Nebraska: L’illusione della realtà

dalla nostra corrispondente da Los Angeles Maristella Santambrogio

Il film Nebraska riprogrammato sugli schermi di Los Angeles in alcune sale cinematografiche, dopo la prima uscita nello scorso novembre, rimane un richiamo non solo per gli amanti delle buone pellicole ma per le nominations ricevute che ne hanno rianimato l’attenzione.

Il film ha in corso sei nominations per l’Academy Awards. Bruce Dern in aggiunta ad un’ Academy nomination a Cannes ha vinto come miglior attore per Nebraska. Diretto da Alexander Payne e scritto da Bob Nelson, il film presenta la storia dell’illusione di Woody Grant ( Bruce Dern) che coinvolge famiglia ed amici.

Il figlio David (Will Forte) decide di realizzare il desiderio del padre convinto d’aver vinto un milione di dollari assegnatogli tramite una lettera. In realtà si tratta di  uno scam atto a invogliare il ricevente a sottoscrivere un abbonamento ad un giornale. Inizia per i due, un viaggio verso Lincoln, in Nebraska per ritirare la “vincita” e nella memoria, un ritorno al passato con incontri di parenti ed amici di Grant a cui l’improvvisa fortuna accende idee strane. Specialmente  Pegram (Stacy Keack), ex socio di Grant, chiede in modi poco accettabili e con insistenza la restituzione di un debito. Padre e figlio verranno raggiunti dalla madre Kate (June Squibb) e il fratello Ross (Bob Odenkirk) aggiungendo altre sorprese di vita famigliare. Il finale darà soddisfazione a Grant lasciando qualche dubbio ai disillusi amici e famigliari della cittadina d’origine.

Alexander Payne da regista delle motivazioni e interprete della società Americana, sa come posizionare la macchina da presa per estrapolare sentimenti, dubbi, comicità, tristezze e far vivere una sceneggiatura attraverso gli interpreti.

Lo abbiamo visto in “About Schmid”, “ Sideway”, “The Descendants”. In particolare in questo film girato in bianco e nero ci accompagna in un viaggio comune dove passato e presente possono perdere significato nel bene e nel male quando la memoria si discolora e i sentimenti si uniscono ai prolungamenti umani… figli… amici, chi resta.

Un film da non perdere.

Purtroppo il doppiaggio eliminerà quelle caratteristiche uniche e proprie dell’interpretazione

originale.

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