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Le sorelle scomparse, Sarah e Alisya sono state ritrovate, ma restano i misteri

Le due sorelle scomparse da due settimane sono state ritrovate a Formia, ma il caso si complica: fermati madre, compagno e nonno.

Le due sorelline di dodici e sedici anni Sarah e Alisya, misteriosamente svanite nel nulla nelle scorse settimane da una casa famiglia situata a Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, sono state finalmente rintracciate e messe in salvo: la fine di un incubo ha coinciso con l’inizio di un intricato enigma giudiziario che sta sconvolgendo l’opinione pubblica italiana. Le forze dell’ordine le hanno individuate all’interno di un appartamento privato a Formia, ponendo fine a giorni di angoscianti ricerche su scala nazionale (foto AI puramente illustrativa). Le giovani sono fortunatamente in buone condizioni di salute, ma il loro ritrovamento ha aperto uno scenario investigativo a dir poco clamoroso. La svolta ha infatti portato all’immediata emissione di provvedimenti restrittivi pesantissimi che colpiscono direttamente il nucleo familiare più stretto delle due minorenni, trasformando una vicenda di allontanamento in un grave caso giudiziario.

La svolta investigativa e i fermi familiari

Gli inquirenti della Procura della Repubblica hanno ordinato il fermo della madre biologica delle due ragazze, del suo attuale compagno e del nonno materno, scatenando un vero terremoto mediatico. L’accusa formale ipotizzata dalla magistratura inquirente nei confronti dei tre congiunti è quella di sequestro di persona aggravato in concorso. Secondo una prima ricostruzione investigativa, i tre adulti avrebbero attivamente pianificato, o quantomeno favorito, il prelevamento delle due minori dalla struttura protetta abruzzese in cui erano temporaneamente ospitate per poi nasconderle nel Lazio. Gli interrogatori serrati, proseguiti senza sosta per tutta la notte precedente, hanno spinto i magistrati a disporre il trasferimento immediato in carcere per l’intero terzetto di indagati. La madre delle adolescenti è stata così condotta presso il penitenziario di Teramo, mentre il nonno e il compagno si trovano attualmente reclusi nel carcere di Sulmona.

Il blitz a Formia e la rete dei complici

L’operazione decisiva è scattata in modo fulmineo nel quartiere popolare di Rio Fresco a Formia, dove i carabinieri hanno circondato l’edificio in cui si rifugiavano le due minori scomparse. La svolta che ha guidato i militari verso il covo laziale è arrivata grazie alle ammissioni fatte da un parente stretto, messo alle strette e spaventato dalle possibili conseguenze penali. Le ragazzine si nascondevano nell’abitazione di una anziana donna, considerata una lontana parente della madre, che al momento risulta indagata a piede libero per favoreggiamento. Al momento dell’irruzione delle forze dell’ordine, le sorelle avrebbero espresso il chiaro desiderio di voler rimanere con la propria mamma, manifestando una forte resistenza psicologica all’allontanamento da quella casa. Sul posto si è radunata anche una folla di residenti che ha accolto con un lungo applauso l’uscita in sicurezza delle due giovani, subito trasferite in una località protetta.

Le reazioni del padre e i dubbi irrisolti

L’emozione per la fine delle ricerche ha provocato un forte impatto emotivo sulle persone vicine alle due giovani e in particolare sul padre biologico. L’uomo, non appena appresa la notizia del ritrovamento delle figlie, è stato colto da un improvviso malore a causa della forte tensione accumulata, rendendo necessario il trasporto in ospedale. Successivamente ha voluto esprimere il proprio sollievo dichiarando che per loro inizia finalmente una nuova vita dopo dieci anni di dure battaglie legali. Restano però ancora da chiarire i dettagli oscuri di questa vicenda, come la rete logistica che ha permesso il trasferimento interregionale delle ragazze senza lasciare tracce evidenti. La Procura continua a indagare per verificare se vi siano altri complici coinvolti nell’organizzazione del piano e per comprendere le reali motivazioni che hanno spinto la famiglia a un gesto così estremo e rischioso.

Marco Savo

Marco Savo, classe 1983. Divulgatore. La mia carriera giornalistica è iniziata nel mondo del calcio per poi approdare a quello dell’auto sul portale newsauto.it e successivamente nella sfera più ampia dell'attualità.