Spettacolo

Braveheart-Cuore impavido.

Mel Gibson nei panni dell'eroe nazionale scozzese.

Roma, 1 dicembre 2020.

 

La ricorrenza.

Un’operazione coraggiosa quella che porta l’attore-regista Mel Gibson a presentare al pubblico la pellicola Braveheart-Cuore impavido.

In uscita sugli schermi italiani 25 anni fa, oggi, la storia romanzata del patriota scozzese William Wallace.

Mel Gibson rischia in proprio producendo, oltre che dirigere ed interpretare da protagonista, il film sull’eroe nazionale di Scozia del XIII secolo.

La storia.

Gibson modella un soggetto dal respiro epico innegabile, con suggestive atmosfere medioevali, forse un po’ retorico per la forte carica nazionalista.

Il protagonista William Wallace diventa il simbolo della ribellione contro la tirannia inglese dopo aver subito soprusi e lutti di ogni genere.

Wallace fa presa sui tremebondi scozzesi e diventa il loro capo, il trascinatore in alcune battaglie vinte anche d’astuzia contro lo strapotere delle armate inglesi.

L’avversario di Wallace è il perfido e crudele Edoardo I Plantageneto, che cerca in tutti i modi di neutralizzarlo non esitando a corrompere alcuni nobili scozzesi.

Tuttavia gli sforzi del Plantageneto si rivelano vani ed allora scatta la mossa disperata di mandare a parlamentare col ribelle Isabella di Francia, moglie del dissoluto figlio.

Isabella scopre, con suo grande stupore, che Wallace non è il barbaro dipinto dagli oppositori ma un uomo dai nobili ideali e di notevole cultura.

Fatalmente se ne innamora, ricambiata da Wallace, e aiuta in gran segreto il ribelle a perseguire i suoi piani.

Piani che però vengono disattesi dagli stessi nobili scozzesi che tradiscono la loro guida consegnandolo a Edoardo I.

Wallace viene barbaramente torturato in pubblico ma il suo coraggio, l’esempio ed il patriottismo dimostrato risvegliano l’animo del popolo scozzese.

Curiosità  

Alcuni osservatori hanno evidenziato che la spinta emotiva del film di Gibson ha svolto un ruolo centrale nel risveglio della coscienza nazionale scozzese, tant’è che il referendum sulla devoluzione del 1997 porta poi alla ricostituzione del parlamento l’anno successivo.

In tempi dove il digitale non è ancora ossessivamente praticato, Gibson utilizza 3000 militari irlandesi con oltre 1000 frecce.

Insieme ai suoi sceneggiatori Gibson volutamente stravolge alcuni aspetti storici della vicenda per spettacolarizzare al meglio il film.

Gli interpreti.

Al di là di Gibson ottima la performance di Patrick McGoohan nel ruolo di Edoardo I.

La stessa sottile perfidia che gli avevo riscontrato nella parte del direttore del carcere in Fuga da Alcatraz come antagonista di Clint Eastwood nel 1979.

A seguire Sophie Marceau, molto delicata nel personaggio di Isabella di Francia, Catherine McCormack, primo amore di Wallace, Brian Cox, caratterista che ritroviamo in Rob Roy come fattore di Montrose.

Cinque gli Oscar conquistati, su dieci nomination, tra cui la miglior regia a Mel Gibson.

Premi forse un po’ sovradimensionati ma tutto sommato un buon prodotto.      

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