Roma, 3 gennaio 2016 – Si è spento anche l’ultimo fuoco di questa fine anno in tono minore come i precedenti. Non aspettiamo l’epifania per dire “che tutte le feste le porta via”, ma andiamo alla situazione che interessa tutti, la politica.
Programma sul tappeto? Le elezioni, perché al nostro paese urge una guida che non c’è.
Tre governi illegittimi per soddisfare i centri di potere, la troika e Napolitano, si sono succeduti l’uno all’altro con l’obiettivo ufficiale di mettere a posto la situazione, in seguito alla destituzione di Berlusconi, e, per gli interessi personali, l’hanno peggiorata.
Il dissanguamento montiano, per risanare i conti pubblici, ha distrutto la proprietà immobiliare degli italiani e si è portato dietro uno strascico di decine di suicidi (quelli che si conoscono!), ed è andato solo a rifinanziare il MPS in fallimento da quattro anni prima. Le lacrime della Fornero hanno continuato a distruggere il sistema del lavoro e delle pensioni e hanno creato i lavoratori centenari e centinaia di migliaia di posti di arrotino, lustrascarpe, pizzaioli (era già il personale più qualificato), ma, in compenso, i potenti hanno piazzato figli e parenti, in posti che migliori non potevano essere.
Letta ha continuato la distruzione del suo predecessore, nella convinzione che si poteva creare economia e occupazione dal taglio dei servizi statali; (anche questa è una specie di matematica che non si è capita). Gli è succeduto il boy-scout di Rignano sull’Arno che, con l’ottimo supporto della sua parola di toscano (bisogna riconoscerglielo, nonostante qualche strafalcione), ha continuato il taglio dei servizi statali per ridurre il debito pubblico (che non ha ridotto) e, sulla base di questa operazione, ha creato centinaia di migliaia di posti di lavoro che, periodicamente, apparivano di qua e scomparivano di la, erano annunciati da lui, la mattina, ed erano smentiti, la sera, dall’ISTAT, come a suo tempo, gli otto milioni di baionette, e ha concluso il suo mandato con la creazione di 585.000 posti di lavoro…precari, a settimana, a giornata, quando non a ore, e, con il suo eloquio, ha fatto del nostro paese, con i conti pubblici a zero, una potenza economica mondiale.
Con il fallimento del referendum, affossato dalla troppa confusione regnante negli interessi personali di tutte le forze politiche, ha dato anche lui l’”addio ai suoi sogni di gloria” prematuramente nati. Oggi, è ovvio, dirige la situazione attuale “da dietro le quinte”, con la collaborazione, mai morta, dell’altro fallito degli ultimi avvenimenti, Napolitano, mentre ferve, fra le forze politiche sul campo, la battaglia per la scelta della legge elettorale per poter andare alle urne e…”rientrare” nella legalità.
Con gli ultimi avvenimenti, lo scacchiere parlamentare si è frastagliato ulteriormente e la diatriba è fra le formule che sostengono il sistema proporzionale, (strumentalmente per assicurare la rappresentanza di tutti; a tutti gli effetti perché questo “permette” la “non uscita” delle minoranze che fanno solo confusione), e quelle che sostengono il maggioritario che, nel nostro paese, non è certamente il maggioritario reale. In questa situazione, per penetrare la reale entità di ciò che sta prendendo corpo, rifacciamoci un momento a quello che disse l’On. Giovanni de Michelis, allora Ministro degli Esteri, a Francesco Caruso dei “no-global” che rivendicava il dovere, invece di intervenire militarmente nello scacchiere medio-orientale, dilaniato dalla guerra, di portarvi la democrazia. De Michelis gli fece notare che la democrazia in quei territori non si poteva portare facendo la “catena umana” di solidarietà, come aveva fatto lui, e che non sarebbe stata quella stessa conosciuta da lui, ma avrebbe preso senz’altro un aspetto diverso come sarebbe stato in qualsiasi altro posto in cui sarebbe stata portata.
Sulla base di questo concetto, consideriamo quello che sta accadendo. Nel centro destra, Lega, FI, e Fratelli d’Italia, già si inneggia alla possibilità che, tutta la compagine, “unita” “può farcela” perché, “unita”, raggiunge il 34,x%. …mah!…sembra di giocare a “puzzico”! Le alternative che si presentano sono tre; o ci siamo dimenticati “dei pesci in faccia” che corsero tra Fini e Berlusconi (quell’indice alzato e oscillante minacciosamente e quell’interrogativo sfidante “…che fai, mi cacci?…”, sono diventati un mantra) e dei contrasti che portarono la Meloni a lasciare FI, o confondiamo la maggioranza numerica con la maggioranza ideologica, o, ancora, non abbiamo il senso della realtà e finiamo tutti per “arrampicarci sugli specchi”.
“È la storia che si ripete”, o le teste sono dure al comprendonio e una sola esperienza non è sufficiente o, ancora, e amaramente, si crede che il popolo italiano sia proprio imbecille e non riesca a capire? Certa è una cosa, che nella evoluzione della situazione, che sta prendendo aspetto drammatico, una di queste deve essere quella giusta.
Voglio concedere un’attenuante molto umiliante; la grande confusione in cui possono trovarsi tutti, specialmente il centro-destra, per dare di nuovo valore alla ipotesi formulata, Attenzione!!!, non è mai casuale, ma, da una parte, strumento di interessi personali che si vogliono conservare a tutti i costi, e, dall’altra, attentamente programmata dai quei “poteri superiori” che hanno guidato la situazione fino ad oggi, affinchè, come è stato possibile intuire dal referendum… nulla cambi!|
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