Spettacolo

Yuppi Du.

Il musical del Molleggiato compie 45 anni.

Roma, 5 marzo 2020. Il musical da sempre è un genere di rappresentazione teatrale e cinematografica nato e sviluppatosi negli Stati Uniti, con la derivazione italiana della commedia musicale teatrale.

Tanti gli esempi nella filmografia americana con Fred Astaire, Ginger Rogers, Gene Kelly, vere e proprie icone del musical, dove oltre alla recitazione la trama è incentrata sulla musica, sulla danza, sul canto, sulle scenografie, sui costumi, il tutto in un unico contenitore solitamente di genere brillante.

Questo preambolo per dire che 45 anni fa esce in Italia “Yuppi Du”, secondo film diretto da Adriano Celentano che cura anche il soggetto, la sceneggiatura, la musica, la produzione, il montaggio, oltre naturalmente l’interpretazione.

Il film è una parabola surreale che investe vari temi, dal problema delle morti sul lavoro, alla disoccupazione o alla difficoltà a poter vivere con miseri stipendi, alla crisi del lavoro in fabbrica e anche al concetto di inaffidabilità femminile.

Da quest’ultimo punto di vista Celentano mette a confronto l’affascinante Charlotte Rampling con l’avvenente Claudia Mori, nella storia che racconta i tormenti di un giovane pescatore veneziano, Felice, che crede di aver perso la consorte, Silvia/Rampling annegata in laguna, e che tenta di rifarsi una vita con Adelaide/Mori.

Il Celentano-pensiero si articola tra pacifismo ed ecologia, tra le contraddizioni della moderna società con tracce di violenza, con intermezzi musicali propri della tradizione americana. La trama è incentrata su Felice, padre di Monica una bimba di circa otto anni, ancora innamorato di Silvia, la prima moglie, che crede suicida in laguna; Silvia però improvvisamente ritorna, non era annegata bensì fuggita, e cerca di prendersi la figlia piccola, ammaliando il marito ancora di lei innamorato, per poterle far fare una vita migliore, più agiata. Felice rivive gli impulsi, appunto l’amore mai tramontato, del tempo che fu illudendosi di riannodare con Silvia l’antico legame. Una volta ottenuta la bambina, con la promessa di riportarla al papà in breve tempo, Silvia disattende l’accordo (inaffidabilità femminile). Felice allora rompe gli indugi e parte per Milano, dove Silvia da tempo si è rifatta una vita in un ambiente altolocato, mercanteggiando a suon di milioni l’affidamento della figlia. Geniale e curiosa l’ambientazione dell’arrivo a Milano con gli abitanti evidenziati e ridotti a grigi fantasmi, chiaro riferimento alla differenza ambientale della metropoli; come pure originale la scena di Felice e Silvia che passeggiano in laguna e ritrovano l’albero, dove avevano inciso in passato un cuore con le loro iniziali, completamente incrostato dai sedimenti dello smog. Alcune persone nelle vicinanze e con maschere antigas (!) li guardano e li applaudono. Altrettanto significativa l‘immagine destinata a diventare un’icona e cioè un uomo dinoccolato, di spalle, con le braccia allargate come se fosse crocifisso. Celentano riprende con questa figura l’atteggiamento avuto al Festival di Sanremo nel 1961, quando debutta presentandosi di spalle al pubblico col brano 24 mila baci, tra lo scandalo generale.

Yuppi Du è uno dei maggiori incassi della stagione ‘74/’75. Come tutte le cose pensate e realizzate dal Molleggiato anche questa produzione suscita reazioni varie. Tra le critiche ed i consensi alcune considerazioni come quelle di Giuliano Ferrara: <<Adriano è carismatico, geniale e sincero>>, di Gad Lerner:<< Ha una disarmante naturalezza e possiede una misteriosa energia che coinvolge tutti>>, mentre Charlotte Rampling, protagonista seminuda della spettacolare ballata finale sotto l’incedere della colonna sonora, esprime un: << Adriano credeva veramente di essere Gesù>>. Nel film uno spazio importante è occupato da caratteristi, sodali di Celentano, come Memo Dittongo (Scognamillo), Jack La Cayenne (lo snodato ballerino che ingoiava per intero una tazza da caffè) e Gino Santercole autore e cantante di una struggente “Such a cold night tonight”.

Ora aspettiamo dopo quarantacinque anni che Celentano ci proponga uno o due sequel: Yuppi Tri, Yuppi Quater…

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