BEATIFICATO GIUSEPPE TONIOLO, L’ECONOMISTA DI DIO, NELLA BASILICA DI SAN PAOLO FUORI LE MURA

A Roma, presso la Basilica di San Paolo fuori le mura, è stato celebrato il rito di beatificazione di Giuseppe Toniolo, conosciuto come “l’economista di Dio”, nonché fondatore dell’Unione cattolica per gli studi sociali e delle Settimane sociali dei cattolici italiani. A lui si ispirò padre Agostino Gemelli, nell’istituire l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il cardinale Salvatore De Giorgi, in qualità di rappresentante di papa Benedetto XVI, ha presieduto la celebrazione eucaristica, che ha avuto inizio alle 10.30 della mattina. Alla cerimonia hanno preso parte numerosi fedeli tra cui rappresentanti dell’Azione Cattolica Italiana, della Fuci e dell’Università Cattolica del S. Cuore, che insieme all’Istituto Toniolo – ente fondatore dell’università stessa – hanno promosso la causa di beatificazione.
Giuseppe Toniolo (Treviso, 1845 – 1918) fu docente di economia politica presso l’università di Padova prima e l’università di Pisa in seguito. Sposò Maria Schiratti, dalla quale ebbe sette figli. Agli inizi del 1880 iniziò ad interessarsi attivamente all’Opera dei Congressi, impegnandosi nel ricondurre la società e l’umanità a Cristo; fu così, per tutta la vita, uomo di “Azione cattolica”. Il papa Pio X affidò a lui la rifondazione dell’organizzazione dei cattolici italiani nella forma delle “tre Unioni” tratteggiata nell’enciclica Il Fermo Proposito (1905), dopo lo scioglimento dell’Opera dei Congressi. Fu molto stimato da papa Leone XIII e diventò un grande apostolo della Rerum Novarum; può essere considerato uno dei più grandi testimoni sociali del nostro tempo.
Il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, nel corso di un convegno presso la Domus Pacis – Roma, ha evidenziato tre aspetti della figura “dell’economista di Dio”: la sua libertà, il suo amore alla Chiesa e la capacità di unire intelligenza e fede. La libertà di Toniolo si è manifestata nella sua capacità di non lasciarsi “piegare dal pensiero dominante dell’epoca, ispirato ad un pesante razionalismo anticlericale […] non sacrifica mai la sua fede per la sua carriera accademica […] è libero e coerente: vuole portare avanti non se stesso, i propri interessi e le proprie idee, ma la verità che ha il volto di Cristo”.
Giuseppe Toniolo ha testimoniato con la propria vita che la santità è un cammino che può essere percorso nell’ordinarietà del quotidiano, attraverso l’esercizio dei propri doveri di famiglia e di lavoro, cioè attraverso quei doveri a cui ciascuno, secondo la propria vocazione, è chiamato. Toniolo stesso scrive: “Non sarà un’eccezionale effusione di sangue, bensì una novella inondazione di misericordia e di carità che recherà a salvamento la civiltà moderna” (I veri riformatori sociali in Scritti spirituali, religiosi, familiari e vari).
Toniolo ebbe a cuore la Chiesa, che considerava una famiglia, e l’intuizione delle Settimane Sociali che con  altre iniziative furono il segno del suo impegno affinché la fede cattolica potesse incidere nel tessuto umano, ispirando l’assetto politico-istituzionale e culturale.
Guardò ai suoi ambienti di vita: la famiglia, l’economia, la politica con il desiderio di ricercare risposte alle esigenze della società, sempre alla luce del Vangelo di Cristo.
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