Roma, 7 marzo 2026 – RUGBY SIX NATIONS 2026: L’Italia di Quesada è una realtà consolidata.
Oggi è arrivata, con sofferenza, la prima storica vittoria contro l’Inghilterra, sfiorata un paio di volte in passato ma sino a ieri sempre sfuggita.
Resta da sfatare un unico tabù, gli All Blacks.
Abbiamo saputo aspettare tanto, con pazienza attenderemo che arrivi anche quel momento…
Ma veniamo agli antefatti e alla cronaca della giornata.
Ieri l’Irlanda ha superato il Galles 27-17, oggi la Scozia si è inserita nella corsa per la vittoria finale, battendo la Francia a Edimburgo per 50-40.
L’Inghilterra, reduce da due sconfitte, viene schierata allo Stadio Olimpico di Roma dal C.T. Steve Borthwick in formazione inedita, con molti giovani innesti.
IL XV azzurro presenta una doppia coppia di fratelli, i fiorentini Cannone nel pacchetto di mischia e i veneziani Garbisi in mediana.
All’avvio, l’Italia subisce l’iniziativa di un’Inghilterra aggressiva, che prevale nel possesso di palla e nel predominio territoriale.
Ciò nonostante, gli azzurri passano in vantaggio al 20’ con un calcio di punizione di Paolo Garbisi, al primo vero affaccio nei 22 metri avversari.
Cinque minuti dopo arriva la prima segnatura inglese con Freeman, Fin Smith però non centra la trasformazione.
Al 33’ finalmente il talento di Menoncello viene fuori.
Il nostro tre quarti centro indovina una diagonale di penetrazione che lo fa tuffare in meta, a beneficio dei fotografi. Paolo Garbisi trasforma.
Il vantaggio azzurro dura quasi fino allo scadere del primo tempo, quando un calcio di Fin Smith libera l’ala Roebuck mandandola in meta.
Si va al riposo sul punteggio di 10-12.
La ripresa vede ancor al’Inghilterra partire all’assalto dei 22 metri azzurri.
Al primo penalty a favore, i bianchi non peccano di presunzione, e concretizzano al 44’ scegliendo di andare per i pali con Fin Smith.
Al 52’ Giacomo Nicotera commette un tocco in avanti volontario, cartellino giallo per lui e punizione contro l’Italia.
Segna ancora Fin Smith e l’Inghilterra guadagna distacco.
Underhill commette un fallo colpendo con la spalla Fischetti alla testa, il cartellino giallo arriva inevitabilmente anche per lui.
A parità ristabilita Paolo Garbisi marca un calcio di punizione che riporta l’Italia sotto break nel punteggio.
Al 60’ l’arbitro fischia un altro penalty a favore azzurro, il piede del nostro mediano di apertura non tradisce, per ulteriori tre punti che ci riportano a tiro.
Il vero turning point della partita arriva al 64’, per un errore ingenuo che da un veterano non ci si aspetta.
Il capitano inglese Maro Itoje, durante un raggruppamento laocoontico, mette la mano sul pallone in possesso azzurro e si merita un cartellino giallo per tocco in avanti volontario.
Doppia inferiorità numerica temporanea per gli inglesi, bisogna osare, ora o mai più.
Il momento tanto atteso arriva infine al 71’: Menoncello libera Marin per andare in meta, Garbisi trasforma: è il vantaggio dell’Italia, che rimarrà tale fino alla conclusione.
Il 23 -18 finale significa che la prima storica vittoria, a lungo inseguita, contro l’Inghilterra, è realtà.
In dote porta un piccolo regalo accessorio, di cui ci prendiamo licenza di parlare in chiusura.
Tra gli elementi di fascino del Sei Nazioni ci sono i bellissimi inni nazionali e le canzoni, che è sempre un’emozione e un piacere ascoltare.
L’unica nota stonata, per le orecchie di chi scrive, è “Swing low, sweet chariot”, che gli inglesi intonano ogni volta che il risultato appare acquisito. Che fastidio…
Oggi all’Olimpico c’è stato solo un timido accenno, presto sfumato, e la canzoncina ce la siamo evitata, dopo averla subita per oltre un quarto di secolo.
