Elogio del Ragionier Filini

Breve ricordo dell’attore Gigi Reder e del suo alter ego

Roma, 25 marzo 2022 – In questo giorno del 1928 nasceva a Napoli, da papà tedesco e mamma partenopea, Luigi Schroeder. Meglio noto a tutti come Gigi Reder.

L’attore che, abbandonati gli studi universitari, scelse questo nome d’arte per entrare nel mondo dello spettacolo.

Cinquant’anni di carriera artistica, tra radio, teatro, avanspettacolo e cinema.

Fu ottimo esponente della stirpe dei caratteristi, che contribuì a render grande il cinema italiano della seconda metà del XX secolo.

Sulle tavole del palcoscenico Reder fece parte di celebri compagnie, tra cui quelle di Peppino De Filippo, Turi Ferro, Mario Scaccia, Giorgio Albertazzi. Solo per citarne alcuni.

Davanti alla macchina da presa lo diressero invece maestri come Federico Fellini, Luigi Comencini, Pietro Germi.

Ma a dargli l’immortalità furono la regia di Luciano Salce e il soggetto di Paolo Villaggio, nella tragedia ridicola di Fantozzi.

Grazie a quei film, per generazioni di italiani, anche per chi magari non ne conosce il nome, Gigi Reder sarà per sempre Filini.

Il prototipo del collega d’ufficio iperattivo. Ma si badi bene, solo in ambito extralavorativo, mai nell’adempimento delle funzioni, per carità!.

Il Ragioner Filini, dalle lenti a fondo di bottiglia, fucina di idee e di iniziative aggreganti, mal concepite e peggio realizzate.

Multiforme e poliedrico anche nel nome di battesimo, cangiante nei vari film, passando da Renzo, a Silvio fino ad Arturo.

Un personaggio che sta al ragioner Ugo, eroe eponimo della saga impiegatizia fantozziana, come Diomede ad Ulisse.

L’uno senza l’altro non avrebbero ragion d’essere, anche in quanto ragionieri.

Con il pretesto della ricorrenza della nascita di Reder, scomparso nel 1998, rendiamogli perciò omaggio, in simbiosi con il suo alter ego Filini, ringraziandoli entrambi per quello che ci hanno regalato.

Rivolgendo a Gigi un affettuoso pensiero, dandogli confidenzialmente del tu.

Solo a coloro che dallo spirito benigno del ragionier Filini vengono periodicamente posseduti, si suggerisce di fare di più.

Prestino attenzione gli organizzatori estemporanei di imprese improbabili, avventure bislacche, reclutatori di amici e parenti recalcitranti per gite scombinate o sfide sportive (con inizio rigorosamente alle sei antelucane, e d’inverno).

In ogni emulazione della sgambata in bici a Pinerolo (nella foto), o della visita con il professor Zingales alle grotte di Postumia, si mandi un pensiero devoto all’ectoplasma ispiratore dell’impresa.

In tali occasioni si potrà evocarlo con la formula magica “Filini, batti un colpo!”.

Batti Lei, congiuntivo. Ovviamente.

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