Il braccio violento della legge.

Pellicola cult nel panorama poliziesco mondiale.

Roma, 3 marzo 2022.

 

La ricorrenza.

Un robusto poliziesco, Il braccio violento della legge (The French Connection), diretto da William Friedkin, esce cinquant’anni fa, oggi, in Italia.

La storia.

Jimmy “Papà” Doyle e Buddy Russo sono due investigatori della Narcotici che, professionalmente, non se la passano molto bene causa un paio di precedenti inchieste andate male.

I loro superiori li pressano anche e soprattutto per i loro metodi di lavoro non propriamente francescani, il tutto acuito dall’ambiente di una New York difficile e controversa.

Ad un certo punto gli arrivano vaghi indizi che riguardano una grossa spedizione di eroina proveniente dalla Francia con probabile referente un trafficante transalpino, Alain Charnier.

Cominciano a pedinare vari personaggi, che si ritengono di supporto al traffico illecito, in un lavoro estenuante ai limiti dell’ossessione.

Doyle in special modo ne fa una questione personale, una lotta senza quartiere contro l’astuto Charnier.

Il quale elude più di una volta le trappole preparate dai due agenti, coadiuvato dai suoi complici americani Boca, Nicoli e un certo Deveraux famoso attore televisivo.

Proprio Deveraux entra tra i sospettati di Doyle e Russo, attraverso una soffiata, per una vettura di grossa cilindrata che l’attore si è fatto arrivare dall’Europa.

I due agenti, non senza difficoltà procurategli dai loro stessi superiori, riescono ad intercettare l’automobile prima della consegna a Deveraux ed iniziano un controllo capillare.

La perquisizione della fuoriserie è interminabile e quando tutti gli sforzi sembrano ormai vani la droga viene scoperta sotto i pianali delle portiere.

Doyle e Russo rimettono tutto a posto e lanciano l’esca per individuare il luogo dello scambio e poter arrestare i criminali.

Qualcosa però va storto e dopo un frenetico inseguimento ed una sparatoria successiva vengono catturati molti delinquenti ma non il furbo Charnier che riesce a dileguarsi.

Curiosità.

The French Connection, titolo originale, fa riferimento alla rotta che da Marsiglia porta l’eroina in America.

William Friedkin, (L’Esorcista, Vivere e morire a Los Angeles), dirige una pellicola dal grande impatto visivo che mette in risalto le paranoie di “Papà” Doyle con la freddezza di Charnier.

C’è una scena di un inseguimento dove Doyle rincorre un killer, pagato da Charnier, che vuole ucciderlo.

Girata tra grandi difficoltà, con una forte carica emozionale, ricorda molto il leggendario inseguimento di Steve Mc Queen in Bullitt, 1968, a bordo di una Ford Mustang per le strade di San Francisco.

L’unicità sta nel fatto che il cecchino fugge su un treno sopraelevato e Doyle invece lo insegue a bordo di un’auto…

Friedkin gira la sequenza personalmente e con il traffico cittadino chiuso solo in parte.

Tant’è che viene coinvolto un vero automobilista che viene risarcito dalla produzione per aver visto distrutta la propria vettura in uno scontro.

La paranoia del personaggio di Doyle e l’ambiente della Grande Mela hanno ispirato successivamente i ruoli di De Niro in Taxi Driver e di Redford ne I tre giorni del Condor.

Il film vince 5 Oscar: regia, miglior film, montaggio, sceneggiatura e attore protagonista.

Protagonisti.

Jimmy Doyle è uno straordinario Gene Hackman, completamente a suo agio nei panni del frustrato investigatore che soffre dannatamente il confronto-scontro con Charnier.

L’interpretazione di Hackman, non a caso premiato con l’Oscar, tratteggia proprio l’annale lotta tra i buoni e i cattivi, prescindendo sui metodi che a volte farebbero dubitare da che parte sta il bene.

Buddy Russo, spalla di Doyle, è Roy Scheider eccellente interprete di pellicole come Lo squalo e Una lama nel buio.

Altrettanto bravo è Fernando Rey, l’ineffabile Charnier, perfetto nella parte di spietato trafficante dotato di un portamento e di una classe lontana anni luce dalla rozzezza di Doyle.

Altri ottimi caratteristi sono Tony Lo Bianco, Boca, Marcel Bozzuffi, il killer Nicoli, Frederic de Pasquale, Deveraux.

Tre anni più tardi rivedremo Gene Hackman nel seguito “Il braccio violento della legge n.2”, diretto da John Frankenheimer, in un film di minor successo rispetto al primo ma ugualmente spettacolare in varie scene.

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