È una piccola, ma gradita soddisfazione aggiuntiva.
Il prossimo sabato 14 marzo si chiuderà il torneo 2026, con tre squadre in lizza per il trofeo: Francia, Scozia e Irlanda.
Mai il Sei Nazioni era stato così equilibrato, è finita l’epoca del torneo a due velocità.
I progressi di Scozia e Italia, per lungo tempo confinate a disputarsi solo il fondo classifica, quest’anno lo stanno dimostrando.
Questo il programma della quinta e ultima giornata (orari italiani):
Dublino (15:10) IRLANDA-SCOZIA
Cardiff (17: 40) GALLES- ITALIA
Parigi (21:10) FRANCIA- INGHILTERRA
Conferenza stampa Italia – Il CT Quesada racconta che per tutta la settimana la preparazione è stata orientata a non farsi distrarre dalle tante aspettative gravanti sulla squadra, forse anche eccessive dato il valore indiscusso dell’Inghilterra. Riconosce il merito agli inglesi per aver gestito abilmente la fase difensiva e per la capacità di approfittare degli errori per marcare punti. Eppure, ogni volta che l’Italia ha saputo esprimere le sue qualità è riuscita a rientrare in partita. Il capitano Michele Lamaro evidenzia due momenti importanti in cui, rispetto al passato, la squadra ha mostrato capacità di reazione alle avversità: dopo la touche sbagliata sul 5-3 e poi dopo il giallo a Nicotera. Però la convinzione di poter fare risultato era radicata nella mente di tutti, e lo si è visto nella capacità di ribaltare il risultato prima, e di difenderlo poi. D’altro canto, si notava come gli avversari fossero sotto pressione e non sereni. Da elogiare infine la prestazione dei compagni subentrati.
Conferenza stampa Inghilterra. Il CT Steve Borthwick e il capitano Maro Itoje ammettono la frustrazione per la terza sconfitta consecutiva. Riconoscono il merito all’Italia di aver saputo restare in partita dopo l’espulsione temporanea di Nicotera. C’è rammarico per aver compromesso le sorti della partita nell’ultimo quarto d’ora, a causa dei due cartellini gialli consecutivi da loro subiti.
Classifica alla fine del 4° turno: FRANCIA 16, SCOZIA 16, IRLANDA 14, ITALIA 9, INGHILTERRA 6, GALLES 1
TABELLINO: ITALIA-INGHILTERRA 23-18 (parziale 10-12)
Marcatori: Primo tempo: 20’ cp. P. Garbisi (I); 25’ m. Freeman (E); 33’ m. Menoncello tr. P. Garbisi (I); 41’ m. Roebuck tr. F. Smith (E). Secondo tempo: 44’ cp. F. Smith (E); 53’ cp. F. Smith (E); 56’ cp. P. Garbisi (I); 60’ cp. P. Garbisi (I); 71’ m. Marin tr. P. Garbisi (I).
Formazioni:
ITALIA: Pani; Lynagh, Brex, Menoncello, Ioane; P. Garbisi, A. Garbisi; L. Cannone, Zuliani, Lamaro (capitano); Zambonin, N. Cannone; Ferrari, Nicotera, Fischetti. A disposizione: Di Bartolomeo, Spagnolo, Hasa, Ruzza, Favretto, Fusco, Marin, Allan (C.T.: G. Quesada).
INGHILTERRA: Daly; Roebuck, Freeman, Atkinson, Murley; F. Smith, Spencer; Earl, Underhill, Pepper; Coles, Itoje (capitano); Heyes, George, Genge. A disposizione: Cowan Dickie, Rodd, Davison, Chessum, Cunningham-South, Pollock, van Poortvliet, M. Smith (C.T.: S. Borthwick).
Arbitro: Luc Ramos (Francia)
Player of the match: Tommaso Menoncello (Italia)
Spettatori: 68.895
(fotografia: esclusiva www.attualita.it)
