Tematiche etico-sociali

Moriremo ricordando password!

PasswordQuanti di noi vivono quotidianamente con l’angoscia di ricordare una password! Siamo moltissimi! Ormai è diventata una vera ossessione dei giorni nostri e, in alcuni casi, lo sforzo di ricordare quel codice (spesso un alfanumerico) può far subentrare anche una sensazione di panico!

Per prelevare soldi con il bancomat abbiamo bisogno di una password, per entrare nelle operazioni online di una banca occorrono altri numeri di accesso più i numeri  che cambiano in continuazione su una chiavetta elettronica di sicurezza (per fortuna questi ultimi bisogna solo trascriverli!). Ma questo è solo un piccolo assaggio! Al mattino per poter usufruire delle funzionalità del  telefonino c’è bisogno di inserire una password, più precisamente il PIN, ma se lo sbagliamo per 3 volte consecutive, perché non lo ricordiamo più, è necessaria la trascrizione del PUK, un altro codice!! Mai avremmo immaginato di vivere in questo modo! Ma ancora, anche per conoscere la situazione della propria posizione INPS è necessaria la compilazione di un codice e questo è valido per molti altri Enti!

Se si è in ufficio poi la giornata è ancora più complicata! Si inizia entrando nel pc il cui accesso è regolamentano da un numero di password che cambia periodicamente, per visionare la nostra busta paga è necessaria una password come pure per accedere alla posta elettronica, anche per una semplice richiesta di cancelleria ai colleghi dell’Ufficio preposto è necessario entrare in un sistema che prevede un accesso con password, per accedere ad una intranet la stessa cosa e ancora per vedere lo stato dei buoni pasto elettronici, anch’essi presuppongono un accesso con password! Per una richiesta di assistenza per i beni elettronici in dotazione è necessario compilare un modello elettronico il cui accesso è consentito solo attraverso password!

Ma dopo una snervante settimana di lavoro, nel tempo libero le cose non cambiano! Per collegarci al social network preferito, al sistema di comunicazione visivo (Skype), al sito della pay TV sono necessari i codici di accesso poi se hai più di un indirizzo privato di posta elettronica è la fine! Il problema non si risolve scegliendo sempre la stessa password in quanto ognuno di noi è portato a pensare che i sistemi di sicurezza in questo modo sarebbero meno protetti dai malfattori che ormai trovano, in questo nuovo sistema di gestione dei beni, il modo di dare corso alle loro pratiche più articolate mirate ad appropriarsi indebitamente delle nostre cose più preziose. Per conoscere il consumo di elettricità, di gas o delle spese telefoniche e l’importo delle relative fatture che stai pagando con RID bancaria, devi accedere in un area virtuale stabilita e possedere “le credenziali di accesso” come vengono anche definite le password, poi, per ogni azienda devi inserire quelle giuste che un sistema automatico ha provveduto ad inviarti tramite posta elettronica che dovrai aprire come sopra!

Ma come si fa a continuare a vivere così? I nostri cervelli, che molto presto continuando di questo passo saranno regolamentati sicuramente attraverso un “microchip”, non possono sostenere ormai sforzi di memoria del genere. Una parte del cervello ormai è saldamente legata alla gestione della propria vita attraverso password. Possiamo sfidare la memoria cercando di ricordare il numero di telefonino dei nostri figli, dei genitori, della  moglie, o della fidanzata, ma pochi di noi riescono a spuntarla e la maggior parte, dopo enormi sforzi, si arrendono alla memoria elettronica selezionando specifiche funzioni dei  vari iphone, ipad o smartphone.

Ma quando ci troveremo in momenti di difficoltà estremi e dovremo ricordarci una delle mille password che gestiscono quotidianamente ormai la nostra vita, come faremo?

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