Tematiche etico-sociali

Entra in vigore il nuovo codice del consumo

Maggiori diritti e tutele per i consumatori.

Da domani 13 giugno la vita dei consumatori, forse, trascorrerà più sicura; sicuramente più tutelata. Entrerà in vigore, infatti, il nuovo codice del consumo che porterà con sé maggiori diritti e maggiori tutele per gli utenti di gas, elettricità, acqua e telefonia. Dall’estensione del diritto al ‘ripensamento’ alla possibilità di accelerare il cambio di fornitore, dall’attivazione di norme più stringenti per l’attivazione di contratti ‘a distanza’ ai nuovi poteri conferiti all’Antitrust per monitorare il rispetto della legge, la nuova road map delle tutele cerca di allineare il Paese alle normative mondiali più avanzate. D’altra parte, solo nel 2013, sono stati oltre 85.000 i cittadini vittime di pratiche commerciali scorrette. Situazioni e numeri da archiviare rapidamente, sperano i consumatori che sintetizzano gli 8 ‘capitoli’ più importanti del nuovo Codice:

1. Consumatori più informati: tempi stretti per le consegne; nessun costo aggiuntivo per l’utilizzo dei mezzi di pagamento; rischi a carico del venditore per eventuali danni; tariffe base per i numeri telefonici dedicati; nessun format precompilato per i servizi aggiuntivi; maggiore protezione nell’acquisto di contenuti digitali.

2. Carte di Credito: maggiori garanzie per l’uso delle carte di credito, che vietano ai venditori costose commissioni aggiuntive o altre spese, in caso di acquisti con carte di credito. Sarà infatti l’istituto di emissione della carta di pagamento a dover riaccreditare al consumatore i pagamenti non dovuti in caso di addebito superiore rispetto al prezzo pattuito, come pure in caso di uso fraudolento da parte del venditore, o di un terzo, della stessa carta.

3. Diritto di recesso: raddoppiano i termini, da 7 a 14 giorni, per poter esercitare il diritto di recesso. In caso di contratti di servizio, abbonamenti telefonici, pay tv, gas, luce ma anche contratti di assicurazione, acquisti di pacchetti vacanze e quant’altro, si potrà verificare con tutta calma cosa prevede il testo. E se si scoprono clausole poco convincenti sulla convenienza più pubblicizzata che effettiva, si può cambiare idea senza alcuna penalità.

4. Nuovi contratti e moduli standard: i nuovi contratti dovranno riportare con esattezza tempi e modi per esercitare il diritto di recesso, e se poi le indicazioni in merito alla possibilità di cambiare idea non sono chiare o precise, se mancano gli indirizzi di riferimento o altri dettagli, c’è addirittura un anno di tempo per abbandonare il contratto senza alcuna penalità. Per esercitare il diritto di recesso è previsto un modulo standard che dovrà essere messo a disposizione insieme ai contratti.

5. Contratti ‘a distanza’: per i contratti stipulati ‘a distanza’ divieto di costi nascosti e ‘trappole’ su Internet; contratti telefonici validi solo dopo la firma del contraente; prezzi trasparenti e comprensivi di tutte le voci; 14 giorni per ripensarci; rimborsi più veloci in caso di recesso; modello standard per il recesso; informazioni chiare sui costi della restituzione della merce.

6. Obbligo di firma: la firma del consumatore sul modello cartaceo, o tramite e-mail, per conferma dell’attivazione del contratto, elimina condotte fraudolente di spese addebitate per contratti stipulati solo ‘a voce’ con gli addetti ai call center, con il consenso spesso estorto al telefono per cambiare gestore o per offerte di servizi aggiuntivi a pagamento.

7. Restituzione merce: devono essere chiarite in maniera esplicita tutte le voci che resteranno a carico tra le quali, quelle dell’eventuale restituzione della merce. In tutti i casi non è più possibile, per la restituzione, l’uso del servizio postale, ma la merce dovrà essere ritirata a domicilio dal venditore. Obbligatorie le informazioni per i reclami.

8. Vigilerà l’Antitrust: sarà l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a vigilare con gli stessi poteri istruttori e sanzionatori previsti per le pratiche commerciali scorrette. L’Antitrust potrà quindi comminare sanzioni fino a 5 milioni di euro alle imprese che non rispettano la nuova normativa.


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