Tematiche etico-sociali

IL PATTO EUROPEO SULLA DISABILITÀ

Il 20 e 21 marzo scorso, a Salonicco, in Grecia il si è riunito il Direttivo dell’European Disability Forum che rappresenta tutti i cittadini disabili dell’Unione Europea, che ammontano a 65 milioni.
 

Nel corso dei lavori, si è convenuto di diffondere in tutti i paesi europei il principio delle

pari opportunità per i soggetti con disabilità.
A tal fine è stata predisposta
una dichiarazione – appello da inviare ai capi di stato europei. così da
consentire anche alle persone con disabilità di accedere ai sistemi educativi, alla vita lavorativa, senza discriminazione di alcun genere.
E’ stato
deciso di coinvolgere lo stesso Consiglio d’Europa con l’adozione di un patto Europeo sulla disabilità, che impegni concretamente i paesi europei e le rispettive istituzioni a realizzare politiche che migliorino la qualità
della vita dei soggetti disabili, che non va dimenticato, sono soggetti titolari di diritti al pari di ogni cittadino normodotato. In particolare, il Patto Europeo sulla disabilità dovrà essere “lo scheletrato” di tutte le future politiche, che saranno ora considerate vincolanti, sia a livello europeo sia a livello nazionale. Oggigiorno, nell’Unione Europea non esiste una chiara volontà istituzionale che coordini le iniziative dei vari stati consociati, così la situazione d’inserimento del disabile è diversa da paese a paese, a volte disomogenea in uno stesso territorio, come accade nel nostro Paese ( servizi socio-sanitari qualitativamente differenziati tra le regioni del Nord e le regioni del Sud). In altri termini non esiste nello stesso Parlamento Europeo una chiara tabella di marcia su questo
tema.
Con il Patto invece si definiscono obietttivi chiari e misurabili
legati alla strategia di Lisbona, per la crescita e l’occupazione. La disabilità dovrà essere presa in considerazione in tutte le decisioni dell’U.E., trattandosi di mainstreaming, attuandosi una trasversalità di tutte le esigenze dei disabili in ogni settore d’intervento. La dimensione disabilità dovrà essere presente in tutte le politiche compresi i programmi di sostegno finanziario, come i Fondi strutturali e di cooperazione allo sviluppo.
Un volta fissati, gli obiettivi comuni verranno sottoposti a revisione ogni 5 anni, alla luce dei principi della Convenzione Onu – di cui abbiamo parlato su queste pagine – e della strategia di Lisbona. E’ prevista anche una fattiva partecipazione delle principali organizzazione dei disabili, europee e nazionali.Gli obiettivi principali si possono così riassumere: 1) parità di accesso e di trattamento in materia di occupazione;2) reddito minimo e protezione sociale; 3)parità di accesso in materia di istruzione primaria, secondaria e universitaria; 4) pari opportunità nella protezione sociale, sicurezza sociale e servizi sociali; 5)assistenza personale negli spostamenti in ogni paese UE; 6) scelta di servizi sociali efficaci ed adeguati, uguale accesso a beni, servizi, trasporti; 7) eliminazione di ogni barriera architettonica.
I
tempi di attuazione prevedono un intervallo che va dal 2011 al 2021, prima ogni Capo di stato dovrà procedere
all’approvazione del pacchetto di misure, che si prevede essere tra l’autunno 2010 e la primavera 2011.
Sarà decisivo il prossimo incontro del 16 giugno, in cui si chiederà d’includere il Patto sulla Disabilità, nella strategia di Europa 2020,il programma strategico per le future politiche sociali ed economiche dell’Unione.
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