Il dottor Zivago.

La tormentata storia d'amore nella Russia della rivoluzione bolscevica.

Roma, 10 dicembre 2021.

 

La ricorrenza.

Esce in Italia il 10 dicembre 1966 Il dottor Zivago, kolossal di 200 minuti, diretto da David Lean, tratto dall’omonimo romanzo del poeta russo Boris Pasternak.

La storia.

L’ambientazione è in Russia negli anni del primo conflitto mondiale, in parallelo con la rivoluzione bolscevica del 1917 e la conseguente guerra civile.

Il <Compagno generale> Evgraf Zivago è alla ricerca della figlia del fratellastro, il dottor Yurij Zivago, e ritiene che la giovane Tanja Komarova possa essere sua nipote.

Siamo nei primi anni ’50 e Evgraf racconta a Tanja la vita del suo fratellastro nel tentativo di suscitarle un ricordo del possibile padre.

Yurij Zivago è un giovane e brillante medico, con una forte inclinazione verso la poesia, allevato in età adolescenziale dal ricco Gromeko, dopo la scomparsa dei genitori avvenuta in tenera età.

Zivago già durante il completamento della specializzazione medica si rende conto che l’esercito zarista compie delle repressioni verso chi manifesta pacificamente per invocare migliori condizioni di vita.

Zivago, appena scoppia la prima guerra mondiale, viene chiamato al fronte per prestare i suoi servizi come medico.

Incontra Lara un’infermiera che lo aiuta nel massacrante lavoro al fronte e ricorda di averla vista nella notte di Natale di qualche anno prima a Mosca, protagonista di un episodio increscioso.

Lara e Zivago scoprono di nutrire forti e reciproci sentimenti, ma sono sposati: Lui con Tonja, figlia del suo benefattore Gromeko, da cui ha avuto un figlio, lei con Pasha, giovane idealista arruolatosi dopo il matrimonio.

Lara e Zivago, tuttavia, si amano con disperata passione ma sono destinati a rimanere divisi sullo sfondo del dramma della guerra civile che impazza in Russia.

Neanche la figlia (Tanja?) riesce a sugellare la loro unione, tanto che nel momento dell’ultimo distacco una languida Lara sussurra a Yurij:<Sarebbe stato bello incontrarsi prima, anche di un solo giorno…>.

Curiosità.

Il film firmato da David Lean, autore di produzioni come <Il ponte sul fiume Kwai> e <Lawrence d’Arabia>, è uno dei maggiori emblemi del cinema sentimentale.

Idealismo e amore i temi dominanti rispetto al tratto politico del romanzo di Pasternak, diffuso in clandestinità nell’Urss.

Al poeta nel 1958 l’Accademia di Stoccolma conferisce il premio Nobel per la letteratura, a cui però deve rinunciare forzatamente.

Costato intorno agli 11 milioni di dollari, la pellicola ne incassa dieci volte tanto in tutto il mondo per un successo di pubblico senza precedenti.

Nelle sale di prima visione romane il film rimane in programmazione per oltre 600 giorni.

Le riprese in campo lungo per le scene di massa e per gli sterminati paesaggi sono molto curate e ben ricostruite nelle locazioni trovate in Canada, Finlandia e Spagna, non potendo girare il film in Russia.

Cinque Oscar per la pellicola: Sceneggiatura, costumi, fotografia, scenografia e musiche con il celeberrimo, struggente, <Tema di Lara> composto dal francese Maurice Jarre.

I Protagonisti.

Omar Sharif è Zivago, credibile, intenso, in un ruolo che lo ha reso celebre nel mondo ma che forse lo ha connotato fin troppo.

Julie Christie è Lara, imposta da Lean alla produzione per la giovane età che doveva avere la protagonista e che la Christie aveva al momento delle riprese, 24 anni, rispetto a Sophia Loren, presentata dal marito-produttore Carlo Ponti, che nel 1965 ne aveva 31.

Il cast poi si completa di una serie di attori giovani emergenti insieme a professionisti di lungo corso.

Tonja, affabile moglie di Zivago, è Geraldine Chaplin, figlia del grande Charlot.

Tom Courtenay è l’idealista Pasha, marito di Lara, che diventa lo spietato capo delle truppe rosse Strelnikov.

Rita Tushingham è Tanja la figlia di Lara e Zivago, un po’ melensa nella parte.

Alec Guiness è l’austero <Compagno generale>, fratellastro di Zivago, voce narrante del film, segretamente invaghito di Lara.

Ralph Richardson ottimo caratterista britannico è il ricco e nostalgico Gromeko, tutore di Zivago e padre di Tonja.

Una menzione speciale per Rod Steiger, nella parte del viscido e abile faccendiere Komarovskij, amante della madre di Lara e approfittatore senza scrupoli della stessa ragazza.

Steiger per il personaggio, ma soprattutto per la sua bravura, si ritaglia uno spazio notevole nel film.

Significativa una sua battuta rivolta a Lara:<Ci sono due tipi di donne ed è chiaro che tu non sei il tipo più puro. Tu, mia cara, sei da letto>.

Piccola comparsata per Klaus Kinski, nella parte di un pazzoide anarchico in fuga verso gli Urali in piena guerra civile tra l’Armata Rossa e l’Armata Bianca.

La chiusura è per il popolo russo che ama più di ogni altro la poesia e i poeti, una certificazione che non garbava molto al regime sovietico…

 

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