È NATO IL MOVIMENTO ETICO PER LA DIFESA INTERNAZIONALE DEL CROCIFISSO

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Così, nell’incontro sul tema “Nati  sotto il segno della croce. il Crocifisso: crocevia della storia” che si è tenuto il 2 Luglio, a Roma in  Via della Stazione Di San Pietro 14, nella Sala Sistina dell’hotel Michelangelo, messa gentilmente a disposizione per l’occasione. l’architetto Roberto Mezzaroma ha annunciato ufficialmente la nascita del “MEDIC” (Movimento Etico per la Difesa Internazionale del Crocifisso).
 
Al tavolo di presidenza, in ordine, il consigliere regionale del Lazio, d.ssa Olimpia Tarzia, il dott. Gaetano Sottile presidente e fondatore dell’Associazione Italy for Christ e conduttore del programma televisivo Dritto al Cuore, l’ex direttore del Tg1 dott.Nuccio Favail Presidente onorario del Medic, la Duchessa d’Aosta Silvia Paternò,  don Walter Trovato cappellano della Polizia di Stato, il dott. Alberto Piperno membro della Comunità Ebraica di Roma, nonché Presidente del Comitato “Memoria Dialogo di Pace”, monsignore Antonio Silvestrelli, sottosegretario alla Congregazione Vaticana per il Clero, giudice per il tribunale di appello del Vicariato di Roma, commissario della Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti.
Roberto Mezzaroma, già eurodeputato, nella sua qualità di Segretario Generale del Movimento, dopo aver porto i saluti ed i ringraziamenti ai presenti, diceva “Il Crocifisso si onora contro ogni tentativo di rimuoverlo dalle nostre coscienze prima che dalle nostre pareti, simbolo che rinvia ad un atto di amore, quello del Cristo, che ha invitato ad amare i nemici, messaggio di solidarietà e di inclusione di cui abbiamo estremo bisogno soprattutto oggi che ci troviamo ad accogliere nuovi flussi migratori. La sentenza della Corte ha cancellato, con un colpo di spugna, millenni di storia, le fondamenta stesse dell’Europa. Una sentenza schizofrenica di insanabile dualismo antropologico, perché mette in discussione la realizzazione e la stessa coesione dell’Unione europea, che dal modello greco e romano, dalla Cultura mediterranea e latina,  ha tratto i motivi ispiratori per una Europa dei Popoli la cui bandiera affianca oggi il Tricolore. Noi, che siamo nati sotto il segno della Croce, non possiamo che esprimere grande rammarico e disapprovazione per quella sentenza che offende le tracce dei nostri Padri fondatori e mette a repentaglio la sopravvivenza stessa della grande Anima spirituale dell’Europa.” e “Considerata l’importanza ed il valore morale del tema per il quale ci stiamo battendo, auspichiamo che la Grande Chambre conceda la necessaria attenzione all’appello del Medic, attenta com’è ad evitare di intaccare gli elementi caratterizzanti l’identità e le tradizioni di ciascuno dei popoli che si riconoscono sotto le dodici stelle in campo blu della bandiera europea.”

All’ingresso in sala, è stato distribuito ad ogni partecipante, un gessetto. Mezzaroma ha poi spiegato che non dovremmo vergognarci di disegnare il Simbolo del perdono e della salvezza.

Il valore di questi concetti, che non intendono certamente offendere le altre fedi religiose ma nemmeno abbattere la nostra, è stata messo in evidenza dalla presenza in sala dei rappresentanti delle comunità romene, turche, cinesi, i quali hanno applaudito le parole di tutti gli oratori, condividendone il pensiero.
Fuori, si è parlato del MEDIC come della realizzazione di un progetto voluto da Licio Gelli.
 
Bene, se il principio è quello di difendere le nostre tradizioni cristiane, ben venga! Qualcuno che critica, dimentica che Cristo è stato l’agnello sacrificato per il bene dell’umanità e non di una cerchia di amici, per unire non per dividere e la fede, non la politica, non ha colore come la presenza di varie personalità di diverse culture in sala, hanno dimostrato.
 
Se poi a qualcuno non piace guardare il Crocifisso, gli occhi sono mobili per cui basta spostare l’attenzione  ma come nessuno viene obbligato a guardarlo o credere in rispetto delle proprie tradizioni e radici, riscopriamo anche noi la nostra Italianità e con uguale libertà non dobbiamo accettare  che ci venga imposto di rimuoverlo dai luoghi in cui i nostri padri l’hanno collocato!
 
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