Urbino – 47° Festival di Musica Antica

Danze e canti nella città di Raffaello

Urbino, 18 luglio – La città di Raffaello, eletta “città ideale” perché unisce al fascino storico e alla bellezza dei luoghi e delle architetture quel respiro particolare che la fa a misura d’uomo, torna a vivere la favola dei suoni, dei canti e delle danze antiche con il suo 47° festival “Urbino Musica Antica”, un appuntamento che è anche un termometro per misurare l’interesse crescente verso il nostro ricco passato.

Questa splendida città museo, che dal 1998 è stata proclamata patrimonio dell’umanità, sarà di nuovo protagonista della scena musicale internazionale e farà da sfondo ai concerti del Festival e alle lezioni dei corsi di perfezionamento rivolti anche ai più piccoli.

Urbino Musica Giovani, infatti, costituisce come sempre una preziosa occasione per i giovani musicisti di ogni livello (di età compresa tra i 6 e i 16 anni) invitati a confrontarsi attraverso lo studio delle più belle pagine del repertorio antico e barocco. Dieci intensi giorni, dal 18 al 28 luglio, durante i quali centinaia di musicisti e appassionati giungeranno a Urbino da ogni parte del mondo per frequentare corsi di canto, musica e danza medievale, rinascimentale e barocca.

La città si conferma anche come punto di riferimento per l’approfondimento della prassi esecutiva antica anche grazie alla sinergia che si realizza tra i docenti e gli allievi dei corsi di perfezionamento che di anno in anno si confermano come dei veri e propri laboratori di produzione musicale, in cui l’esperienza della musica viene vissuta in una cornice fuori dal tempo, assolutamente in accordo il repertorio eseguito.

Il Festival, organizzato annualmente dalla FIMA (Fondazione Italiana per la Musica Antica), è un fiore all’occhiello fra le proposte musicale che le Marche hanno saputo nel corso dei decenni mettere a punto e sembra dare ragione di quel Marcheshire con il quale viene chiamata la regione per la sua vocazione internazionale.

La qualità del Festival, affidata alle scelte artistiche di Marcello Gatti, ha conquistato il patrocinio della Presidenza della Repubblica e il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, del Comune di Urbino, della Comunità Montana dell’alto e medio Metauro, dell’ERSU, della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, del Centro Provinciale Promozione Beni Culturali, e della Commissione Nazionale Italiana UNESCO e promosso dalla Città di Urbino – Assessorato Rivoluzione, Cultura e Agricoltura, Difesa del paesaggio e del Centro guidato da Vittorio Sgarbi. Tanti importanti padrini che ogni anno come quest’anno terranno a battesimo le performance del gotha del settore, ingegnandosi a trovare  e proporre sempre nuovi stimoli.

Fra gli artisti presenti, il mezzosoprano di fama mondiale Sara Mingardo che porterà per la prima volta il Festival a Pesaro il 22 luglio nella Chiesa della Santissima Annunziata. La Mingardo si esibirà in brani solistici e di insieme, da Monteverdi a Strozzi e altri artisti del ‘600 italiano, anche con gli allievi impegnati nella sua masterclass. Al clavicembalo, Giorgio Dal Monte. Il concerto di Pesaro segna l’inizio di un’interessante collaborazione tra Urbino e Pesaro con lo scopo di promuovere e sviluppare una serie di avvenimenti culturali proposti sinergicamente da entrambe le città.

Il momento spettacolare di questa edizione prende il via il 18 luglio con Pino De Vittorio, una delle voci più note e amate della tradizione meridionale e della musica antica italiana, protagonista dello spettacolo “Le Tarantelle del Rimorso”, tarantelle, serenate, canti d’amore e di lavoro, nenie e stornelli del Sud, canti struggenti ed evocativi di un mondo che non c’è più. Alla chitarra battente, Marcello Vitale.

Molti strumentisti, docenti nelle masterclass, propongono percorsi musicali affascinanti, come i quattro virtuosi internazionali, la flautista inglese Rachel Brown, il violinista brasiliano Rodolfo Richter, il violista da gamba argentino Juan Manuel Quintana e il clavicembalista greco Panos Illiopoulos che impaginano il programma “Les goûts-réunis”, che vuole dar conto della fusione degli stili francese e italiano nella musica da camera alla corte di Luigi XV.

O il tastierista Giovanni Togni per le Variazioni Goldberg BWV 988 di J.S. Bach e il violoncellista Gaetano Nasillo. “Pour le violoncelle seul” con trascrizioni di brani del repertorio barocco fino a Paganini. Enrico Gatti al violino barocco e il clavicembalista Rinaldo Alessandrini, ambasciatore nel mondo dei suoni barocchi italiani viaggeranno con il pubblico con il loro “Ragione e stravaganza” dal Rinascimento a Bach.

Spesso sono le masterclass di Urbino a dare origine a formazioni che poi si esibiscono per il pubblico come, ad esempio l’Ensemble Ab Chordis, un complesso italiano costituito interamente da giovani ed entusiasti musicisti, che si stanno rapidamente affermando anche all’estero, che si produrranno in brani di musica sacra.

Alfredo Bernardini, invece, alla guida dell’orchestra formata dai migliori allievi, realizza un programma dedicato a Henry Purcell e alle musiche di danza di J. F. Rebel, che verranno effettivamente danzate dai docenti di danze storiche Gloria Giordano e Lieven Baert. Di Purcell verranno eseguiti alcuni estratti da The Fairy Queen, Terza delle semi-operas composte per la United Company del Theatre Royal e condannata da alcuni critici come dissacrazione del Sogno di una notte di mezza estate shakespeariano. The Fairy Queen è forse il lavoro teatrale più raffinato e accurato di Purcell, che revisionò la partitura nel 1693, ampliandola. Non sono musicati i versi di Shakespeare: gli inserti musicali consistono in masques aggiunti al dramma.

Fra i motivi di interesse, annoveriamo lo spettacolo “Flos Florum- Simbologia del numero e devozione mariana nella polifonia franco-fiamminga”, dell’Ensemble vocale Odhecaton, un programma che forse più di ogni altro si fonde con l’atmosfera storica e artistica di Urbino rinascimentale.

Interessante anche la performance di Lorenzo Coppola e dal suo ensemble spagnolo El teatre instrumental dal titolo “Il clarinetto d’amore e la teatralità nella musica strumentale: un viaggio nell’opera senza cantanti”.che vuole coniugare una ricerca storica rigorosa ad una comunicazione col pubblico diretta e spontanea.

Un’altra novità di questa edizione è il concerto finale del 14 agosto che si collega per la prima volta con la Festa del Duca che si tiene a Urbino dal 14 al 16 agosto, quando il centro storico della città torna al tempo del Rinascimento e si anima con mercati storici, danze e spettacoli per far conoscere il glorioso passato del Ducato urbinate.

Oltre ai consueti corsi, fra le novità la masterclass di Sara Mingardo, il canto madrigalistico di Alessandro Quarta, quello di clavicembalo di Rinaldo Alessandrini e quello di Ornamentazione tenuto da Enrico Gatti.

A latere, la 20° esposizione di strumenti antichi e della musica antica dei liutai italiani e stranieri.

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