Spettacolo

Teatro Golden – ”Killer per casa” con Giorgia Wurth, Stefano Pesce e Paolo Gasparini. Regia di Massimo Natale

Quando si dice il destino…

Roma, 21 febbraio 2020 – Oscilla in quella palette di colori che va dal rosa al noir “Killer per casa”, la commedia messa in scena da Massimo Natale al Teatro Golden, di cui è anche autore assieme ad Ennio Speranza ed Andrea Tagliacozzo.
Nel percorso verso il finale, la pièce si tinge delle piacevolezze comiche di Stefano Pesce (Ennio, il protagonista) e di Paolo Gasparini (Marco), che attingono le aspre vette del comico quando occupano lo spazio scenico del teatro, trovando una sintonia anche nella dinamica che il regista ha adottato, nei ritmi armoniosamente costruiti sui due personaggi, che richiamano tanto teatro francese, ma anche certe commedie americane del periodo d’oro, anche in B/N, affidate ad attori come Cary Grant.
Lo studio delle luci, veloce come un cambio scena, sottolinea alcuni momenti con proprietà.
Bella, come si conviene alla femme fatale di turno che basa il successo nella professione anche ad una angelica e prestante apparenza Giorgia Wurth, armata di kalashnikov e pistola, è il killer del titolo.
La commedia prende l’avvio un mattino particolare quando Ennio è già mezzo vestito per raggiungere sull’altare l’amata con la quale finalmente si congiungerà in matrimonio. Il Fato, però, ha deciso diversamente, preparandogli una trappola che si rinserra di colpo imprigionandolo con le sue risorse, la sua felicità e la stessa vita.
Per operare, il Fato si serve della persona di Marco, socio, consulente finanziario e amico fin dai banchi di scuola, che arriva trafelato a comunicargli uno tsunami di guai. Una visita della Guardia di Finanza in uno dei ristoranti di sua proprietà ha evidenziato una grossa truffa che non solo ha frodato l’Erario ma ha messo a rischio la salute dei consumatori. Il colpo alla nuca perfetto per chi ha già in mano i biglietti per un esotico viaggio di nozze. Poi, prendendo l’abbrivio, tutto quello che poteva fallire precipita e Ennio casualmente scopre che Paola, la fidanzata, in realtà lo ha sempre tradito con l’amico Marco. Sommerso dalla disperazione, consapevole di aver perduto su tutti i fronti e incapace di lottare, Ennio medita il suicidio.
Ma quando tutto deve andare storto…
Mentre la corda che doveva appenderlo si spezza, suonano alla porta ed entra in scena una bella ragazza a chiedere un po’ di zucchero. Poi è un copia incolla, dopo lo zucchero, la marmellata, e poi ancora un po’ di pane, ed ancora… Ormai è un continuo, e tutte le volte la sconosciuta che ha assicurato essere una vicina, sembra molta interessata alla casa più che alle cose che chiede, finché non si svela: in realtà lei ha bisogno di quella sua finestra che si apre sull’hotel di fronte. E proprio la posizione ideale dalla quale lei può agevolmente portare avanti il proprio impegno professionale di Killer a pagamento. La ragazza è abilissima a legarlo su una sedia minacciandolo con una pistola.
Malgrado tratti in fondo di argomenti tutt’altro che divertenti, e si srotoli tra inganni e tradimenti, tra evasioni fiscali, e crimini alimentari, benché il suo fulcro sia improntato ad un omicidio su commissione al quale se ne potrebbe aggiungere un altro come danno collaterale, malgrado i colpi di scena, prevedibili, la commedia offre momenti di allegra comicità fino alla risata, specie quando interagiscono i due personaggi maschili, merito certo della particolare sinergia fra Pesce e Gasparini, e per ciò è l’occasione felice per una serata ben impiegata in questi tempi un po’noiosi e un po’ preoccupanti.

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