Spettacolo

L’uomo che uccise Liberty Valance.

Western al crepuscolo del grande John Ford.

Roma, 19 ottobre 2022.

 

La ricorrenza.

John Ford dirige un western crepuscolare, “L’uomo che uccise Liberty Valance”, in uscita in Italia sessant’anni fa.

La storia.

Ransom Stoddard è un senatore degli Stati Uniti, di stanza nell’Est a Washington, che torna a Shinbone, una cittadina di frontiera nel profondo West, per il funerale di un vecchio amico, Tom Doniphon.

Fa effetto vedere una carica così importante in un piccolo centro, tanto che alcuni cronisti dello Shinbone Star, giornale locale, gli chiedono il motivo di tale venuta.

Inizia così da parte del senatore un lungo racconto, che trae origine circa una trentina di anni prima, nel momento del suo arrivo a Shinbone.

Appena giunto nella cittadina viene rapinato e ridotto piuttosto male dalla banda di Liberty Valance, cinico e spietato bandito in combutta con i grandi allevatori della zona.

Stoddard viene salvato da Doniphon che lo affida alle cure di Hallie, sua fidanzata, che a sua volta lavora in cucina nel ristorante cittadino.

Stoddard, giovane avvocato idealista, refrattario alle armi, votato al solo uso della legge, intende farsi carico delle istanze dei piccoli allevatori contro i soprusi dei grandi latifondisti.

Con l’aiuto di Hallie e dei proprietari del ristorante si rimette in sesto, creandosi un punto d’appoggio nella cucina stessa del locale, contribuendo al proprio mantenimento lavorando come sguattero.

Ben presto Stoddard comprende che la legge poco può fare a Shinbone, che conta solo l’uso delle pistole come più volte gli spiega Doniphon.

Liberty Valance non tarda a farsi vivo e a spadroneggiare in città, vessando a più riprese Stoddard che nel frattempo collabora con la testata Shinbone Star, diretta dall’editore Peabody.

Attraverso il giornale locale Stoddard cerca di portare nella collettività un senso di legalità, che non sia l’uso incondizionato della legge del più forte.

Seppur protetto da Doniphon e dal suo aiutante Pompeo, Stoddard viene provocato di continuo da Liberty Valance che arriva anche a distruggere la redazione del giornale ferendo gravemente Peabody.

Gli ideali di Stoddard vacillano e suo malgrado è costretto alla resa dei conti in una sfida a duello con Liberty Valance, duello dall’esito scontato.

Sulla strada appena fuori il ristorante, con indosso il grembiule da lavapiatti, Stoddard appare spacciato ma clamorosamente uccide il bandito.

E’ un fatto storico, incredibile, che porta Hallie, già in odore d’innamoramento, a gettarsi definitivamente tra le braccia di Stoddard che a sua volta, sull’onda dell’entusiasmo collettivo, viene candidato al congresso degli Stati Uniti.

A Stoddard però non sta bene che la candidatura venga legittimata dal fatto che ha eliminato Liberty Valance e pensa seriamente di rinunciare all’incarico.

Interviene allora in modo deciso Doniphon, che ne riconosce la rettitudine e la lealtà d’intenti, oltre alla preparazione professionale, che gli racconta un particolare.

La notte del duello Doniphon, nascosto in un vicolo, spara appena un attimo prima di Liberty Valance senza che nessuno si accorga della situazione.

Dal suo punto di vista, da vecchio pioniere del west, Doniphon si sacrifica in nome di un bene superiore salvando un amico e uomo di grosso spessore, perdendo anche l’amata fidanzata.

Stordito e incredulo Stoddard accetta la candidatura a governatore del nuovo Stato di cui fa parte Shinbone.

Nel tempo, attraverso il percorso di tre mandati come governatore, Stoddard contribuisce a trasformare Shinbone da villaggio di frontiera a città dal luminoso avvenire.

Alla fine del racconto, venato da una profonda malinconia, il nuovo direttore dello Shinbone Star rivela al senatore che la vera storia appena descritta non verrà pubblicata.

Sorpreso Stoddard chiede conto di ciò al direttore del giornale che gli rivela:<Qui siamo nel West, dove se la leggenda diventa realtà vince la leggenda>.

Curiosità.

Ford chiude con questa pellicola la mitologia del West, rinunciando alla forte presenza del paesaggio rappresentato, in varie proiezioni, dalla Monument Valley.

La genialità del regista sta nel dirigere, in gran parte, un western complesso ed avvincente tutto in interni come la cucina e il ristorante di Hallie, la sede del giornale di Peabody, quasi una recitazione da camera.

Il film propone la contrapposizione tra i caratteri dei due protagonisti: Il pioniere Doniphon, uomo d’azione solitario ed eroico, e il cittadino Stoddard, idealistico, integerrimo, al servizio della collettività.

E’ la certificazione della fine dell’arcaica legge della frontiera, la violenta legge del più forte, rispetto all’avanzata del progresso in salsa legale.

In altre parole la pellicola è il “funerale della frontiera”.

Il western è il cinema americano per eccellenza e Ford ci propone un’elegia nostalgica senza più la lotta cowboy-indiani e niente più lo sfondo della Monument Valley.

Ford gira questo tramonto del genere in bianco e nero, perché ritiene che la vera fotografia in una storia drammatica sia il bianco e nero.

Protagonisti.

Ransom Stoddard è James Stewart, l’antieroe che non concepisce l’uso delle pistole e che affronta con coraggio l’impari duello con il fuorilegge.

In amichevole contrapposizione con Tom Doniphon, interpretato da un John Wayne in stato di grazia, rappresentante l’America di frontiera che col suo sacrificio permette a Stoddard di proseguire per la propria strada.

Un ottimo Lee Marvin è Liberty Valance, cattivo, spietato, a suo agio nel ruolo, che modera i suoi eccessi solo davanti al carisma di Doniphon-Wayne.

Hallie è Vera Miles, dapprima fidanzata di Doniphon poi rapita dalla cultura e dai modi gentili di Stoddard che poi sposerà.

Altri ottimi caratteristi, tra i tanti, sono Edmond O’Brien, Peabody, direttore del giornale locale, Woody Strode, Pompeo, John Carradine, avversario di Stoddard per la nomina a governatore, Lee Van Cleef, uno degli sgherri di Liberty Valance.

Tornando alla scelta del bianco e nero qualche critico crede sia dettato anche dall’età dei due protagonisti, già al di sopra della cinquantina.

John Ford chiude il genere western, due anni dopo, con “Il grande sentiero” ma nuove leve rivalutano il filone qualche anno dopo con la trilogia del dollaro di Sergio Leone e con il violento “Il mucchio selvaggio” di Sam Peckinpah.

 

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