Spettacolo

Teatro Quirino – “Arsenico e Vecchi Merletti” con Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini per la regia di Geppy Gleijeses

Il cast comico perfetto

Roma, 10 gennaio 2020 – Siamo qui, sul palcoscenico del teatro Quirino, occupato dal salotto di casa Brewster, nel palazzetto gotico costruito dal padre delle anziane signorine Marta e Abby, che sbocca sul cimitero e sulla chiesa. Tipo originale, il vecchio, che s’era fatto un ambulatorio tutto particolare dove amava sperimentare inedite miscele di veleni. Ora non si sa bene, ma se per caso si potessero far germogliare sulle corde genetiche certi interessi, chissà che non si spiegherebbe sul filo della scienza perché la sua anziana progenie ha messo a punto un rosolio prelibato arricchito con una bella dose di arsenico e corroborato da un po’ di stricnina, con un niente di curaro. Ma. andiamo per gradi, in casa arriva inatteso Mortimer, il nipote più giovane che ha appena impalmato la bella Giulia Stone, figlia del pastore della limitrofa chiesa. Vuole salutare le tenere ziette prima di partire per la luna di miele. E con lui inizia un tumulto inarrestabile di situazioni divertentissime che si snodano sotto i nostri occhi, coinvolgendoci nella trama valentissima di ”Arsenico e vecchi merletti”, creatura di Joseph Kesserling, ricreata sullo schermo nel celebrato film omonimo di Frank Capra che aveva il punto di forza nello splendore interpretativo di Gary Grant e di una serie di caratteristi di prim’ordine. Era il 1945 e la commedia si inerpicava così verso un successo stellare dopo avere riempito le platee di Broadway già per quattro anni. Poi giunge in Italia e trova il terreno fertile di artisti di prim’ordine, nomi che hanno scritto la storia del nostro teatro, in grado di assicurare la perfetta ri-proposizione del critico di teatro Mortimer, dei due ‘mostri’, diversissimi fra loro ma ugualmente terrorizzanti: il dott. Einstein, un chirurgo plastico tedesco dalla vocina di testa e amante devoto della bottiglia, e il suo monumentale paziente, il pluri assassino Jonathan Brewster, sì, il fratello di Mortimer, che ha operato sotto l’influenza del Frankestein di Boris Karloff, finendo per riprodurne la maschera impressionante. E ancora Teddy Brewster, che crede di essere il generale Lee in battaglia e dà la carica alla truppa con la sua poderosa tromba fra le proteste dei vicini pronti a chiamare la polizia e infine le due amabili vecchiettine, che sono delle caritatevoli assassine pronte a far trasvolare verso lidi più affollati tanti omini anziani che adescano offrendo camere in affitto a buon prezzo e bicchierini del loro rosolio prelibato. Poi, per smaltirne i resti, chiedono al robusto Teddy di scavare il suo Canale di Panama e trincee segrete in cantina. Gli elementi dell’horror ci sono tutti, ma niente suscita la risata come l’irruzione della normalità nel momento di maggior tensione, quando il thriller bussa alla porta.
In quel lontano 31 maggio 1945, fu il palcoscenico del Quirino ad ospitare il lauto cast di interpreti della compagnia Morelli-Stoppa, che annoverava, oltre ai due capocomici, Dina Galli, Mario Pisu, Guido Verdiani e la bellissima Olga Villi, condotti egregiamente dal regista Ettore Giannini. Numerosi artisti si sono da allora cimentati con questi personaggi/caratteri così propriamente calibrati a costruire un meccanismo comico dalla perfezione geometrica.

Tanto più che, oggi, in questa bella edizione del Quirino, con la regia di Geppy Gleijeses, dedicata a Mario Monicelli che aveva firmato nel 1992 una edizione di gran successo di “Arsenico e vecchi merletti” con Gleijeses nel ruolo di Mortimer, è lo stesso Gleijeses a dedicargli l’allestimento, con una regia che punta su un cast di attori memorabili, a cominciare dalle due regine del teatro, Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini. Fluida, ben ritmata, e creativa pur nella stretta osservanza del meccanismo comico, secondo la lezione congiunta di Capra e di Monicelli insieme, la regia di Gleijeses, valorizza la straordinaria tenuta scenica delle due celebri attrici, scatenando il bravissimo Paolo Romano/Mortimer, cui non fa difetto quel dinamismo del corpo che si atteggia quasi a balletto quando cerca di evitare che qualcuno possa scoperchiare la cassapanca divenuta la bara di un ospite delle ziette, o quando cerca di giostrarsi fra il mostruoso fratello Jonathan (Luigi Tabita), il dott. Einstein (Tarcisio Branca), o le intemperanze sonore del fratello Teddy, ovvero generale Lee (Mimmo MIgnemi). Arte pura in scena, insomma, l’arte di far ridere con una gustosa commedia salottiera, che presenta un palcoscenico perfettamente funzionale con una scena gotica bellissima firmata da Franco Velchi, illuminata sapientemente da Luigi Ascione. Deliziosamente curati i costumi con le due vecchine con vestiti lunghi con fantasie provenzali e merlettini di rifinitura, ma anche gramaglie con velette per officiare funzioni per i loro ospiti trapassati, la bella Giulia, Maria Alberta Navello, con una gonna a ruota anni ’50 molto elegante come si conviene ad una sposina… Le musiche di scena sono di Matteo D’amico.
La serata che ha visto la presenza rarissima del Presidente della Repubblica, ha registrato un successo davvero straordinario testimoniato da autentiche acclamazioni.

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