Gli Intoccabili.

Il maestro Brian De Palma in un poliziesco-western.

Roma, 1 ottobre 2022.

 

La ricorrenza.

Trentacinque anni fa esce in Italia uno spettacolare poliziesco diretto dal maestro Brian De Palma: Gli Intoccabili.

La storia.

Durante gli anni del proibizionismo, nella Chicago degli anni trenta, il boss Al Capone domina la scena incontrastato e senza che le autorità riescano a condannarlo.

Capone controlla il commercio clandestino degli alcoolici, sua principale fonte di guadagno, servendosi di una fitta rete di personaggi corrotti perfino tra la polizia e le autorità cittadine.

Elliott Ness è un agente del ministero del Tesoro e viene incaricato di riportare l’ordine e provare a catturare Capone che, incurante dei vari tentativi d’incastrarlo, ostenta con arroganza il suo potere.

Ness, dopo un iniziale tentativo andato a vuoto, si rende conto che la battaglia contro il gangster deve essere condotta con metodi non proprio convenzionali.

Mette su una squadra composta da un vecchio poliziotto di ronda irlandese, un focoso giovane aspirante poliziotto di origine italiana e un contabile assegnatogli da Washington.

Malone, l’irlandese, Stone, che ha cambiato il suo vero nome Petri e Wallace, il contabile, iniziano con Ness la battaglia senza esclusione di colpi contro Capone.

Le strategie del gruppo cominciano a dare dei risultati, specialmente quando intercettano sul confine canadese un grosso carico di whisky destinato a Capone.

In questa operazione, che genera qualche perplessità tra Ness e Malone nel metodo risoluto di come è stata condotta, viene catturato un personaggio chiave che può testimoniare dei traffici illeciti di Capone.

In tutto ciò, al di là delle azioni specifiche coordinate da Ness, si fa largo il lavoro certosino di Wallace che scopre che Capone non paga un dollaro di tasse dal 1926.

Sembra un’inezia, un contorno, ma l’appiglio legale riscontrato da Wallace può essere una chiave per l’arresto di Capone per frode fiscale.

L’aggancio del lavoro di Wallace è un certo Payne, contabile di Capone e profondo conoscitore degli enormi movimenti di denaro che affluiscono nelle tasche del boss.

Il potere del gangster però sembra senza fine e in breve vengono eliminati il collaboratore del boss, catturato in precedenza, Wallace e Malone.

E’ proprio quest’ultimo, prima di morire tra le braccia di Ness accorso in suo aiuto, che rivela all’amico che bisogna fermare in tempo il contabile Payne in procinto di partire da Chicago.

Ness e Stone corrono alla stazione e dopo una violenta sparatoria con gli accoliti di Capone riescono a prelevare il contabile e costringerlo a deporre in tribunale contro il boss.

Durante il processo per evasione fiscale, nonostante la testimonianza a sfavore del contabile, Capone è insolitamente tranquillo ed anzi trasuda un comportamento spocchioso che insospettisce Ness.

Vicino al gangster, oltre al suo avvocato difensore, c’è Nitti spietato killer e braccio destro di Capone, che entra in contrasto con Ness per indebito possesso di una pistola.

Nel perquisire Nitti, Ness trova nelle sue tasche un appunto con l’indirizzo di casa di Malone e capisce che è lui l’assassino dell’amico.

Il tentativo di fuga di Nitti dal tribunale si conclude con Ness che, esasperato dalle irridenti provocazioni del killer, lo scaraventa giù dalla terrazza del fabbricato in un volo di una ventina di metri.

Alla fine Capone, dopo un ultimo colpo di scena relativo alla sostituzione della giuria giudicante, corrotta in anticipo, viene condannato ad 11 anni per frode fiscale.

Curiosità.

Brian De Palma, per la regia, e David Mamet, per la sceneggiatura, s’ispirano all’autobiografia di Elliott Ness concedendosi alcune licenze poetiche.

L’episodio della stazione di Chicago, dove viene catturato il contabile, non è mai esistito così come la morte di Nitti, per mano di Ness, che in realtà prende poi il posto di Capone, dopo la sua condanna, e muore suicida addirittura nel 1943.

De Palma dirige una solida narrazione, una storia con dei veri valori come l’amicizia, l’unità d’intenti, tra i quattro “intoccabili”, oltre naturalmente alla lotta contro il crimine e la corruzione.

Una sequenza d’antologia è relativa alla stazione ferroviaria dove De Palma dedica un omaggio alla carrozzella della “Corazzata Potemkin”.

Nel mezzo della sparatoria fa scendere pericolosamente una carrozzina, con dentro un bambino, su una lunga scalinata sotto lo sguardo terrorizzato della mamma.

Il ritmo imposto da De palma in alcune scene è da film western, complice una colonna sonora incalzante del maestro Ennio Morricone.

Il film passa agli annali anche per alcune frasi celebri, come quando Capone, appena condannato, inviperito, dice a Ness:<Non sei niente, sei solo chiacchiere e distintivo!>.

Malone invece in punto di morte scuote uno smarrito Ness dicendogli:<E adesso cosa sei disposto a fare?>

Protagonisti.

Anche in questa pellicola i protagonisti non sono le primissime scelte iniziali e tuttavia si sono rivelati azzeccati.

Kevin Costner è Elliott Ness, forse un po’ scolastico nel ruolo e magari il giudizio è influenzato dalla superba prova di Sean Connery, che recita l’incorruttibile Malone.

Connery a 57 anni consegue l’Oscar come miglior attore non protagonista, in un’interpretazione matura non debordante rispetto ai compagni di viaggio.

Andy Garcia è il giovane italoamericano Stone e Charles Martin Smith è il curioso amministrativo a cui viene l’idea dell’incriminazione di Capone per frode fiscale.

Al netto di altri bravi caratteristi come Billy Drago nei panni di Nitti, c’è poi Robert De Niro insuperabile nella parte di Al Capone.

Ingrossato nel fisico, quasi come il La Motta di “Toro scatenato”, De Niro è un Capone forse un po’ troppo caricaturale.

Il ricordo va a Rod Steiger che interpreta il gangster in una pellicola del 1959, ma in ogni caso De Niro recita la parte in maniera eccellente, con l’ineccepibile doppiaggio di Ferruccio Amendola.

Quasi rendendocelo simpatico…

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