Tematiche etico-sociali

CERAMICHE DI CALTAGIRONE, OPERE D’ARTE UNICHE, PER TUTTI

Caltagirone, cittadina in provincia di Catania situata a 608 metri  sul livello del mare da cui dista 37  km, è rinomata per la lavorazione della ceramica prodotta fin dall’epoca dei Greci.

 
 

Abbiamo avuto occasione di documentare quest’arte antica visitando il magazzino laboratorio dei fratelli Giuseppe e Salvatore Floridia che da oltre 30 anni operano nel settore.

La tecnologia non ha modificato nei secoli la lavorazione limitandosi a mettere a disposizione di questi artigiani forni elettrici e presse idrauliche per lo stampo dei soli oggetti di maggior consumo.

Circa 100 m2 di localima il cuore della lavorazione è limitato allo spazio poco più grande di 1m2 in cui due abili donne, la compagna del Sig. Giuseppe e la di lei figlia Cristina decorano con maestria e tanta passione gli oggetti che si trasformeranno in ceramiche artistiche.

Il Sig. Giuseppe, che ci ricorda fisicamente il Mastro Geppetto del Pinocchio di Comencini interpretato dal grande Nino Manfredi, per prima cosa ci mostra i pani grezzi della materia prima: argilla grigia italiana proveniente dalle cave di Santo Stefano di Camastra (ME), Deruta  (PG) o dall’altipiano della Sila in Calabria. Giunge in blocchi rettangolari del peso ognuno di circa 10 kg su bancali, incellofanati uno per uno per evitare la disidratazione naturale. Ricorda il noto panetto di circa 1 kg. con cui da bambini ci siamo cimentati a realizzare le nostre opere che lasciavamo essiccare all’aria.

Mani esperte manipolano la materia senza incertezze, piccoli strumenti per tagliare od incidere e la massa informe piano piano assume la forma dell’oggetto desiderato. Una pressa è invece utilizzata per lo stampo di oggetti di largo smercio quali posacenere e scodelle. Affascinante da sempre il tornio a pedale sul quale mani bagnate torniscono la creta che si trasforma in brocche, piatti, anfore ed altri manufatti.

Realizzati i modelli grezzi, vengono sistemati su appositi carrelli a ripiani e lasciati riposare per l’essiccazione naturale che varia, a secondo dei pezzi, dai 4 ai 5 giorni. I carrelli quindi  verranno introdotti nel forno a temperatura ambiente per poi salire lentamente a 1.000° e ridiscendere a quella iniziale; fase che richiede circa 24 ore.

Questa 1′ cottura lenta  serve ad eliminare le impurità della creta eventualmente presenti e provoca anche il fenomeno del cambio di colore, difatti gli oggetti assumeranno il classico colore arancione dei comuni vasi di coccio e non potranno essere più incisi se non con utensili abrasivi.

La seconda fase vede l’intervento artistico delle mani femminili. Ciò che fa la differenza in oggetti simili è proprio la decorazione, la finezza dei tratti, la completezza dei dettagli che sia un fiore, un frutto, una piuma od altro. E la maestria in questo laboratorio trova riconoscimente nel primo premio ottenuto dalla Sig. Cristina nell’edizione 2003 del concorso “Piatto in tavola” di Faenza, allorquando realizzò e decorò un piatto che tuttora è in bella mostra nel museo dedicato in quella cittadina del ravennate.

Ogni pezzo è decorato con vera passione; l’intera superficie dell’oggetto viene comunque ricoperta con colori minerali  diluiti in acqua. Più passaggi con più pennelli ma alla fine il nostro occhio inesperto non comprende l’effetto tenue dei colori, quasi scialbi, pallidi. Ci viene spiegato che la “magia” avverrà durante la 3^ fase, allorquando i pezzi, chirurgicamente manipolati, torneranno una seconda volta in forno per subire la 2′ cottura la ceramicazione a 920° per altre 12 ore.  Sarà infatti il calore a trasformare le “pallide” polveri minerali in brillanti colori eternamente stabili.

Piatti, lampadari, bicchieri, portavasi, abat-jour, animali di ogni specie, orologi da muro….impossibile elencare tutto, perchè tutto è realizzabile dalle mani dello scultore ed ogni pezzo, si tratti pure del semplice portacenere il cui stampo di base è prodotto come detto in serie, mai risulterà identico ad un altro, impossibile. Ecco allora che possedere un oggetto prodotto da questi abili artigiani ci rende proprietari di un’opera d’arte unica. Bandito l’uso di “stencil”, tutto è dipinto a mano libera.

Personalmente ho acquistato un lampadario, ero indeciso con un bellissimo portafrutta ma ….il suo uso avrebbe occultato il decoro…

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