscania Fortunato Cristanelli, ucciso in un altro conflitto a fuoco con il brigante Pietro Antonio Pappatani, detto “Pappatà”. Come poi non ricordare il Carabiniere Luigi Carosi, anch’egli decorato al Valor Militare, componente dello stessa pattuglia di Sebastiano Preta, al quale fu intitolata, nel 1992, la bella Stazione Carabinieri di Bagnaia; a quella cerimonia presenziò anche il figlio dell’eroico Carabiniere, il Professor Attilio Carosi,  Direttore della Biblioteca Provinciale “Anselmi” di Viterbo, un valente studioso di storia patria e soprattutto del viterbese, che ha offerto spunti di indubbio interesse per l’approfondimento delle tematiche legate alla lotta al brigantaggio postunitario da parte dell’Arma dei Carabinieri.

Raffaele Vacca

Sento il dovere di aggiungere poche righe, a quella che ormai è la rubrica  del Nostro Raffaele Vacca, Generale di Divisione CC. (a)   che con tanta dovizia di particolari, ci ricorda degli Eroi, ma quelli Veri, che hanno rischiato o ancor più, dato la vita per il vivere civile delle popolazioni affidategli. Uomini che hanno dedicato la loro esistenza, spesso breve, al servizio dei Cittadini e del bene comune. Servizio, servire…. NON servirsi! Poi i funerali con il feretro   avvolto nella Bandiera, rappresentanza di politici, autorità varie, militari, quindi seppellimento e poi .. buio completo.. Nessuno più li ricorda. Ma ritorno sul “servizio”, una vita vissuta con la missione di fare del bene. Quasi fosse un sacerdote… e così, mentre per l’Eroe Pulicari, era presente il fratello don Angelo, per l’altro Eroe Valerio Gildoni era presente suo fratello don Alberto. Vite vissute in parallelo ma in famiglie in cui il dovere di fare del bene, è il fulcro della vita!

Salvatore Veltri

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