Domenica 15 marzo 2026 – Si è chiusa ieri l’edizione 2026 del Sei Nazioni maschile, indubbiamente la più equilibrata dall’inizio della manifestazione nata 26 anni fa.
Ha vinto la Francia, bissando il successo del 2025.
Questa la classifica finale: FRANCIA 21, IRLANDA 19, SCOZIA 16, ITALIA 9, INGHILTERRA 8, GALLES 6.
Nel gran finale in serata a Parigi, les Bleus hanno superato l’Inghilterra, all’ultimo minuto e di corto muso (48-46), con un calcio di punizione di Thomas Ramos.
In precedenza nel pomeriggio, Irlanda- Scozia è finita 43-21, i verdi si sono aggiudicati sia la Triple Crown, avendo battuto tutte le altre squadre britanniche, sia la seconda piazza in classifica, davanti agli scozzesi.
A seguire c’è stata Galles-Italia, con risultato finale di 31-17 che mitiga il divario visto in campo, dopo un primo tempo chiusosi sul 21-0.
Merito alla determinazione del Galles, sostenuto dal suo eccezionale pubblico.
L’Italia, reduce dalla vittoria sugli inglesi della scorsa settimana, si è presentata a Cardiff con un bagaglio di consapevolezza dei propri progressi.
Nell’ultimo allenamento romano mercoledì scorso, complice una giornata assolata di preludio alla primavera, si respirava sul campo dell’Acqua Acetosa un’atmosfera di grande serenità e armonia all’interno del gruppo azzurro.
Il CT Quesada, trattenutosi in campo con Paolo Garbisi per un supplemento di esercizio al piede, aveva invece un’espressione più assorta dei suoi giocatori (foto esclusiva www.attualita.it).
Probabilmente, il nostro esperto nocchiero Gonzalo temeva i possibili cali di concentrazione, figli dell’appagamento, e di tenuta fisica, in ragione del dispendio di energie profuso.
Con il senno di poi, si può interpretare in questo modo la scarsa reattività nel primo tempo dell’Italia, riscattatasi parzialmente nella ripresa, in cui sono sfuggite per un soffio altre due possibili mete azzurre.
I gallesi ci attendevano invece con tutt’altro spirito, alla ricerca disperata di una vittoria.
Per rifarsi non solo delle quattro sconfitte del torneo 2026, ma anche dei tre anni senza successi nel Six Nations.
Gli azzurri ritornano con i piedi per terra, dopo un torneo comunque molto positivo, chiuso al quarto posto in classifica, sinora miglior piazzamento nella storia del Sei Nazioni.
Era accaduto solo altre due volte, nel 2007 e nel 2013, con due CT francesi, rispettivamente Pierre Berbizier e Jacques Brunel.
I numeri parlano chiaramente, la nostra Nazionale ha dato il meglio sempre con allenatori latini.
Il dato positivo di quest’anno, oltre all’imbattibilità casalinga, è il contenuto numero di punti (117) e mete (16) al passivo, solo l’Irlanda ha fatto meglio (rispettivamente 108 e 14).
Di contro, la concretizzazione dell’attacco ci vede ultimi sia come punti (79) che per mete segnate (9).
E comunque, lasciarsi alle spalle Inghilterra e Galles vuol dire molto.
Con la solida guida di Gonzalo Quesada, bisogna perciò andare avanti con lo spirito di applicazione che la fotografia scelta a corredo di questo articolo rappresenta, e grazie al quale l’Italia si è guadagnata la posizione che occupa a livello internazionale.
A Luglio ci sarà il Nations Championship, nuova competizione intercontinentale di World Rugby.
Ne parleremo più avanti…
(fotografia: esclusiva www.attualita.it)
Si ringrazia il Team Media Manager FIR Antonio Pellegrino.
