Spettacolo

Teatro Golden – “Sali o scendo” di e con Danilo De Santis

sali scendi de santis teatro golden locandinaPer placare la rabbia

Roma, 3 febbraio – Potrebbe essere la trama di una di quelle sophisticated comedy americane che sono servite a lanciare generazioni di attrici dello star system mondiale. Esagerato ? No, davvero. Perché “Sali o scendo”, commedia brillante di Danilo De Santis (anche regista e protagonista) presente al teatro Golden è, a suo modo, una sorta di “sliding doors”, una commedia sul destino e sul famoso bivio che va imboccato al momento giusto e dal giusto lato se si vuole che una serie di congiunture vadano a profitto. Dalla scelta, infatti, dipendono due sentimenti, due cuori, due destini. In scena, davanti ad un portone che si apre sulla facciata di un palazzo in cortina una ragazza in tuta da ginnastica , con il trucco completamente fuso e diluito per tutto il viso dalle lacrime, cerca qualcuno che possa darle una mano. Lei è Serena e il suo assillo è tutto nel bisogno di scoprire se Paolo, il ragazzo con il quale ha una storia che dura da due anni, le sia fedele e sia davvero solo in casa. Lei lo chiama al telefono ma non riceve risposta da una settimana e ormai i suoi nervi sono scossi.    Attilio, il giovane che sopraggiunge e si ferma nella stessa via al fatidico numero civico 36 A  ha la baldanza e le esitazioni di un primo incontro La prescelta è Sofia, ragazza appena conosciuta durante una festa nella quale si era imbucato, della quale non sa nulla, ma su di lui campeggia la predizione di una chiromante di sette anni prima: proprio lì, in quel luogo conoscerà la ragazza della sua vita e la riconoscerà perché piange. Con i tentacoli in azione, Serena cerca di coinvolgere Attilio, perché bussi al suo Paolo. Una schermaglia inarrestabile e divertente, che spinge con la prepotenza del bisogno i due a confrontarsi. Lui potrebbe presentarsi come un Testimone di Geova o asserire di essere il nuovo parroco venuto a benedire la casa… pretesti per farsi aprire il portone. Ma alle nove di sera? Lei lo minaccia di bussare a tutti i citofoni e scatenare l’inferno, se non l’aiuta. E mette in pratica la minaccia.

 A farne le spese sono gli stralunati abitanti del palazzetto,  allertati da un citofono che non sa fare il suo mestiere e crea strane connessioni. Così vecchie signore che hanno assunto il regolamentare sonnifero vengono svegliate e si ritrovano querule a raccontare ad un microfono lacerti di vita; il padre di Sofia si sgola invano per informare che la figlia abita su un altro piano, in un diverso appartamento segnalato nel citofono con una sigla. Alla fine Attilio si arrende alle pressioni di Serena, chiama Paolo, ma a quel punto il problema che sembrava di piccole e contenute conseguenze si allarga perché il giovanotto è un tipino un po’ particolare, uno di quelli che hanno bisogno di una taratina alle corde cerebrali armato da una carica di rabbia che può scatenarsi all’improvviso, che lo ha condotto da una psicoterapeuta presso la quale ha avuto modo di conoscere Tiziana, una ragazza strana che dice di essere una stylist e che vive un rapporto conflittuale con una propria seconda identità che spesso esce fuori all’improvviso e la devasta, anch’ella imprigionata dentro la gabbia di una rabbia esistenziale senza limiti. Insieme, scoprono un metodo sicuro per equilibrarsi e fa sbollite l’ira che li divora: ripetuti e travolgenti incontri sessuali, condotti sul limite dello scontro fisico, ma rigeneranti.

Lo spettacolo ha mille rivoli esilaranti basati soprattutto su un linguaggio brillante e iridescente ed è finalizzato davvero a far passare una serata di divertimento spensierato. La commedia è scritta, diretta e interpretata da Danilo de Santis, volto televisivo del programma comico Colorado, e si avvale di un cast equilibrato e sintonico con Roberta Mastromichele in testa, assai bella e prestante, come sottolinea la minigonna sapientemente indossata, con una querula Chiara Canitano nel ruolo di Sofia, con la vis comica di Francesca Milani nel ruolo di Tiziana e con Gianluca Cortesi che qui è Paolo.
 

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