SPID a pagamento e CIE obbligatoria: Comuni e burocrazia in tilt
Per lo SPID finisce l’era del tutto gratis: c’è la strada della CIE obbligatoria, ma i Comuni sono spesso impreparati. Tra costi crescenti e il nodo degli over 70, si rischiano forti rallentamenti dell'apparato burocratico italiano.

È caos SPID a pagamento in Italia, mentre ci si avvicina al passaggio alla CIE obbligatoria dal 3 agosto 2026. Il rischio concreto è che molti Comuni non siano pronti a reggere l’urto di uno “tsunami” di richieste. Per capire meglio la situazione, analizziamo i punti chiave.
La stangata: lo SPID diventa a pagamento
La notizia che ha scatenato le polemiche riguarda Poste Italiane: il servizio diventerà a pagamento (6 euro l’anno) a partire dalla seconda annualità (gratuito per tutto il 2026). Se non si rinnova il canone, l’identità PosteID resterà attiva per 24 mesi dall’ultimo accesso, ma non permetterà di accedere ai servizi.
Poste non è l’unica: anche l’AGID ha rimosso l’opzione “free” illimitata per molti provider. Con la CIE che costa circa 22 euro e lo SPID che diventa un abbonamento, la transizione digitale sta diventando un onere economico che pesa sulle famiglie già colpite dall’inflazione. Resterebbero Aruba e Infocert, due dei servizi più utilizzati dai cittadini: da capire come si regoleranno. Alla fine, bisogna pagare per lo SPID e e per la CIE (circa 22 euro): questo ha scatenato l’ira degli utenti nei social, perché la cittadinanza è già alle prese con l’inflazione e col caro bollette.
Differenze tra SPID e CIE
Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) si basa su credenziali virtuali (username, password e solitamente un codice OTP via app) gestite da Identity Provider privati o parastatali. Se fino a ieri era sinonimo di gratuità con Poste Italiane, oggi il paradigma cambia.
In parallelo avanza la CIE (Carta di Identità Elettronica). Dal 3 agosto 2026 diventerà lo standard unico: è un documento fisico emesso dal Ministero dell’Interno dotato di microchip. Oltre al riconoscimento fisico, permette l’accesso ai servizi online tramite tecnologia NFC (e l’app CieID), fungendo da vera identità digitale di Stato.
CIE: dietro c’è l’Unione Europea
Il passaggio non è una scelta arbitraria, ma un obbligo derivante dal Regolamento Europeo 1157 del 2019, recepito dalla circolare n. 76/2025 del Ministero dell’Interno. Entro il 3 agosto 2026, l’era della carta d’identità cartacea andrà definitivamente in pensione.
Dovranno dotarsi di CIE anche coloro che possiedono un documento cartaceo con scadenza successiva a tale data. Per i Comuni il rischio “ingorgo” è altissimo: le lunghe liste d’attesa per gli appuntamenti rischiano di paralizzare la burocrazia proprio durante i mesi estivi.
L’idea: niente rinnovo CIE agli over 70
Molti over 70 andranno in crisi con tutte queste complicazioni burocratiche. A dicembre il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha annunciato un progetto per esentare gli over 70 dal rinnovo della CIE: la misura consentirà a questa platea, oggi circa 10 milioni di persone, di ottenere una CIE con durata illimitata. Target: evitare ai cittadini più anziani di doversi recare nuovamente allo sportello per il rinnovo del documento e di dover affrontare tutte le fasi preliminari oggi necessarie, come la prenotazione online o l’utilizzo dello SPID. È solo una proposta.
Il pericolo di una paralisi digitale
Il problema non è solo economico, ma di integrazione. Molti enti locali, piccole ASL, università e gestori di trasporti supportano lo SPID ma non hanno ancora implementato l’accesso tramite CIE. Inoltre, soggetti privati come banche e assicurazioni non hanno l’obbligo legale di integrare la carta elettronica.
Il paradosso è evidente: un sistema nato per semplificare la vita rischia di trasformarsi in un onere economico e in un labirinto burocratico. L’Italia si trova in una fase di assestamento forzato, sospesa tra le direttive UE e una macchina amministrativa che fatica a tenere il passo.
Continueremo a monitorare da vicino l’evoluzione della normativa e le risposte dei singoli Comuni. Questa pagina sarà aggiornata costantemente non appena verranno rilasciate nuove circolari ministeriali o novità sui costi dei servizi di identità digitale.




